INFORM - N. 199 - 28 ottobre 2009


CONVENTION CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO

il Presidente della Camera di Commercio Italiana di Montevideo, Manuel Ascer, traccia un primo bilancio

 

SALERNO - A margine della XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, svoltasi a Salerno, il Presidente della Camera di Commercio Italiana di Montevideo, Manuel Ascer, traccia un primo bilancio dell'evento.

Presidente, può farci un primo bilancio della Convention e della nuova presidenza Assocamerestero a guida italiana?

Uno degli elementi più interessanti è certamente il gruppo dei nuovi Consiglieri e la Presidenza di Augusto Strianese. La componente estera ha scelto i sette rappresentanti delle aree geografiche, i due consiglieri e il rappresentante dei Segretari generali. Da parte italiana si è avuta una l'elezione di esponenti di peso come il Presidente di Unioncamere Dardanello, il Presidente della Camera di Torino, e altre Camere particolarmente significative nel panorama nazionale. Con l'elezione di Strianese, Presidente della CCIAA di Salerno, alla guida di Assocamerestero, e la Vice presidenza andata al Presidente della CCIE di Londra, Leonardo Simonelli, si aprono nuovi scenari e nuovi equilibri. Personalmente mi aspetto un lavoro importante nelle relazioni tra l'estero e la nostra componente italiana, che poi è il fulcro dell'intera nostra attività.

Una presidenza italiana, quella a guida Strianese, dopo una presidenza estera, quella di Edoardo Pollastri, peraltro durata sette anni. Come cambierà Assocamerestero?

Difficile prevederlo. Io penso che un Presidente di una Camera italiana come quella di Salerno e una personalità forte come Strianese, peraltro molto preparato e impegnato sull'internazionalizzazione, possa rappresentare una crescita importante. È certo che si apre una nuova fase. Strianese potrebbe rappresentare il giusto anello di congiunzione tra l'imprenditoria italiana e le Camere estere.

In questi giorni si è sottolineato molto il fatto che dalla crisi si uscirà esclusivamente con nuove regole e recupero del sistema di valori. Condivide?

Sicuramente sono gli elementi fondamentali, ma credo sia anche importante lavorare sulla reciproca conoscenza. Noi in America Latina abbiamo bisogno di un maggiore appoggio e una maggiore sensibilità da parte non solo dell'Europa politica ma anche da parte dell'Italia e dell'Europa imprenditoriale, che approfitta poco dell'"altra Italia", quella che vive e si muove all'estero, e soprattutto nei nostri Paesi dell'America Latina. Credo che il messaggio sia proprio questo: conosciamoci meglio, approfondiamo i nostri rapporti.

L'idea di portare 112 buyers in questa Convention è certamente innovativa rispetto al modello tradizionale. Condivide questa impostazione?

Ho vissuto praticamente tutte le diciotto edizioni della Convention, e credo che il modello della 18ª sia innovativo, concreto e adatto a questo momento storico, dove, accanto alle parole e alla riflessione politico-strategica, bisogna passare ai fatti e dare segnali concreti immediati. (Inform)

 


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