RETE CONSOLARE
I parlamentari eletti all’estero fanno il punto sulla
presentazione dei “Servizi consolari a distanza”
I commenti dei deputati Fedi (Pd), Angeli (Pdl) e Porta (Pd) e dei senatori Giordano (Pdl) e Giai (Maie)
BRUXELLES – La presentazione a Bruxelles
del progetto “Servizi consolari a distanza” è stata seguita da una folta schiera
di parlamentari che hanno anche assistito ad una prova pratica di questo sistema
integrato delle funzioni consolari che entro il 2012 dovrebbe essere esteso
a tutta la rete all’estero del Mae. Per conoscere
le impressioni dei senatori e dei deputati che hanno preso parte alla missione
abbiamo raccolto i commenti di alcuni eletti all’estero.
“Credo sia importante sottolineare
– ci ha spiegato il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa,
Asia, Oceania e Antartide - che l’impegno preso dal
governo di presentare a noi parlamentari i servizi consolari a distanza è stato
mantenuto. Ora il sottosegretario Mantica tornerà nelle Commissioni Esteri della
Camera e del Senato dove sperò presenterà un piano di riorganizzazione della
rete consolare profondamente modificato rispetto alla prima stesura. Approfitteremo
di quel momento per riprendere la discussione anche sul consolato elettronico.
Io comunque mi sono fatto una convinzione e cioè che tutti i sistemi tecnologici,
quindi anche quelli informatici, non possano in alcun modo sostituire
il lavoro svolto dalle sedi diplomatico consolari. Possiamo invece rendere più
efficiente e snella la rete consolare, che oggi non riesce a soddisfare tutte
le esigenze, con la tecnologia e attraverso una migliore utilizzazione delle
risorse umane e professionali. Penso inoltre – ha proseguito Fedi – che vi sia
molto da fare per quanto riguarda il collegamento fra ‘l’autostrada informatica’
del ministero degli Esteri, in questo campo anche l’Inps è altrettanto efficiente,
e le ‘statali’ dei comuni e delle altre amministrazioni dello Stato che con
la loro scarsa organizzazione informatica rallentano la comunicazione e la fruizione
dei dati…Vi è inoltre molto da fare – ha concluso Fedi dopo aver evidenziato
la necessità d’integrare il sistema informatico del Mae
con le Pubbliche amministrazione dei vari paesi di residenza dei nostri connazionali
- sotto il profilo dell’informazione e della comunicazione, perché credo
che i cittadini italiani abbiano bisogno di sapere che esiste il servizio del
consolato a distanza e che questo può essere accessibile ovunque essi vivano”.
“Questo nuovo servizio - ha affermato
il deputato del Pdl Giuseppe Angeli, eletto nella
ripartizione America Meridionale - è importante e necessario, anche
se non bisogna dimenticare che, soprattutto nelle comunità del Sud America,
vi sono numerosi connazionali anziani che potrebbero avere difficoltà a gestire
i servizi consolari a distanza. Ai giovani andrà bene questa innovazione telematica
ma, anche se è ovvio che dobbiamo aggiornarci, credo che in prima battuta molti
anziani chiederanno aiuto ai loro nipoti per la gestione del sistema. In ogni
caso - ha continuato Angeli - questo aggiornamento tecnologico mi sembra un’ottima
idea specialmente per il Sud America dove gli italiani sono tantissimi. Ad esempio
la sola circoscrizione consolare di Rosario ha circa tre milioni di abitanti,
di cui almeno due milioni sono italiani o di discendenza italiana. Nel consolato
generale di Rosario vi sono già 110.000 mila iscritti all’anagrafe e per ottenere
la cittadinanza spesso le nuove generazioni devono attendere anni a causa dell’alto
numero delle pratiche da trattare. Grazie ai servizi consolari a distanza questi
tempi di attesa potrebbero diminuire drasticamente, riducendo al contempo i
costi. Perciò complimenti al Mae e a coloro che hanno
approntato il sistema. Attendiamo con fiducia che questa innovazione venga introdotta
in tutto il mondo”.
“E’ indubbio – ha commentato il vice
presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera Fabio Porta,
eletto nella ripartizione America Meridionale - che nella Pubblica amministrazione
in Italia e all’estero si vada verso l’utilizzo spinto della tecnologia e dell’informatica.
