INFORM - N. 202 - 2 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

New Jersey - Gli italoamericani in una mostra presentata al Consolato d’Italia di Newark

 

NEWARK - I volti, i gruppi di famiglia, i nuovi arrivi: sono alcune delle immagini esposte in grandi formati nell'atrio dell'edificio che ospita il Consolato di Newark, che raccontano la storia di una vibrante comunità di italiani e italoamericani stabilitisi nel New Jersey.

"From Italy to America: Faces of Italian Americans Immigrants" è il titolo della rassegna di immagini curata dalla docente Sandra Lee della Seton Hall University, in collaborazione con Alberto Institute dello stesso ateneo del New Jersey.

Ad inaugurarla giovedì il console Andrea Barbaria, che aveva già offerto un'anteprima della mostra in occasione della festa della Repubblica lo scorso 2 giugno. Oltre a Augusto Sorriso del cgie, hanno preso parte il presidente del Comites Paolo Ribaudo, rappresentanti di soldalizi italoamericani dello Stato Giardino e il console generale del Portogallo, Maria Amélia Paiva. La curatrice della mostra fotografica spiega che ha collezionato circa un migliaio di immagini raccolte da album di famiglie di immigrati italoamericani a Newark, Belleville e Nutley.

"Ho scelto queste immagini - dice ad America Oggi - perché mi sembra che mi parlino di volontà e diano emozioni", selezionate nel periodo tra il 1890 e il 1940. "Sono anni - prosegue la curatrice - che mi dedico a questa mostra, anche perché nello stesso periodo sto ricucendo le mie origini in parte italiane ed ho avuto la possibilità di portare avanti studi attraverso l'università Seton Hall. Ho ascoltato le storie degli italiani che s'erano stabiliti a Newark, Belleville e Nutley per tanti anni e ho deciso quindi di portare avanti questo progetto".

La professoressa Lee auspica che le immagini esposte possano trovare al più presto una collocazione fissa in un museo.

Intanto, lei dopo la pubblicazione di "Italian Americans of Newark, Belleville and Nutley" si accinge a mettere penna ad un secondo libro, mentre il migliaio di immagini da lei raccolte andranno in donazione all'ateneo e messe in rete sul sito internet, in modo che tutti possano avere accesso.

In occasione dell'inaugurazione della mostra, il console Barbaria ha consegnato a Giuseppe Angiulli l'onorificenza di Cavaliere Omri conferitagli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una decorazione al merito che lo include in seno al gruppo di Decorati dell'area metropolitana.

Giuseppe Angiulli è nato nel 1933 a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo. Nel 1959 l'allora poco più che ventenne Giuseppe Angiulli aveva deciso di lasciarsi alle spalle Milano dove era impiegato all'ufficio cambiali di una società nazionale per l'America. Si era stabilito nel New Jersey dove aveva sposato Teresa Cosentino incontrata per la prima volta a bordo dello stesso bastimento che li portava da questa parte dell'Atlantico.

Lui non conosceva l'inglese al tempo e racconta ad America Oggi che l'unico salvagente era risultato essere il lavoro in una carrozzeria dove si era specializzato in auto antiche, sportive e di collezionisti.

In breve il nome di Giuseppe Angiulli era diventando un marchio di garanzia nel suo settore. Quel piccolo locale di un tempo in pochi anni s'era trasformato in un indovinato affare che lo aveva portato ad allestire un grande complesso che adesso porta avanti assieme a due figli. Giuseppe e Teresa hanno cresciuto quattro figli. Giuseppe padre e figlio hanno nel Dna la passione per le auto sportive da competizione, tanto che il figlio è un consulente di grandi case di produzione negli Stati Uniti e in Italia. Giuseppe padre è un attivo componente della comunità italoamericana ed è uno dei fondatori della Federazione Siciliana del New Jersey.

"Questa onorificenza mi lega ancora maggiormente all'Italia, grazie al presidente che me l'ha voluta concedere, così la mostrerò ai miei familiari e ai molti amici che spesso frequento sia in Sicilia che a Milano. Una cosa è certa: non mi sono mai dimenticato del mio Paese, lo dico da sempre".

Il console Barbaria, nel salutare tutti i presenti, ha anche annunciato che da ieri il Consolato di Newark è autorizzato a ricevere sponsorship per eventi, una prassi inaugurata dai fratelli Pasquale e Nicola Di Palma, due imprenditori di successo titolari dei ristoranti Queen Margherita, Piazza Margherita e il forno Aromi di Napoli Bakery in località Nutley che hanno fornito il buffet.  Riccardo Chioni-America Oggi/Inform)

 

 


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