CONVENTION CAMERE COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO
Un primo bilancio del neo presidente di
Assocamerestero Augusto Strianese
SALERNO - Si sono conclusi mercoledì 28 ottobre, al Grand Hotel Salerno, i lavori della XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), che si erano aperti lo scorso 24 ottobre. Alla Convention è seguita la giornata pubblica del IV Forum di Federexport, organizzato anch’esso nel contesto di “Campania international week”, la settimana dedicata all'economia e agli scambi internazionali voluta dalla Camera di Commercio di Salerno.
Nell’ambito della
Convention, due giorni (24 e 25 ottobre) di lavori interni del sistema camerale,
lavori che tra l’altro hanno visto il rinnovo del Consiglio di Assocamerestero
- l’Associazione che rappresenta le 74 Camere di Commercio Italiane all’Estero
(CCIE) - e l’elezione del nuovo presidente
dell’Associazione, Augusto Strianese, già vice presidente per lunghi anni di
Assocamerestero e presidente della Camera di Commercio di Salerno. Una elezione,
questa, che arriva dopo il settennato di Edoardo Pollastri. A seguire, la giornata
pubblica del 26 ottobre, che tra il resto ha visto la partecipazione del Vice
Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, insieme ai vertici istituzionali
nazionali e locali e gli esponenti nazionali del sistema della promotion pubblica
e del sistema economico-finanziario. Infine, nelle giornate del 27 e 28 ottobre,
Molte le innovazioni apportate dalla convention salernitana alla tradizione delle Convention CCIE: ciclo di seminari didattici rivolti agli allievi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado della provincia di Salerno sul tema dell’internazionalizzazione; workshop b2b con 112 buyers provenienti dall’area euro-mediterranea e russa; incoming di architetti dagli USA, per un’analisi urbanistica e morfologica della città di Salerno con successivo incontro con l’Amministrazione comunale di Salerno; incontri bilaterali tra le CCIE e i Consorzi export italiani; il forum nazionale dei consorzi export.
Al termine della quattro giorni, il neo presidente di Assocamerestero, Augusto Strianese, ha fatto un primo bilancio
Presidente,
è soddisfatto dell’edizione 2009 della Convention delle Camere di Commercio
Italiane all’Estero delle quale Lei, dallo scorso 25 ottobre, è divenuto Presidente?
Per sei giorni
Salerno è stata la capitale dell’internazionalizzazione, con “Campania international
week” che ha messo in scena non solo
Una
convention impegnativa anche nella prospettiva dell’edizione 2010
Certo. Infatti
con l’edizione 2009 noi abbiamo apportato novità strutturali e ‘pesanti’ al
format Convention Assocamerestero. Normalmente alle Convention Assocamerestero
le imprese del territorio incontravano le Camere di Commercio Italiane
all’Estero. Qui a Salerno, invece, abbiamo visto che le imprese del territorio
hanno incontrato non solo le Camere ma l’intero sistema sia della promotion
che del business fattuale. Infatti, le aziende hanno incontrato anche i buyers -sono stati ben 112. E hanno incontrato poi
i 120 Consorzi export di Federexport. Altresì, le 74 Camere di Assocamerestero
hanno incontrato i Consorzi. Le imprese sono state messe al centro di questa
Convention. Così come le Camere, che sono il braccio operativo della promotion
nazionale all’estero, sono state messe in condizioni di dialogare direttamente
con il sistema di promotion nazionale italiano che è alla ricerca costante e
per suo proprio DNA dell’estero, dei mercati esteri, quello rappresentato dai
Consorzi export, 120, che aggregano e rappresentano 4.500 imprese esportatrici
italiane. Il tavolo misto che ha visto confrontarsi Camere di Commercio Italiane
all’estero, Camere di Commercio Italiane e tutte le Aziende Speciali delle Camere
di Commercio italiane sull’internazionalizzazione, anche questo è stato una
novità, rispetto al format tradizionale, espressione di un nuovo clima che deve
iniziare a improntare il lavoro della promotion italiana: ‘fare sistema’ per
davvero, nei fatti, dopo troppe inutili di
Senza dubbio,
con le novità che abbiamo introdotto quest’anno, metteremo un po’ ‘in crisi’
La tradizione
vuole che al termine della giornata pubblica della Convention si dia l’annuncio
della sede Convention del prossimo anno. Quest’anno non è stato così.
