RETE CONSOLARE
Gino Bucchino (Pd) : Difendere
e migliorare i Consolati di oggi per far nascere meglio il consolato digitale
di domani
ROMA - Non mancano motivi di attesa e di speranza dopo
la presentazione fatta a Bruxelles del così detto Consolato digitale, vale a
dire del sistema al quale il MAE sta lavorando per la erogazione dei servizi
consolari a distanza. Potere comunicare i propri dati e richiedere certificati
per via elettronica, da una postazione informatica di casa o di un luogo scelto
liberamente, non è cosa da poco, soprattutto in considerazione della grave caduta
di funzionalità dei nostri consolati in conseguenza delle limitazioni di spesa
e di personale intervenute negli ultimi anni. Non c’è dubbio che quella dei
servizi a distanza sia la strada aperta verso il futuro e quindi tutti i passi
che su di essa si compiono sono fatti sicuramente nella giusta direzione.
Resta da vedere quale concreto sviluppo avrà l’impegno
di formazione di una piattaforma allargata a diversi rami dell’amministrazione,
perché se la sperimentazione promossa nella rete estera non avrà un parallelo
riscontro in quelle di altri rami dell’amministrazione, rischia di arenarsi
in un collo di bottiglia che ne frenerebbe gli sviluppi concreti.
Da una cosa, comunque, è necessario guardarsi con attenzione,
vale a dire dal fatto di intendere l’applicazione delle tecnologie digitali
ai servizi consolari come una soluzione adottata per lasciarsi alle spalle la
deriva dei consolati, considerando ormai irrecuperabile un loro positivo rapporto
con le comunità. Bisogna evitare questo errore per diversi motivi, di cui almeno
due sono insuperabili: la fase di transizione per la messa a regime non sarà
breve e nel frattempo gli italiani all’estero continueranno ad esistere con
i loro problemi e con le loro richieste; ci sono momenti procedurali, come quello
dell’apposizione delle impronte digitali per i nuovi passaporti, che comunque
richiedono un’organizzazione di tipo logistico.
La sperimentazione sui servizi a distanza, dunque, sarà
tanto più utile quanto più si lavorerà per recuperare efficienza agli attuali
consolati, senza chiuderne nessuno e reinvestendo risorse materiali ed umane
per la loro funzionalità.
Anche in questo caso, poi, è necessario che chi oggi
governa si liberi da prevenzioni ideologiche e politiche nei confronti dei Patronati
e si convinca di ciò di cui sono convinti milioni di italiani all’estero: essi
possono essere la rete di supporto esterna per aiutare i consolati nella difficile
contingenza presente e uno strumento indispensabile di transizione per accompagnare
gli utenti dei futuri servizi a distanza nell’uso corretto delle tecnologie
di cui a Bruxelles si è dato un esempio operativo. (Gino Bucchino*
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*Deputato Pd eletto nella ripartizione America settentrionale
e centrale