STAMPA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Sul “Messaggero di sant’Antonio” di novembre 2009 l’editoriale
del direttore Luciano Segafreddo
Se vuoi la pace, custodisci il creato
Siamo chiamati a una conversione ecologica.
Dobbiamo avviare un cambiamento nei nostri stili di vita, all’insegna di una
maggiore sobrietà nei consumi. La fine dei conflitti passa anche da questo.
Le inondazioni, gli incendi e l’aumento
della siccità particolarmente grave nel sud del mondo, ripropongono ogni anno
l’emergenza della questione climatica. Ad andare perdute sono vite umane, abitazioni
e raccolti: eventi che accentuano le povertà specie nei Paesi in via di sviluppo.
«La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo, rischiamo di consegnare
una catastrofe irreversibile alle generazioni future». Lo ha detto il presidente
degli Stati Uniti. Baraci Obama, nell’incontro dei
leader mondiali svoltosi a New York lo scorso 23 settembre. Se è vero che abbiamo
raggiunto obiettivi di alto livello scientifico nel campo della ricerca, della
tecnologia e dell’imprenditoria, tuttavia il nostro rapporto con il creato è
poco attento. Dobbiamo vivere un cambiamento nei nostri stili di vita, all’insegna
di una maggiore sobrietà nei consumi e negli usi del nostro vivere quotidiano.
L’emergenza della catastrofe climatica
è da tempo è da tempo nell’agenda dei leader del mondo e costituisce il tema
di diversi summit: quello di Kyoto del 1997; più recentemente, quello che ha
visto incontrarsi, a Ginevra, più di mille ed esponenti delle Istituzioni; nel
prossimo dicembre, infine, toccherà alla Conferenza mondiale di Copenaghen ridefinire
il protocollo di Kyoto. La gravità dell’inquinamento, delle inondazioni e delle
siccità di questi ultimi anni, devono stimolare un accordo delle nazioni più
industrializzate del mondo. Esse, invece, risultano incapaci, finora, di attuare
scelte unanimi per contrastare il riscaldamento del pianeta, riducendo le emissioni
di «gas serra» e garantendo, in tal modo, la stabilità climatica. La Cina ha
promesso la riduzione della Co2 solo entro il 2020!
Ma, oltre all’impegno del mondo politico,
tutti siamo coinvolti ad affrontare il problema, decidendo di ridurre o modificare
l’uso dell’automobile, di ottimizzare l’uso degli elettrodomestici. Dobbiamo
concorrere, ognuno secondo le sue possibilità, a promuovere le energie pulite
e rinnovabili. L’impegno per la salvaguardia del creato è questione che, oggi,
deve coinvolgere tutta la famiglia umana. Essa, deve impegnarsi ad abitare la
terra secondo giustizia.
Il compito che Dio ha affidato agli
uomini è quello di custodire e coltivare la terra come un giardino (Genesi 2,15).
E Francesco d’Assisi, proclamato da Giovanni Paolo II il «patrono dei cultori
dell’ecologia», nel suo Cantico delle Creature contempla le bellezze
del creato riconoscendole creature tutte utili e preziose e sottolineando le
profonde lacerazioni causate dal rapporto sbagliati che abbiamo con il creato.
«Commettere un crimine contro la natura è peccato» ha dichiarato il patriarca
Bartolomeo I alla vigilia del summit di Kyoto: «Provocare l’estinzione di specie
naturali o distruggere la biodiversità della creazione; degradare l’integrità
della terra, provocando mutamenti climatici e privando il pianeta delle foreste
naturali; distruggendone le zone umide; mettere a repentaglio la salute
di altri esseri umani con malattie provocate dalla contaminazione delle acque,
della terra, dell’aria; minacciare la vita del pianeta con sostanze velenose.
Tutto questo è peccato».
Ha quindi senso e valore parlare, come
ha fatto Giovanni Paolo II, della necessità di una «conversione ecologica»,
e «di un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia», come
ha aggiunto papa Benedetto XVI. Ratzinger ci esortai ad assumere «una disciplina
del riconoscimento degli altri, ai quali il creato appartiene quanto a noi,
che più facilmente possiamo disporne». Il suo messaggio che ci aiuta a comprendere
come l’attuazione della fraternità tra tutti gli uomini ci doni l’opportunità
di sperimentare con pace e gioia la fraternità con tutte le creature. Una riflessione,
questa, che svilupperemo nella Giornata mondiale per la pace, che il prossimo
anno sarà dedicata al tema: Se vuoi la pace, custodisci il creato. (Padre
Luciano Segafreddo-Il Messaggero di sant’Antonio edizione
italiana per l’estero/Inform)