INFORM - N. 200 - 29 ottobre 2009


RETE CONSOLARE

I parlamentari eletti all’estero fanno il punto sulla presentazione dei “Servizi consolari a distanza”

I commenti dei deputati Fedi (Pd), Angeli (Pdl) e Porta (Pd) e dei senatori Giordano (Pdl) e Giai (Maie)

 

BRUXELLES – La presentazione a Bruxelles del progetto “Servizi consolari a distanza” è stata seguita da una folta schiera di parlamentari che hanno anche assistito ad una prova pratica di questo sistema integrato delle funzioni consolari che entro il 2012 dovrebbe essere esteso a tutta la rete all’estero del Mae. Per conoscere le impressioni dei senatori e dei deputati che hanno preso parte alla missione abbiamo raccolto i commenti di alcuni eletti all’estero.

“Credo sia importante sottolineare – ci ha spiegato il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide - che l’impegno preso dal governo di presentare a noi parlamentari i servizi consolari a distanza è stato mantenuto. Ora il sottosegretario Mantica tornerà nelle Commissioni Esteri della Camera e del Senato dove sperò presenterà un piano di riorganizzazione della rete consolare profondamente modificato rispetto alla prima stesura. Approfitteremo di quel momento per riprendere la discussione anche sul consolato elettronico. Io comunque mi sono fatto una convinzione e cioè che tutti i sistemi tecnologici, quindi anche quelli  informatici, non possano in alcun modo sostituire il lavoro svolto dalle sedi diplomatico consolari. Possiamo invece rendere più efficiente e snella la rete consolare, che oggi non riesce a soddisfare tutte le esigenze, con la tecnologia e attraverso una migliore utilizzazione delle risorse umane e professionali. Penso inoltre – ha proseguito Fedi – che vi sia molto da fare per quanto riguarda il collegamento fra ‘l’autostrada informatica’ del ministero degli Esteri, in questo campo anche l’Inps è altrettanto efficiente, e le ‘statali’ dei comuni e delle altre amministrazioni dello Stato che con la loro scarsa organizzazione informatica rallentano la comunicazione e la fruizione dei dati…Vi è inoltre molto da fare – ha concluso Fedi dopo aver evidenziato la necessità d’integrare il sistema informatico del Mae con le Pubbliche amministrazione dei vari paesi di residenza dei nostri connazionali -  sotto il profilo dell’informazione e della comunicazione, perché credo che i cittadini italiani abbiano bisogno di sapere che esiste il servizio del consolato a distanza e che questo può essere accessibile ovunque essi vivano”.   

“Questo nuovo servizio - ha affermato il deputato del Pdl Giuseppe Angeli, eletto nella ripartizione America Meridionale  -  è importante e necessario, anche se non bisogna dimenticare che, soprattutto nelle comunità del Sud America, vi sono numerosi connazionali anziani che potrebbero avere difficoltà a gestire i servizi consolari a distanza. Ai giovani andrà bene questa innovazione telematica ma, anche se è ovvio che dobbiamo aggiornarci, credo che in prima battuta molti anziani chiederanno aiuto ai loro nipoti per la gestione del sistema. In ogni caso - ha continuato Angeli - questo aggiornamento tecnologico mi sembra un’ottima idea specialmente per il Sud America dove gli italiani sono tantissimi. Ad esempio la sola circoscrizione consolare di Rosario ha circa tre milioni di abitanti, di cui almeno due milioni sono italiani o di discendenza italiana. Nel consolato generale di Rosario vi sono già 110.000 mila iscritti all’anagrafe e per ottenere la cittadinanza spesso le nuove generazioni devono attendere anni a causa dell’alto numero delle pratiche da trattare. Grazie ai servizi consolari a distanza questi tempi di attesa potrebbero diminuire drasticamente, riducendo al contempo i costi. Perciò complimenti al Mae e a coloro che hanno approntato il sistema. Attendiamo con fiducia che questa innovazione venga introdotta in tutto il mondo”.

“E’ indubbio – ha commentato il vice presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale - che nella  Pubblica amministrazione in Italia e all’estero si vada verso l’utilizzo spinto della tecnologia e dell’informatica. Penso però che non sia stata data adeguata importanza alla fase di transizione che va dalla situazione attuale sino alla piena applicazione del nuovo sistema dei servizi. Chi conosce la realtà dei consolati e le nostre comunità all’estero sa infatti che tra questo modello informatico e la situazione attuale la distanza è troppo grande. Non dico questo soltanto in riferimento al Sud America, dove per ovvi motivi le vecchie generazioni hanno difficoltà di accesso ai computer, ma credo che sia un problema che riguarda tutti”. Per superare questo momento di transizione secondo Porta sarebbe opportuna sia una fase divulgativa, volta all’apprendimento da parte dei connazionali all’estero della metodologia di funzionamento del sistema, sia una mirata collocazione dei terminali dedicati ai servizi consolari a distanza presso i Comites, le associazioni, le Camere di Commercio e i patronati. “Spero - ha proseguito Porta - che il progetto del consolato a distanza aiuti ad alleggerire anche il lavoro dei Call Center.  Da San Paolo a Bruxelles chiunque si metta al telefono per chiamare un consolato non sa se troverà dall’altra parte qualcuno che risponde… Una cosa positiva – ha aggiunto il deputato - è questo lavoro comune  fra Camera e Senato che su questi temi operano troppo spesso per compartimenti stagni. Il resto si vedrà e molto dipenderà dalle risorse che si metteranno in campo, perché non basta avere i computer quando a volte non hai nemmeno le scrivanie per metterceli. Bisogna inoltre che le varie amministrazioni si adeguino ai nuovi sistemi telematici. Ho visto ad esempio consolati in Sud America che cominciano già ad utilizzare la certificazione elettronica, ma trovano difficoltà presso gli enti locali italiani che non accettano questa tipologia amministrativa”.

“Credo che questo incontro a Bruxelles con i parlamentari eletti all’estero – ha sottolineato la senatrice del Maie Mirella Giai, eletta nella ripartizione America Meridionale - sia stato molto importante anche perché ci consente di dare un parere sul lavoro che è stato realizzato dal Mae fino ad ora. Si tratta di un sistema informatico abbastanza complicato, ma penso che non si possa rimanere attaccati al passato e che sia necessario affrontare le novità del futuro. Certamente vi sono delle preoccupazioni, soprattutto per noi che siamo dell’America meridionale, dove le distanze sono veramente notevoli e non tutti i connazionali hanno la possibilità di collegarsi con Internet. Comunque da quello che abbiamo avuto modo di sentire durante la presentazione i servizi tradizionali rimarranno e sarà disposta un’assistenza per coloro che avranno difficoltà con il nuovo sistema. Comunque credo che dobbiamo essere ottimisti ed appoggiare questa avanzata tecnologica a favore dei nostri connazionali all’estero, nell’immediato futuro vedremo come si svilupperà il progetto. A Bruxelles -  ricorda infine la Giai - abbiamo visionato anche il procedimento di realizzazione del passaporto biometrico con impronte digitali. Una procedure burocratica delicata che va seguita con attenzione”.

“Sono rimasto positivamente impressionato e soddisfatto -  ci ha detto il senatore del Pdl Basilio Giordano, eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale -  dalla presentazione del progetto dei Servizi consolari a distanza. Credo inoltre che in questo campo l’Italia,  come quinta o sesta potenza al mondo, non possa rimanere indietro rispetto alle altre nazioni. E’ chiaro che stiamo andando vanti e che questo passo andava fatto. Nonostante l’importanza di questo salto di qualità per il futuro delle nuove generazioni, non dobbiamo però dimenticare i nostri anziani, ve ne sono moltissimi in certe ripartizioni, che non possono avere accesso a questo servizio fornito attraverso i computer. Vi è quindi una grossa fetta di comunità che non va abbandonata, lavorando in parallelo per fornire i servizi anche a chi della nostra gente ha problemi a comunicare con il consolato. La presentazione a Bruxelles – ha puntualizzato Giordano – ci ha fatto fare un passo in avanti e ci consentirà sicuramente di risparmiare delle risorse. Tutto questo ci aiuterà ad essere più vicini non soltanto ai consolati e alle ambasciate ma anche alla nostra gente e all’Italia, perché se adesso ci vogliono alcuni giorni per avere un documento con questo sistema elettronico i tempi di attesa, una volta acquisite dall’utente le specifiche chiavi di accesso, saranno quasi nulli.  Voglio quindi complimentarmi con il ministero degli Esteri e con i  tecnici che stanno lavorando al progetto”.(Goffredo Morgia- Inform)

 


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