Penso però che non sia stata data adeguata importanza alla fase di transizione
che va dalla situazione attuale sino alla piena applicazione del nuovo sistema
dei servizi. Chi conosce la realtà dei consolati e le nostre comunità all’estero
sa infatti che tra questo modello informatico e la situazione attuale la distanza
è troppo grande. Non dico questo soltanto in riferimento al Sud America, dove
per ovvi motivi le vecchie generazioni hanno difficoltà di accesso ai computer,
ma credo che sia un problema che riguarda tutti”. Per superare questo momento
di transizione secondo Porta sarebbe opportuna sia una fase divulgativa, volta
all’apprendimento da parte dei connazionali all’estero della metodologia di
funzionamento del sistema, sia una mirata collocazione dei terminali dedicati
ai servizi consolari a distanza presso i Comites,
le associazioni, le Camere di Commercio e i patronati. “Spero - ha proseguito
Porta - che il progetto del consolato a distanza aiuti ad alleggerire anche
il lavoro dei Call Center. Da San Paolo a Bruxelles chiunque si metta
al telefono per chiamare un consolato non sa se troverà dall’altra parte qualcuno
che risponde… Una cosa positiva – ha aggiunto il deputato - è questo lavoro
comune fra Camera e Senato che su questi temi operano troppo spesso per
compartimenti stagni. Il resto si vedrà e molto dipenderà dalle risorse che
si metteranno in campo, perché non basta avere i computer quando a volte non
hai nemmeno le scrivanie per metterceli. Bisogna inoltre che le varie amministrazioni
si adeguino ai nuovi sistemi telematici. Ho visto ad esempio consolati in Sud
America che cominciano già ad utilizzare la certificazione elettronica, ma trovano
difficoltà presso gli enti locali italiani che non accettano questa tipologia
amministrativa”.
“Credo che questo incontro a Bruxelles
con i parlamentari eletti all’estero – ha sottolineato la senatrice del Maie
Mirella Giai, eletta nella ripartizione America Meridionale
- sia stato molto importante anche perché ci consente di dare un parere sul
lavoro che è stato realizzato dal Mae fino ad ora.
Si tratta di un sistema informatico abbastanza complicato, ma penso che non
si possa rimanere attaccati al passato e che sia necessario affrontare le novità
del futuro. Certamente vi sono delle preoccupazioni, soprattutto per noi che
siamo dell’America meridionale, dove le distanze sono veramente notevoli e non
tutti i connazionali hanno la possibilità di collegarsi con Internet. Comunque
da quello che abbiamo avuto modo di sentire durante la presentazione i servizi
tradizionali rimarranno e sarà disposta un’assistenza per coloro che avranno
difficoltà con il nuovo sistema. Comunque credo che dobbiamo essere ottimisti
ed appoggiare questa avanzata tecnologica a favore dei nostri connazionali all’estero,
nell’immediato futuro vedremo come si svilupperà il progetto. A Bruxelles -
ricorda infine la Giai - abbiamo visionato anche il procedimento di realizzazione
del passaporto biometrico con impronte digitali. Una procedure burocratica delicata
che va seguita con attenzione”.
“Sono rimasto positivamente impressionato
e soddisfatto - ci ha detto il senatore del Pdl Basilio Giordano, eletto nella ripartizione America Settentrionale
e Centrale - dalla presentazione del progetto dei Servizi consolari a
distanza. Credo inoltre che in questo campo l’Italia, come quinta o sesta
potenza al mondo, non possa rimanere indietro rispetto alle altre nazioni. E’
chiaro che stiamo andando vanti e che questo passo andava fatto. Nonostante
l’importanza di questo salto di qualità per il futuro delle nuove generazioni,
non dobbiamo però dimenticare i nostri anziani, ve ne sono moltissimi in certe
ripartizioni, che non possono avere accesso a questo servizio fornito attraverso
i computer. Vi è quindi una grossa fetta di comunità che non va abbandonata,
lavorando in parallelo per fornire i servizi anche a chi della nostra gente
ha problemi a comunicare con il consolato. La presentazione a Bruxelles – ha
puntualizzato Giordano – ci ha fatto fare un passo in avanti e ci consentirà
sicuramente di risparmiare delle risorse. Tutto questo ci aiuterà ad essere
più vicini non soltanto ai consolati e alle ambasciate ma anche alla nostra
gente e all’Italia, perché se adesso ci vogliono alcuni giorni per avere un
documento con questo sistema elettronico i tempi di attesa, una volta acquisite
dall’utente le specifiche chiavi di accesso, saranno quasi nulli. Voglio
quindi complimentarmi con il ministero degli Esteri e con i tecnici che
stanno lavorando al progetto”.(Goffredo Morgia- Inform)