INFORM - N. 202 - 2 novembre 2009


PARTITI

Su www.italiachiamaitalia.com un articolo del direttore Ricky Filosa

Italiani all’estero, parte il tesseramento PdL nel Mondo. Mani al portafoglio

 

ROMA - "Dopo essere stata più volte pomposamente annunciata, è partita ufficialmente l’operazione tesseramento del PdL all’estero.  Finalmente, verrebbe da dire.

La “Campagna tesseramento PdL nel Mondo 2009-2010” è stata lanciata in questa settimana dall’On. Aldo Di Biagio, responsabile del settore Italiani nel Mondo del partito fondato da Silvio Berlusconi, e dai suoi quattro vice:  il senatore Sergio De Gregorio – fra l’altro presidente della Fondazione Italiani nel Mondo -, l’On. Marco Zacchera, anche presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero alla Camera, il Sen. Giampaolo Bettamio e l’On. Michaela Biancofiore.

Da oggi, quindi, anche gli italiani residenti all’estero potranno iscriversi al partito. Potranno farlo sia online che attraverso un modulo cartaceo. La quota d’iscrizione potrà essere versata comodamente grazie a internet utilizzando la carta di credito, oppure attraverso un bonifico bancario". A scrivere è Ricky Filosa, direttore di Italiachiamaitalia.com, portale d'informazione online, che affida la sua riflessione sul rilancio e sul tesseramento del PdL nel mondo a Gente d'Italia, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.

"Dettagli e operazioni tecniche a parte, cosa cambia con il tesseramento? Cambia molto", continua Filosa, nell'articolo che è pubblicato oggi in apertura anche sul suo Italia chiama Italia.

"Prima di tutto, all’estero il tesseramento – per quanto riguarda il centrodestra – non è mai esistito. Sì, forse con il Ctim di Mirko Tremaglia. Ma per gli Azzurri nel Mondo, l’associazione che oltre confine rappresentava Forza Italia, non si è mai parlato di iscritti, e Roma non ha mai chiesto nulla sotto questo profilo. Sbagliando, secondo noi, ma così stavano le cose.

Di più: è la prima volta che il partito cerca iscritti nel mondo. Qui infatti non si parla più di associazioni, ma di un vero e proprio partito italiano – cosa che ha suscitato alcuni dubbi da parte del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, senatore del PdL - che oltre confine cerca di promuoversi e suscitare l’interesse degli italiani, tanto da chiedere loro di pagare per dimostrare di credere davvero nel progetto di Silvio Berlusconi, di riconoscersi nei valori che esprime il Popolo della Libertà, di volere partecipare alla crescita di questo grande partito. Verrebbe da chiedersi se il voto allora non basti più…

Una novità per molti, quindi, questa operazione lanciata da Di Biagio e dai suoi coordinatori. Una novità che costa.  Dai 20 ai 50 euro. Il costo della quota d’iscrizione dipende dall’età, dalla categoria di socio…

E questo è un altro aspetto. Cambia in qualche modo la logica della propaganda politica, del proselitismo; cambia il punto di vista. Il tesseramento è stato venduto con la formula del tipo “chi fa più tessere vince”, e quindi ha diritto di comandare e di essere riconosciuto dai suoi. Giusto. Dalle parole è necessario passare ai fatti. Tu dici di essere un leader nel tuo territorio, e di avere tante persone al seguito? Dimostralo. Il bla bla bla non rende più.  Raccogli più iscritti – paganti - che puoi, e facci vedere chi sei. Fai vedere chi sei alla comunità italiana locale a cui appartieni e che dici di rappresentare.  Soprattutto, dimostra quanto vali a Roma. Questo è il punto, questo il messaggio.

Ancora: il tesseramento all’estero cambia un po’ le regole del gioco anche perché, secondo quanto dichiarato più volte da Di Biagio pubblicamente, una parte del denaro ricavato dalle iscrizioni resterà sul territorio. Serverà – ha spiegato Di Biagio – a sostenere associazioni e giornali locali, e altre iniziative che potranno essere prese dai referenti locali del PdL oltre confine. Chi sarà a decidere a chi andranno questi quattrini, ancora non è chiaro. Probabilmente, i referenti PdL. Gli stessi che avranno raccolto le tessere. Vedremo.

Da notare che si parla di referenti, perché di responsabili ufficiali non ce ne sono. Di Biagio, ormai è noto, non ha voluto fare nomine. Nella sua mente, l’operazione tesseramento e le prossime elezioni dei Comites saranno un po’ la cartina di tornasole: da lì, eventualmente, verranno fuori i responsabili ufficiali delle varie zone del mondo. Che potranno essere scelti – questo sempre nei pensieri di Aldo -  dalla stessa comunità italiana locale che si rivede nel centrodestra.

Secondo quanto potuto confermare da Gente d’Italia, le prime richieste di iscrizione al partito sono già arrivate. Attraverso alcuni dei parlamentari eletti all’estero. Si parla di decine di richieste di iscrizione in pochi giorni, per adesso. C’è molto entusiasmo fra gli addetti ai lavori e molti sono già pronti a iniziare la corsa alle tessere.

Non mancano naturalmente gli scettici: tesseramento all’estero? E perché un italiano residente in Brasile, in Argentina, negli Usa o in Australia, dovrebbe iscriversi al Popolo della Libertà? A un partito italiano, di quell’Italia che ormai è sempre più lontana? Perché dovrebbe pagare dai 20 ai 50 euro, in questo momento di crisi mondiale, per avere la tessera del partito guidato da un uomo che si fa chiamare “papi” dalle 18enni e che candida escort e veline? All’estero sanno quello che scrive la stampa, e la stampa di sinistra ha tentacoli nei cinque continenti.

Il coordinamento del PdL nel Mondo ha di fronte una grande sfida: soprattutto, Aldo Di Biagio dovrà dimostrare di avere avuto ragione. Dovrà convincere tutti coloro che lo seguono e che aspettano il rilancio del PdL all’estero di avere fatto le mosse giuste. Dovrà convincere il partito.

E’ iniziata ufficialmente la “Campagna tesseramento PdL nel Mondo 2009-2010”. Mani al portafoglio. Perché adesso i duri cominciano a giocare". Ricki Filosa-www.italiachiamaitalia.com/Inform)

 

 


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