ITALIANI ALL’ESTERO
New Jersey - Gli italoamericani in una mostra presentata
al Consolato d’Italia di Newark
NEWARK - I volti, i gruppi di famiglia, i nuovi arrivi:
sono alcune delle immagini esposte in grandi formati nell'atrio dell'edificio
che ospita il Consolato di Newark, che raccontano la storia di una vibrante
comunità di italiani e italoamericani stabilitisi nel New Jersey.
"From Italy to America: Faces of Italian Americans
Immigrants" è il titolo della rassegna di immagini
curata dalla docente Sandra Lee della Seton Hall University,
in collaborazione con Alberto Institute dello stesso ateneo del New Jersey.
Ad inaugurarla giovedì il console Andrea Barbaria, che aveva già offerto un'anteprima della mostra
in occasione della festa della Repubblica lo scorso 2 giugno. Oltre a Augusto
Sorriso del cgie, hanno preso parte il presidente
del Comites Paolo Ribaudo,
rappresentanti di soldalizi italoamericani dello Stato
Giardino e il console generale del Portogallo, Maria Amélia
Paiva. La curatrice della mostra fotografica spiega
che ha collezionato circa un migliaio di immagini raccolte da album di famiglie
di immigrati italoamericani a Newark, Belleville e
Nutley.
"Ho scelto queste immagini - dice ad America Oggi
- perché mi sembra che mi parlino di volontà e diano emozioni", selezionate
nel periodo tra il 1890 e il 1940. "Sono anni - prosegue la curatrice -
che mi dedico a questa mostra, anche perché nello stesso periodo sto ricucendo
le mie origini in parte italiane ed ho avuto la possibilità di portare avanti
studi attraverso l'università Seton Hall. Ho ascoltato
le storie degli italiani che s'erano stabiliti a Newark, Belleville e Nutley per tanti anni
e ho deciso quindi di portare avanti questo progetto".
La professoressa Lee auspica che le immagini esposte
possano trovare al più presto una collocazione fissa in un museo.
Intanto, lei dopo la pubblicazione di "Italian Americans of Newark, Belleville and Nutley" si accinge a mettere penna ad un secondo libro,
mentre il migliaio di immagini da lei raccolte andranno in donazione all'ateneo
e messe in rete sul sito internet, in modo che tutti possano avere accesso.
In occasione dell'inaugurazione della mostra, il console
Barbaria ha consegnato a Giuseppe Angiulli l'onorificenza di Cavaliere Omri
conferitagli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, una decorazione
al merito che lo include in seno al gruppo di Decorati dell'area metropolitana.
Giuseppe Angiulli è nato nel
Lui non conosceva l'inglese al tempo e racconta ad America
Oggi che l'unico salvagente era risultato essere il lavoro in una carrozzeria
dove si era specializzato in auto antiche, sportive e di collezionisti.
In breve il nome di Giuseppe Angiulli
era diventando un marchio di garanzia nel suo settore. Quel piccolo locale di
un tempo in pochi anni s'era trasformato in un indovinato affare che lo aveva
portato ad allestire un grande complesso che adesso porta avanti assieme a due
figli. Giuseppe e Teresa hanno cresciuto quattro figli. Giuseppe padre e figlio
hanno nel Dna la passione per le auto sportive da competizione, tanto che il
figlio è un consulente di grandi case di produzione negli Stati Uniti e in Italia.
Giuseppe padre è un attivo componente della comunità italoamericana ed è uno
dei fondatori della Federazione Siciliana del New Jersey.
"Questa onorificenza mi lega ancora maggiormente
all'Italia, grazie al presidente che me l'ha voluta concedere, così la mostrerò
ai miei familiari e ai molti amici che spesso frequento sia in Sicilia che a
Milano. Una cosa è certa: non mi sono mai dimenticato del mio Paese, lo dico
da sempre".
Il console Barbaria, nel salutare
tutti i presenti, ha anche annunciato che da ieri il Consolato di Newark è autorizzato
a ricevere sponsorship per eventi, una prassi inaugurata
dai fratelli Pasquale e Nicola Di Palma, due imprenditori di successo titolari
dei ristoranti Queen Margherita, Piazza Margherita e il forno Aromi di Napoli
Bakery in località Nutley
che hanno fornito il buffet. Riccardo Chioni-America
Oggi/