INFORM - N. 199 - 28 ottobre 2009


RETE CONSOLARE

La discussione a Bruxelles del progetto dei “Servizi consolari a distanza”

Gli interventi dei deputati Franco Narducci (Pd) e Marco Zacchera e dei senatori Claudio Micheloni (Pd) e Giampaolo Bettamio (Pdl)

 

BRUXELLES – Nel corso della presentazione , svoltasi a Bruxelles, del progetto dei “Servizi consolari a distanza”, a cui hanno preso parte il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica e il direttore generale del Mae per gli Italiani all’Estero Carla Zuppetti (vedi Inform di oggi, www.mclink.it/com/inform/art/09n19901.htm), il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci ha sottolineato l’importanza di questa prima sperimentazione del Sistema Integrato Funzioni Consolari (SIFC). “Questo progetto – ha infatti precisato Narducci - risponde all’esigenza di accelerare le procedure e rendere più efficiente il servizio per i cittadini.. Certamente rimane comunque la necessità di avere la presenza dell’amministrazione dello Stato in punti chiave dove non soltanto vivono grandi comunità italiane, ma vi sono interessi importanti per il nostro paese. Quindi il processo di razionalizzazione della rete e di chiusura degli uffici deve tener conto di questa esigenza magari in forme nuove, a partire da questa innovazione tecnologica che sono i servizi consolari a distanza, che hanno comunque bisogno di essere guidati lungo la via e di avere la presenza dello stato sia pure in una veste che deve essere ancora studiata. Penso ad esempio agli sportelli consolari, ai piccoli uffici e ad altri attori dell’Italia all’estero come l’Ice,  le Camere di Commercio e gli Istituti di Cultura. Non bisogna poi dimenticare – ha proseguito Narducci - che le nostre comunità, soprattutto in paesi come il Belgio, sono composte anche di antica emigrazione, persone che non hanno molta dimestichezza con il computer”. Il deputato del Pd, dopo aver sottolineato la necessità di cospicui investimenti per l’informatizzazione della rete consolare, ha evidenziato come in ogni caso qualsiasi innovazione non possa sostituire l’importanza delle relazioni umane e quindi la presenza sul campo degli uffici consolari per lo sviluppo delle relazioni commerciali e la promozione del sistema Italia. Il deputato ha ricordato come la scelta del Mae di mantenere alto il numero degli uffici all’estero abilitati al rilascio del passaporto biometrico con impronte digitali, testimoni l’attenzione del Mae, che sta svolgendo un buon lavoro, per le esigenze dei cittadini e rappresenti una possibilità in più per i connazionali all’estero. “Ora che stiamo entrando nel vivo del secondo giro di discussione sulla riorganizzazione della rete consolare – ha infine precisato Narducci - bisogna assolutamente puntualizzare che il progetto del consolato a distanza non sostituisce la presenza degli uffici consolari, che, almeno come sportelli, devono assolutamente rimanere”.                 

“Ogni progetto – ha affermato il senatore del Pdl Giampaolo Bettamio - viene calato in una realtà che ha due aspetti: presente e futuro. La realtà ci dice che c’è una generazione di nostri connazionali all’estero che non hanno dimestichezza con questi sistemi elettronici, mentre le nuove generazioni sono già pronte a sfruttarli. Alla luce di ciò bisogna  fare in maniera che i due sistemi di approccio ai servizi consolari, una volta che il nuovo sarà messo a punto, possano coesistere, in modo da dare la possibilità a tutti, chi sa e chi non sa, di avere lo stesso servizio. D’altra parte – ha proseguito Bettamio - bisogna anche pensare che l’utilizzo da parte dei più esperti del sistema informatico facilità e velocizza il disbrigo delle  pratiche consolari con la procedura tradizionale”.

“Complimenti ai tecnici, - ha esordito il vicepresidente del Comitato del Senato per le Questioni degli Italiani all’Estero  Claudio Micheloni - ma se questa innovazione verrà vissuta dalla nostra collettività in opposizione ai servizi consolari tradizionali, credo che non passerà nel migliore dei modi. Dobbiamo quindi veramente gestire una fase di transizione importante. In ogni caso non si può semplicemente dire adesso che questo sistema funziona, bisognerà poi vedere se al momento della sua utilizzazione creerà difficoltà alle nostre comunità. Io credo – ha aggiunto Micheloni - che questa fase non sia  correttamente gestita perché non la vedo coerente con il piano di ristrutturazione della rete consolare che è stato presentato. Gli strumenti che ho visto, dovrebbero infatti aprire una riflessione per permettere di diffondere questi servizi a costi veramente ridotti e allargarne la fruizione, piuttosto che restringere i servizi che noi diamo”. Dopo aver chiesto ai parlamentari della circoscrizione Estero, alla pubblica amministrazione e al governo di fare un passo indietro e di guardare al problema della rete consolare senza pregiudizi, Micheloni ha evidenziato l’esigenza di una riforma funzionale del ministero degli Esteri che consenta di dare risposte più efficaci e servizi migliori ai nostri connazionali che ancora oggi anche a Bruxelles incontrano difficoltà a contattare il consolato.        

Marco Zacchera, presidente del Comitato della Camera per gli Italiani all’Estero ha ricordato come quest’anno i fondi per gli italiani all’estero siano diminuiti del 30%. “La presentazione di questa mattina – ha continuato Zacchera - è una prima risposta, ma non può essere sufficiente. Questo però risponde ad una logica di razionalizzare dei costi, che cerca al contempo di mantenere all’utenza un servizio adeguato. Tutto questo si lega comunque ad una indispensabile revisione della rete consolare e, secondo me, anche a una forte rivisitazione dei servizi dati dai patronati che costano molto di più, rispetto a quelli forniti dai consolati. Patronati che oggi in gran parte hanno superato la loro obiettiva necessità. In ogni caso il giorno in cui per via interattiva sarà possibile avere anche lo stato della propria pensione avremo risparmiato milioni di euro. Credo comunque – ha concluso Zacchera - che la scelta del governo di procedere alla informatizzazione dei servizi sia quella giusta”.(Goffredo Morgia - Inform)

 

 


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