INFORM - N. 201 - 30 ottobre 2009


RASSEGNA STAMPA

Da “la Repubblica.it”

Ue, sale la candidatura di D'alema. "Onorato e grato al governo"

A Bruxelles seconda giornata del vertice dei capi di Stato e di governo. Contatti per l'assegnazione delle nuove cariche istituite dal Trattato di Lisbona. Frattini sull'ipotesi dell'esponente Pd come Alto rappresentante per la Politica estera: "Da noi nessun pregiudizio se il nome sarà quello di un uomo dell'opposizione"

 

ROMA - "Onorato e grato". Così l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, che oggi è stato indicato dai leader progressisti europei tra i candidati per la carica a ministro degli Esteri europeo, si è espresso nei confronti di Palazzo Chigi, che in una dichiarazione ha detto che l'Italia sosterrà il candidato italiano.

D'Alema: "Sono onorato". "Ho appreso - ha detto il Presidente della fondazione ItalianiEuropei a milano, a margine di un convegno Ispe sul primo anno di amministrazione Obama - che i leader progressisti hanno raggiunto un accordo sul fatto che il responsabile della politica estera europea e vicepresidente della Commissione sarà espressione del Partito socialista europeo e dei progressisti democratici. Mi hanno indicato tra i possibili candidati. Non mi sono candidato a nulla, la notizia mi è giunta da Bruxelles e io ne prendo atto". "Sono onorato - ha proseguito D'Alema - di questo fatto. So che ci sono altri candidati più forti di me. Non ritengo di avere molte possibilità ma il fatto di essere inserito in questa short-list mi onora".

"Secondo il nuovo trattato - ha aggiunto D'alema - il rappresentante della politica estera è anche vicepresidente della Commissione e quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante. La nota di palazzo Chigi è molto apprezzabile nel senso che considera questa eventualità come prioritaria, anche se al momento deve essere considerata proprio come una eventualità", ha concluso D'Alema. L'ex premier ha spiegato che probabilmente la decisione definitiva sul prossimo rappresentante della politica estera europea sarà presa in una decina di giorni.

Bruxelles. In queste ore a Bruxelles i rappresentanti dei governi europei proseguono i contatti e gli incontri per l'assegnazione alle diverse formazioni politiche presenti in Europa delle due nuove cariche istituite dal Trattato di Lisbona: il presidente stabile della Ue e, appunto, l'Alto rappresentante per la Politica estera.

La nota di Palazzo Chigi. "Il Presidente Berlusconi, forzatamente assente al vertice, segue l'evoluzione di tali contatti attraverso il Ministro degli Esteri presente a Bruxelles", ha fatto sapere in precedenza una nota di Palazzo Chigi, diffusa durante la seconda giornata del vertice dei capi di Stato e di governo. "Qualora emergesse in concreto la possibilità per l'Italia di ottenere l'assegnazione di una di quelle cariche - continuava la nota - il governo valuterà con serietà e responsabilità le candidature capaci di assicurare all'Italia un incarico di così alto prestigio".

Frattini: "Nessun totonomine". Comunque, ufficialmente, di nomine ai posti di vertice della Ue non si è parlato durante il consiglio europeo di ieri e oggi a Bruxelles. E l'Italia, ha sottolineato nel pomeriggio il ministro degli Esteri Franco Frattini, non vuole alimentare un "totonomine" che potrebbe solo danneggiare nomi prestigiosi e la stessa dignità dell'Unione.

Frattini ha ricordato che si è deciso di delegare a tre sherpa di lusso (il presidente del Pse Rasmussen, quello del Ppe Martens, e il Commissario europeo Rehn per i Liberali) il compito di esplorare i desiderata dei Paesi e quali possano essere i singoli candidati. "Noi attendiamo l'esito di queste consultazioni, che dovrebbe arrivare entro sette-otto giorni - ha spiegato il ministro - Poi ci sarà una discussione seguita da una decisione istituzionale".

Certo, ha ribadito Frattini, nella scelta finale sarà necessario "un bilanciamento ed una larga condivisione". Quanto all'ipotesi di una candidatura di Massimo D'Alema, Frattini non l'ha esclusa: "Noi valuteremo tutti i nomi che usciranno dall'esplorazione - ha detto il ministro - tutti quelli che saranno presentati, e se ce ne saranno di italiani senza pregiudizio sul fatto che siano di maggioranza o di opposizione".

L'Italia, comunque non ha per ora un suo candidato né alla presidenza né alla poltrona di Alto rappresentante, "come non ce l'hanno Francia e Germania - ha spiegato Frattini - ma valuteremo insieme e cercheremo la stessa intesa istituzionale".

"Il problema di D'Alema". Sulle candidature della famiglia socialista e prima della nota di Palazzo Chigi, ha parlato anche Diego Lopez Garrido, segretario di Stato spagnolo per gli Affari europei. "Il problema di Massimo D'Alema - ha detto Garrido - è che lo deve proporre Berlusconi". (la Repubblica.it, 30 ottobre 2009

Inform

 

 

 


Vai a: