PARTITI
Su www.italiachiamaitalia.com un articolo del direttore Ricky Filosa
Italiani all’estero, parte il tesseramento PdL nel Mondo. Mani al portafoglio
ROMA - "Dopo essere stata più volte pomposamente
annunciata, è partita ufficialmente l’operazione tesseramento del PdL all’estero. Finalmente, verrebbe da dire.
La “Campagna tesseramento PdL
nel Mondo 2009-
Da oggi, quindi, anche gli italiani residenti all’estero
potranno iscriversi al partito. Potranno farlo sia online che attraverso un modulo
cartaceo. La quota d’iscrizione potrà essere versata comodamente grazie a internet
utilizzando la carta di credito, oppure attraverso un bonifico bancario".
A scrivere è Ricky Filosa, direttore di Italiachiamaitalia.com, portale d'informazione
online, che affida la sua riflessione sul rilancio e sul tesseramento del
PdL nel mondo a Gente d'Italia, quotidiano delle
Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.
"Dettagli e operazioni tecniche a parte, cosa cambia
con il tesseramento? Cambia molto", continua Filosa, nell'articolo che è
pubblicato oggi in apertura anche sul suo Italia chiama Italia.
"Prima di tutto, all’estero il tesseramento – per
quanto riguarda il centrodestra – non è mai esistito. Sì, forse con il Ctim di Mirko Tremaglia. Ma per gli Azzurri nel Mondo, l’associazione
che oltre confine rappresentava Forza Italia, non si è mai parlato di iscritti,
e Roma non ha mai chiesto nulla sotto questo profilo. Sbagliando, secondo noi,
ma così stavano le cose.
Di più: è la prima volta che il partito cerca iscritti
nel mondo. Qui infatti non si parla più di associazioni, ma di un vero e proprio
partito italiano – cosa che ha suscitato alcuni dubbi da parte del sottosegretario
agli Esteri Alfredo Mantica, senatore del PdL - che
oltre confine cerca di promuoversi e suscitare l’interesse degli italiani, tanto
da chiedere loro di pagare per dimostrare di credere davvero nel progetto di Silvio
Berlusconi, di riconoscersi nei valori che esprime il Popolo della Libertà, di
volere partecipare alla crescita di questo grande partito. Verrebbe da chiedersi
se il voto allora non basti più…
Una novità per molti, quindi, questa operazione lanciata
da Di Biagio e dai suoi coordinatori. Una novità che costa. Dai 20 ai 50
euro. Il costo della quota d’iscrizione dipende dall’età, dalla categoria di socio…
E questo è un altro aspetto. Cambia in qualche modo la
logica della propaganda politica, del proselitismo; cambia il punto di vista.
Il tesseramento è stato venduto con la formula del tipo “chi fa più tessere vince”,
e quindi ha diritto di comandare e di essere riconosciuto dai suoi. Giusto. Dalle
parole è necessario passare ai fatti. Tu dici di essere un leader nel tuo territorio,
e di avere tante persone al seguito? Dimostralo. Il bla bla bla
non rende più. Raccogli più iscritti – paganti - che puoi, e facci vedere
chi sei. Fai vedere chi sei alla comunità italiana locale a cui appartieni e che
dici di rappresentare. Soprattutto, dimostra quanto vali a Roma. Questo
è il punto, questo il messaggio.
Ancora: il tesseramento all’estero cambia un po’ le regole
del gioco anche perché, secondo quanto di
Da notare che si parla di referenti, perché di responsabili
ufficiali non ce ne sono. Di Biagio, ormai è noto, non ha voluto fare nomine.
Nella sua mente, l’operazione tesseramento e le prossime elezioni dei Comites
saranno un po’ la cartina di tornasole: da lì, eventualmente, verranno fuori i
responsabili ufficiali delle varie zone del mondo. Che potranno essere scelti
– questo sempre nei pensieri di Aldo - dalla stessa comunità italiana locale
che si rivede nel centrodestra.
Secondo quanto potuto confermare da Gente d’Italia, le
prime richieste di iscrizione al partito sono già arrivate. Attraverso alcuni
dei parlamentari eletti all’estero. Si parla di decine di richieste di iscrizione
in pochi giorni, per adesso. C’è molto entusiasmo fra gli addetti ai lavori e
molti sono già pronti a iniziare la corsa alle tessere.
Non mancano naturalmente gli scettici: tesseramento all’estero?
E perché un italiano residente in Brasile, in Argentina, negli Usa o in Australia,
dovrebbe iscriversi al Popolo della Libertà? A un partito italiano, di quell’Italia
che ormai è sempre più lontana? Perché dovrebbe pagare dai 20 ai 50 euro, in questo
momento di crisi mondiale, per avere la tessera del partito guidato da un uomo
che si fa chiamare “papi” dalle 18enni e che candida escort e veline? All’estero
sanno quello che scrive la stampa, e la stampa di sinistra ha tentacoli nei cinque
continenti.
Il coordinamento del PdL nel
Mondo ha di fronte una grande sfida: soprattutto, Aldo Di Biagio dovrà dimostrare
di avere avuto ragione. Dovrà convincere tutti coloro che lo seguono e che aspettano
il rilancio del PdL all’estero di avere fatto le mosse
giuste. Dovrà convincere il partito.
E’ iniziata ufficialmente la “Campagna tesseramento PdL nel Mondo 2009-