INFORM - N. 199 - 28 ottobre 2009


RETE CONSOLARE

Presentato a Bruxelles il progetto “Servizi consolari a distanza”

Il nuovo sistema informatico consentirà ai nostri connazionali di avviare on line l’iscrizione all’Aire e la pratica per la richiesta del passaporto.

Mantica “Troveremo un processo di transizione che rispetti i connazionali che non sanno utilizzare un computer, una obiettiva difficoltà verso il nuovo che va tenuta nel giusto conto”

 

BRUXELLES – Si è svolta ieri a Bruxelles la presentazione del progetto pilota “Servizi consolari a distanza”.  Per l’occasione è giunto in Belgio il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, il direttore generale del Mae per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie Carla Zuppetti e una variegata rappresentanza dei parlamentari delle Commissioni Esteri di Camera e Senato, integrata dagli eletti all’estero non facenti parte di queste Commissioni. Nella delegazione proveniente da Roma segnaliamo la presenza dei senatori Claudio Micheloni (Pd), Basilio Giordano (Pdl), Gianpaolo Bettamio (Pdl), Stefano Pedica (Idv) e Mirella Giai (Maie). Nutrita la schiera dei rappresentanti della Camera fra i quali ricordiamo il presidente della Commissione Esteri Stefano Stefani (Lega Nord Padania), il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci (Pd), il presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero Marco Zacchera (Pdl) e i deputati Marco Fedi (Pd), Fabio Porta (Pd), Gino Bucchino (Pd), Antonio Razzi (Idv) e Giuseppe Angeli (Pdl). Al suo arrivo a Bruxelles la delegazione è stata accolta dall’ambasciatore d’Italia in Belgio Sandro Siggia e dal console d’Italia Dino Sorrentino.

La presentazione del Sistema Integrato Funzioni Consolari (SIFC) ha avuto luogo nell’ambito di un’audizione congiunta delle Commissioni Esteri di Camera e Senato che è stata ospitata presso il Consolato d’Italia a Bruxelles. Il SIFC, che attualmente per alcuni servizi è già operativo a Bruxelles e in altri sedi consolari, è un portale che fornirà all’utente on line tre livelli di gestione. Il primo, che non prevede alcun tipo di registrazione, consentirà ad esempio al cittadino di individuare, attraverso un sistema di mappe, la sede del proprio consolato di riferimento, o di navigare nei link segnalati. L’accesso al secondo livello, quello intermedio, comporta la registrazione dell’utente che, una volta ottenuta la passoword, potrà ad esempio avviare la pratica d’iscrizione all’Aire o prenotare l’appuntamento presso il consolato anche per istanze notarili. Il terzo ed ultimo livello sarà invece utilizzato dal cittadino solo dopo l’acquisizione  di persona,  presso gli uffici consolari, di specifiche credenziali di accesso che permettono di monitorare, attraverso il sistema informativo, i dati anagrafici della persona, di avviare la pratica per il passaporto e di richiedere dei servizi, come il rilascio dei certificati, anche con pagamento con carta di credito.

Il nuovo sistema, come ci ha spiegato Carlo Caracciolo, responsabile dell’Ufficio I del Servizio per l’Informatica le Comunicazioni e la Cifra del Mae,  sarà messo a disposizione dei nostri connazionali attraverso computer  protetti ed eventualmente assistiti, denominati “totem”, che potranno essere ospitati nelle strutture più adeguate.

“Abbiamo svolto questa audizione a Bruxelles – ha spiegato alla stampa il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica - perché il Sistema Integrato Funzioni Consolari di cui volevamo far vedere il funzionamento si trova proprio nel consolato di Bruxelles. In questa sede vi sono anche le apparecchiature che consentono la stampa del passaporto biometrico con impronte digitali.  Il SIFC da la possibilità ai cittadini residenti all’estero di collegarsi e di dialogare con il consolato attraverso il computer personale al fine di acquisire una serie di servizi. Per favorire il cittadino verrà approntato, soprattutto nella fase iniziale del progetto, un sistema transitorio che prevede l’istallazione in luoghi pubblici di specifici computer, i cosiddetti ‘totem’. Questo sistema – ha ricordato Mantica - è stato concepito tra 2006 e 2007 e presentato nel 2008 alla fiera della pubblica amministrazione. Il prototipo funzionante che abbiamo visto oggi è stato realizzato a metà 2009. L’installazione di questo sistema informativo,  già presente anche nelle sedi di Berlino, Monaco e Berna, verrà esteso a tutta l’Europa e poi a seguire presso l’intera rete diplomatico-consolare nel mondo. L’obiettivo è quello di coprire tutte le sedi al massimo entro l’inizio del 2012”.

Mantica ha inoltre precisato come la gestione dei “totem”, un sistema informatico ricco di dati riservati e predisposto per interagire con le altre banche dati, sarà affidata in esclusiva al personale ed alle strutture del ministero degli Esteri, come ad esempio i consoli onorari o gli Istituti di Cultura.  Il sottosegretario ha anche sottolineato la necessità di trovare per l’applicazione di questo nuovo servizio on line  “un processo di transizione in cui vi sia rispetto i connazionali che non sanno utilizzare un computer, una obiettiva difficoltà verso il nuovo che va tenuta nel giusto conto”.

“ Rispetto alla questione delle scadenze  - ha proseguito Mantica - il discorso del passaporto biometrico con impronte digitali è molto diverso da quello del SIFC, in quanto questa innovazione, secondo accordi presi in sede europea, dovrà essere disponibile a partire dal primo luglio del 2010.  In questo campo l’Italia ha scelto di attrezzare 222 sedi consolari per il rilascio del passaporto biometrico con impronte digitali. Una decisione diversa da quella presa da altri paesi europei che hanno accentrato la produzione dei passaporti in una sola sede di riferimento. In pratica il nostro sarà l’unico paese ad emettere i passaporti sia in Italia, dove la competenza è del ministero dell’Interno,  che all’estero dove spetta la Mae il compito di controllare”.

“Il servizio della rete consolare a distanza e quello del passaporto biometrico – ha infine concluso Mantica - si collegano alla razionalizzazione della rete consolare. I tre argomenti viaggiano in parallelo ma poiché riguardando le stesse utenze e i medesimi servizi prima o poi si intrecceranno. Quindi il piano di razionalizzazione dei consolati in qualche modo verrà condizionato, accelerato o ritardato, da queste altre due iniziative”. (Goffredo Morgia - Inform)

 


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