RETE CONSOLARE
Fabio Porta (Pd) dopo la visita al “Consolato digitale”
a Bruxelles
“In Belgio si prepara il Consolato del 2020, in Brasile
si lavorano le pratiche di cittadinanza del 2000”
ROMA - “Il Consolato on-line sarà un
punto d’arrivo di un processo complesso ma ineludibile di snellimento dei servizi
consolari grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie”: lo ha dichiarato a Bruxelles
il vice presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera, Fabio
Porta. “Un processo – continua il deputato del Pd - che nel lungo periodo dovrebbe
migliorare i servizi per i cittadini e semplificare le procedure di gestione
dei consolati riducendone anche i costi relativi”.
“Peccato – commenta il deputato - che
mentre a Bruxelles abbiamo visto il ‘consolato del futuro’ a Curitiba siamo
ancora alle prese con mancanza di scrivanie e computer, a San Paolo si aspetta
sette anni e mezzo per un riconoscimento di cittadinanza e a Brasilia si lavora
a metà tempo per risparmiare sull’aria condizionata…”.
“Vanno bene le innovazioni, anzi vanno
spinte e incoraggiate, – aggiunge il parlamentare eletto in Sudamerica – ma
nel frattempo dobbiamo continuare a confrontarci con i problemi e le emergenze
di tutti i giorni, prima fra tutte l’efficacia dell’operazione ‘task-force’,
voluta dai Comites, dal Cgie, dal Parlamento e quindi dal Governo per eliminare gli
insostenibili ritardi nel riconoscimento della cittadinanza italiana in America
Latina”.
“In Brasile – secondo l’on. Porta –
i dati della ‘task force’ a quasi un anno dal suo
avvio sono nettamente al di sotto delle aspettative iniziali, e ciò dovrebbe
indurre il Ministero degli Esteri ad un più attento monitoraggio sui risultati
dell’operazione, che ha comportato un impegno politico ed uno sforzo in termini
di risorse umane e finanziarie non indifferente”.
“Faccio un appello pubblico al direttore
generale per gli Italiani all’estero, ministro Carla Zuppetti, ed all’ambasciatore
d’Italia in Brasile Gherardo La Francesca affinché confermino - conclude Porta
- la loro nota sensibilità al problema esigendo da tutta la rete consolare
uno sforzo specifico e concentrato pari alla gravità ed all’urgenza del problema
che era all’origine della costituzione della task force”. (Inform)