UNIONE EUROPEA
Riuniti a Lussemburgo i ministri degli Esteri
Via libera ad un piano a favore di Afghanistan e Pakistan
LUSSEMBURGO
- Riuniti a Lussemburgo i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, presente
per l’Italia il ministro Franco Frattini. I ministri hanno chiesto alla Commissione
e agli Stati membri di elaborare un programma congiunto per dare concretezza
ad un piano di azione a favore dell’Afghanistan e del Pakistan e di presentarlo
entro la fine del 2009. E’ la conclusione adottata dal Consiglio Affari
Generali Relazioni Esterne(Cagre) su uno dei temi
al centro dell’agenda dei lavori nel corso dei quali si è discusso di clima,
immigrazione, nomine ai vertici europei legate all’applicazione del Trattato
di Lisbona ma anche di Medio Oriente e della situazione in Bosnia-Erzegovina.
La riunione
dei ministri degli Esteri è servita a preparare il Consiglio europeo di giovedì
e venerdì prossimi a Bruxelles, mentre non si esclude che si determini la necessità
di ricorrere ad un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo, in
novembre, per le difficoltà riscontrate a chiudere il dossier sulle nomine e
le divisioni che esistono sul clima, in vista della conferenza Onu di dicembre
a Copenaghen.
A proposito
della questione clima l’Italia – ha sostenuto il ministro Frattini - chiede
all’Ue di avere “stime più precise e credibili” sui costi per l’aiuto dei Paesi
ricchi ai paesi più poveri del mondo perché accettino obiettivi di riduzione
di CO2 e di conoscere “i criteri che saranno usati per la ripartizione degli
oneri” tra gli Stati membri. “Sarà difficile decidere questa settimana senza
conoscere né i costi né la ripartizione degli oneri”, ha aggiunto il ministro
Frattini che a proposito dell’altro tema al centro della discussione, ossia
le nomine ai vertici europei, ha detto di prendere atto della disponibilità
del premier del Lussemburgo, Jean-Claude Junger
a candidarsi alla presidenza stabile della Ue. “Noto – ha affermato il ministro
–che cominciano a maturare altre disponibilità. Ora vedremo in che termini si
comincerà a parlarne al vertice Ue di giovedì e venerdì prossimi”. Interpellato
sul sostegno dell'Italia all'ex premier britannico Blair, il ministro Frattini
ha ribadito che la posizione di apprezzamento italiana non cambia, ma ha insistito
sulla necessità che la scelta del nuovo presidente stabile “non spacchi
Per quanto
riguarda il piano europeo per l’Afghanistan e il Pakistan, i ministri hanno
chiesto alla Commissione che si definiscano le modalità per arrivare ad un’unica
rappresentanza europea a Kabul, che unifichi le funzioni del’inviato speciale
del Consiglio e del capo delegazione dell’esecutivo Ue. I ministri hanno chiesto
inoltre alla Commissione di presentare un primo rapporto nell’aprile del 2010
sull’attuazione del programma per rafforzare l’azione europea verso l’Afghanistan
e il Pakistan mentre le verifiche dovranno continuare con scadenza semestrale.
L’Unione Europea,
inoltre, “è pronta ad impegnarsi a fianco del nuovo governo, a seguito del completamento
del secondo turno elettorale” ed ha indicato in una conferenza internazionale
che “potrebbe tenersi a Kabul” l’avvio di questo processo. Il nuovo governo,
più specificamente, “dovrà con urgenza adottare un programma per fare fronte
alle sfide che lo attendono”, e “un tale programma, che dovrà essere un contratto
tra il governo e la popolazione afghana, dovrà appoggiarsi su un patto rinnovato
con la comunita’ internazionale e basarsi su priorità
chiare e criteri misurabili”.
Il piano lanciato
dall’Europa è dettato dalla necessità, secondo quanto sottolineato dai ministri
degli Esteri , di “migliorare il coordinamento e l’efficacia” della politica
europea verso Kabul, anche in presenza di progressi “troppo lenti” ed in alcune
aree “quasi del tutto inesistenti”, nonostante l’iniezione di fondi internazionali
ed europei, in materia di riforme politiche e verso una gestione della cosa
pubblica piu’ trasparente.
Pakistan: Ue
loda sforzi Islamabad, preoccupata per civili
I ministri
degli Esteri dell’Ue ritengono “importante” l'azione avviata dal governo pakistano
per riprendere il controllo totale nel Sud-Waziristan,
ma chiedono al Pakistan di rispettare l'obbligo di proteggere la popolazione
civile. “