INFORM - N. 199 - 28 ottobre 2009


IMMIGRAZIONE

Presentato a Roma il XIX Rapporto di Caritas/Migrantes

Salvadori (Regione Toscana): Cittadinanza, voto e lingua, questi i nodi su cui lavorare

“La legge toscana visione del futuro di un fenomeno ormai strutturale”

 

ROMA – “Non abbiamo inventato nulla di nuovo con la legge regionale sull'immigrazione. Ma soltanto formalizzato alcuni valori e principi dai quali è impossibile prescindere per governare un fenomeno non più provvisorio, ma strutturale e organico. La legge è la visione di un futuro”. L'assessore della Regione Toscana alle politiche sociali Gianni Salvadori ha chiuso stamattina nell'auditorium del Consiglio regionale la presentazione della XIX edizione del Dossier Caritas/Migrantes 2009 sull'immigrazione.

Cittadinanza, diritto di voto, insegnamento della lingua italiana. Sono questi i nodi sui quali lavorare per favorire un reale processo di interazione. “Sì, interazione – conferma Salvadori - e non semplice integrazione. Lo straniero deve poter definire le regole della comunità in cui vive. La concessione della cittadinanza è ormai irrinunciabile: il 10% dei r agazzi che studiano nelle nostre scuole non possono non sentirsi cittadini. Il diritto di voto è l'altro elemento che può evitare la differenziazione tra cittadini di serie A e di serie B. Infine la lingua. L'italiano deve diventare la lingua comune e non solo a scuola ma anche in famiglia”.

Secondo Salvadori è arrivato il momento di considerare l'immigrazione «non come un fenomeno provvisorio, ma strutturale, organico e definitivo. I dati del Dossier lo dimostrano. Anche in un momento di crisi come questo i flussi non sono diminuiti. Si stima che entro 20 anni in Toscana ci saranno 8 milioni di stranieri, senza contare le seconde generazioni».

A chiusura dell'intervento l'assessore ha ricordato che “l'impugnativa del governo sulla legge non riguarda soltanto quegli aspetti che, in un primo momento, avevano destato maggiormente scalpore, come l'estensione a tutti dell'assistenza sociale. Non abbiamo fatto altro che ribadire quello che dice la Costituzione. Il ricorso riguarda tutta la legge, allargando in questo modo il discorso alla possibilità, da parte delle Regioni, di poter legiferare su determinati aspetti, come il sociale”. Ciò che deve invece far scalpore è il fatto di dover pagare una cifra cospicua per regolarizzare delle persone. “Quando – aggiunge l'assessore - in altri paesi, come ad esempio in Francia, è stato il governo stesso a pagare per favorire l'emersione. Quello che deve far scalpore è che in Toscana ci sono circa 30 mila persone irregolari, delle quali si conosce nome e indirizzo. E che, in base alla nuova legge, dovrebbero essere espulse come clandestini. Chi ha il dovere di fare questo? La polizia. Che però non ha i mezzi. Insomma una contraddizione incredibile. Basta, su temi così delicati, ricorrere alla politica urlata e tornare a discutere seriamente sulle cose vere. Aspettiamo il referendum sulla legge regionale, sarà un modo per parlarne e per discutere, appunto, in modo sereno e concreto”. (f.t./Inform)

 

 


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