STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana” di oggi l’editoriale del direttore
Marco Basti
La responsabilità di un senatore
BUENOS AIRES - La televisione argentina
ci ha abituato a vedere qualsiasi cosa, spesso volgari, per cui quanto abbiamo
visto giorni fa, durante il programma “El diario”
che va in onda sul canale C5N, condotto da Eduardo Feimann
non poteva stupirci più di tanto. Nel citato programma giornalistico, partecipava
Carlos Avila, uno dei candidati alla presidenza nelle elezioni del Club Atlético
River Plate, previste per il mese di dicembre. Ad
un certo punto, ha telefonato Esteban Caselli, padre
di Antonio Caselli, un altro candidato a presiedere il River, una delle società
sportive più importanti dell’Argentina.
Caselli ha rivolto accuse ad Avila,
sui soldi guadagnati con le trasmissioni delle partite, sulla sua vita privata
e anche di avergli chiesto tre milioni di dollari per entrare nella lista del
figlio. L’ex patron delle trasmissioni del calcio
dell’Argentina, gli ha risposto con accuse ancora più pesanti, secondo cui avrebbe
ereditato un appartamento di persone “desaparecidas”,
per le quali avrebbe lavorato, all’epoca della dittatura militare. O che sarebbe
stato il portaborse che avrebbe gestito i soldi del gioco illegale e della prostituzione
nella provincia di Buenos Aires, uno dei tradizionali canali di finanziamento
della politica argentina. La registrazione dello scambio di accuse è stato posto
su youtube.
Come dicevamo prima, la televisione
argentina ci ha abituato a situazioni del genere, per cui se i personaggi fossero
due sconosciuti, o due personaggi della politica o dello spettacolo dell’Argentina,
non faremo altro che lamentare il dilagare di un tipo di televisione volgare,
e, come si dice adesso “gossippara”, cioè fatta di
pettegolezzi. Ma la televisione argentina non è un tema del quale si occupa
abitualmente la nostra TRIBUNA ITALIANA
Se ci occupiamo però, come l’avranno
capito i lettori, è perché uno dei protagonisti del duello di accuse, era nientemeno
che il senatore in Italia, come è stato presentato da Feinmann, Esteban Juan Caselli.
E’ chiaro che le accuse che il senatore
ha rivolto ad Avila possono interessare ai soci del Club River, ai media argentini
o eventualmente alla magistratura argentina, non certo a noi come comunità italiana.
Molto diversa è la situazione per quanto
riguarda le accuse rivolte da Avila al sen. Caselli. Il senatore Caselli dovrebbe
essere il primo interessato ad assicurare che non ci sia alcun dubbio sul suo
passato, interesse che sicuramente sarà condiviso dai suoi colleghi di gruppo
parlamentare e in genere dagli altri senatori presenti a Palazzo Madama.
Ma oltre alla necessaria chiarezza
sulle pesanti accuse - che altre persone avevano già fatto in altre occasioni
- a noi come comunità italiana in Argentina, ci sono cose che ci interessano
tanto quanto il chiarimento su quelle questioni. Infatti, negli ultimi tempi
abbiamo visto spesso il sen. Caselli nella radio e nella tv argentina, annunciando
o spiegando la sua decisione di candidarsi alla presidenza dell’Argentina. Ora
lo vediamo anche intervenire in difesa della candidatura di suo figlio alla
presidenza di una società sportiva argentina.
Varie domande sorgono quindi spontanee:
Ma quando si occupa dei nostri interessi? Quando si occupa delle questioni degli
italiani residenti in Argentina e negli altri Paesi dell’area? Fino a prova
contraria, Caselli è stato eletto al Senato italiano in rappresentanza della
Ripartizione America Meridionale. Quindi, quando si occupa di fare il senatore
italiano?
E sembra logico porsi altre domande:
Il sen. Caselli, è consapevole di rappresentare il Senato italiano e di che
cosa comporta l’appartenenza a uno dei rami del Parlamento dello Stato Italiano,
come atteggiamento, come stile, come decoro, come comportamento? E’ consapevole
del fatto che quando annuncia che vuole essere presidente dell’Argentina (al
di là delle reali possibilità che può avere di raggiungere tale obiettivo),
e viene presentato come senatore italiano, tanti argentini possono chiedersi
che cosa fa un senatore di un altro Paese pretendendo di partecipare alla politica
argentina?
E ancora: E’ consapevole del danno
che le sue intemperanze televisive e le sue, forse smisurate, ambizioni politiche,
possono provocare nell’immagine della nostra collettività in Argentina? E del
danno che possono arrecare all’immagine dell’Italia in Argentina? Ed eventualmente
ai rapporti tra i due Paesi?
La collettività italiana in Argentina,
come lo ha ripetuto spesso il senatore Caselli, ha contribuito in modo determinante
alla crescita e allo sviluppo del Paese, facendosi onore sia qui che a Roma.
La prima responsabilità dei nostri
rappresentanti - e quindi anche del sen. Caselli - è il rispetto dell’immagine
e della memoria della nostra comunità, così come dei valori che sono sempre
stati alla base della nostra presenza in Argentina, a cominciare dalla difesa
del buon nome dell’Italia e dei migliori rapporti tra i due Paesi.
E sempre nel campo delle responsabilità
dei nostri parlamentari - e quindi anche del sen. Caselli - c’è la difesa dei
diritti per il cui riconoscimento si è tanto lavorato lungo decenni, a cominciare
dal riconoscimento del diritto di voto per gli italiani all’estero. Una difesa
non solo a parole, ma anche con un modo di agire che rispecchi, appunto il massimo
rispetto, anche per evitare che chi vuole far finta che gli italiani all’estero
non esistono, abbia gioco facile a snaturare una serie di leggi che ci riguardano,
quali la legge sul voto o la legge sulla cittadinanza.
Durante l’epoca della Repubblica a
Roma, il Senato era il simbolo della saggezza, dell’esperienza, della misura.
Un modello al quale farebbe bene a ispirarsi il sen. Caselli. (Marco Basti-Tribuna
Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar