INFORM - N. 199 - 28 ottobre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Aldo Di Biagio (Pdl): La Camera licenzia la proposta di legge a sostegno del personale a contratto del Mae. Sostegno unanime in Commissione Lavoro

 

ROMA - “Sono sentitamente e sinceramente lieto di essere approdato a tale provvedimento, frutto di un lavoro congiunto e condiviso, che ha visto il supporto e la condivisione dei colleghi di Commissione, referenti di ciascun gruppo, nonché dei referenti di Governo, consentendo la risoluzione del provvedimento in sede legislativa, ed evitando che questo potesse essere esaminato in Aula, cosa che avrebbe comportato un ulteriore rallentamento della risoluzione”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del Pdl, nonché relatore in Commissione lavoro della Camera della proposta di legge a prima firma dell’on. Marco Fedi (Pd), in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli Affari Esteri.

“Il provvedimento è volto a far fronte alla situazione che caratterizza circa 1.200 lavoratori del Ministero degli Affari Esteri - ha precisato Di Biagio - i quali non hanno la facoltà di esercitare liberamente i loro diritti sindacali e, in particolare, di partecipare all’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU)”.

“Le disposizioni in esame – ha rimarcato - consentirebbero di far fronte alla citata discrasia, esorcizzando l’ipotesi della sussistenza di una condizione di incompatibilità con le disposizioni previste dall’ordinamento nazionale  e comunitario a sostegno dei lavoratori”.

“L’appoggio unanime in Commissione Lavoro – ha detto il relatore - ha confermato l’obbiettivo prioritario da parte mia e della Commissione lavoro di salvaguardare il calcolo della rappresentatività sindacale, nell’ambito dell’esercizio di diritto di voto attivo e passivo delle rappresentanza sindacali per gli impiegati a contratto a legge locale. Una questione – ha concluso Di Biagio - su cui la sensibilità dei colleghi e dei referenti di Governo è stata forte e dimostra come le separazioni ideologiche nonché i colori di partito possano essere facilmente superati quando si è dinanzi ad una oggettiva discrasia dell’ordinamento italiano, ed un conseguente trattamento ineguale tra lavoratori dell’amministrazione pubblica”. (Inform)

 

 


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