Perché abbiamo avuto un cambio di Presidenza, di conseguenza il Consiglio precedente di Assocamerestero non ha voluto assumere impegni in fase di decadenza, non lo ha fatto per garbo istituzionale. Dopo la costituzione del nuovo Consiglio, il 25 ottobre, non c’è stato il tempo per il nuovo Consiglio di affrontare il tema della selezione delle candidature pervenute per l’edizione 2010. Quanto prima organizzerò l’incontro con i Consiglieri e prenderemo in esame le candidature che abbiamo. Posso anticipare che è sul tavolo la candidatura di una città del Nord che ritengo molto forte.
Una
convention molto business oriented e Lei, appena nominato, ha sottolineato che
il core business delle CCIE è
Il nostro primo riferimento devono essere le imprese, gli imprenditori: è a loro che dobbiamo guardare sempre nel nostro agire. Il ‘Cliente’ del sistema camerale, sia nazionale che italiano all’estero, è l’impresa. Se perdiamo di vista questo abbiamo fallito.
Strianese
è noto per essere ‘l’uomo dell’internazionalizzazione’, e un po’ tutti in questi
giorni hanno dimostrato di avere delle attese importanti dalla Presidenza Strianese
Come ho accennato, vivo questo momento con entusiasmo e, allo stesso tempo, con preoccupazione. Quando la gente non si aspetta niente, fai poco e quel poco basta. Ma la gente si aspetta tanto, è difficile rispondere a tutte le aspettative.
La sua
nomina è apparsa anche un chiaro segnale politico nel contesto di questo nuovo
protagonismo del Mezzogiorno sullo scenario nazionale.
Io mi auguro di essere in grado di portare sui mercati esteri il Mezzogiorno italiano nella sua espressione migliore a beneficio non solo del Mezzogiorno, ma dell’intero Paese.
In questi giorni, molti, a partire dal suo predecessore, Edoardo Pollastri, hanno richiamato la presidenza di Piero Bassetti e quella di Danilo Longhi, tappe e stili molto diversi tra loro e che però danno unitarietà e ‘senso’ alla storia di Assocamerestero. Lei a chi si sente più vicino?
Ho conosciuto e sono stato molto vicino a Danilo Longhi, ho avuto modo di lavorare al suo fianco. Come me, anche lui veniva dalla presidenza di una Camera di Commercio provinciale, relativamente piccola, Vicenza. Longhi era un operativo creativo, che si accingeva a rivoluzionare il sistema di Assocamerestero. Purtroppo gli eventi non glielo hanno consentito.
Allo stesso tempo, mi auguro che il carisma del primo presidente di Assocamerestero, Piero Bassetti, sia per me d’auspicio per un futuro di azioni pragmatiche impostate sulla solidità strategica che è stata propria di Bassetti.
Nei
suoi primi trenta giorni cosa farà?
Ho molte idee,
ma non ho voluto definire un programma, visto che ritengo che un programma debba
essere fatto tutti insieme, con i collaboratori, e con il Consiglio. In questa
fase ho bisogno di raccogliere quante più informazioni possibili, parlare con
il maggior numero possibile di persone. La densità di queste giornate non mi
ha dato la possibilità di fare un pre-consiglio informale per cominciare a raccogliere
un po’ di dati, di esigenze, di malumori, auspici, per poi costruire un programma.
Quindi per i primi 15-20 giorni farò il punto della situazione per raccogliere
dei dati concreti da cui partire. Solo dopo definirò un programma. (