BENI CULTURALI
Presentato “Digital and Tuscan
Heritage”: su www.danthe.it
una miniera digitale
C'è anche il Dante “americano” nel “Dan.The” digitale
Cocchi: “Esempio affascinante nel rapporto fra cultura
e tecnologie”
FIRENZE - Non poteva chiamarsi altrimenti il repertorio
on-line del patrimonio culturale digitale toscano presentato a Firenze, in occasione
di “Dire&Fare
Si chiama “DanThe” (Digital and Tuscan Heritage) ed
è una guida al patrimonio culturale digitale toscano: con un sistema realizzato
da MICC (Media Integration and Communication
Center dell’Università di Firenze) permette un accesso unificato e diretto a
risorse distribuite su molti siti regionali e nazionali, seleziona e presenta
un elevato numero di collezioni digitali relative a beni culturali toscani prodotte
da archivi, biblioteche, musei, soprintendenze, università toscane.
Infinite, cliccando su www.danthe.it , le possibilità di ricerca
e le opportunità sia divulgative che per specialisti. Non può mancare proprio
Dante Alighieri: in una sezione sono, ad esempio, riunite le edizioni elettroniche
delle sue opere in versione originale e anche con la traduzione (in inglese
e americano: Nel mezzo del cammin di nostra vita,
When I had journeyed half of our life's
way, Midway in the journey of
our life). Nella sezione “interviste impossibili”
il sociologo Giuseppe De Rita intervista Dante sulla … globalizzazione. E la
vita di Dante è raccontata anche in versione multimediale.
Si parte dalla lettera “A” con la collezione di “Abecedari” del XIX secolo (oltre 4300 pezzi conservati in
Biblioteca Nazionale di Firenze) arrivando alla “V” con il “Vocabolario degli
Accademici della Crusca” (l’edizione elettronica del grande vocabolario del
1612). Nel mezzo c’è di tutto, una autentica miniera digitale di informazioni:
dalle quattro diverse edizioni del libretto di “Tosca” alla banca dati (“I luoghi
della fede”) con oltre 2.500 chiese, pievi, abbazie toscane; dalle quasi 200
schede sui teatri toscani alle ricostruzioni virtuali della Torre di Pisa (6.400
foto e 50 schede di approfondimento); dalla banca dati sul cardinale pistoiese
Giulio Rospigliosi (divenuto papa con il nome di Clemente
IX, ma anche raffinato librettista e appassionato di melodramma) alle 2 mila
fotografie uscite sul settimanale di Mario Pannunzio, “Il Mondo” (compresi scatti di Robert Capa, Henry Cartier Bresson, Gianni
Berengo).
“Un esempio per molti aspetti affascinante e intrigante
su come le nuove tecnologie possano essere di aiuto alla conoscenza sui beni
culturali - sottolinea Paolo Cocchi assessore toscano alla Cultura – un enorme
patrimonio facilmente accessibile, uno strumento di democrazia a disposizione
di studiosi e di appassionati”. (m.b./