CAMERE DI COMMERCIO
ITALIANE ALL’ESTERO
Di scena il business alla Convention di Salerno
SALERNO - Un’opportunità unica per rafforzare i
rapporti della rete camerale italiana all’estero con tutti i soggetti della
promotion nazionale ma anche direttamente con le aziende proiettate a muoversi
sui mercati internazionali, attraverso la realizzazioni di incontri one to one
tra delegati camerali, buyers e aziende produttrici campane. E’ quanto è andato
in scena oggi, e proseguirà domani 28 ottobre, a Salerno, alla XVIII Convention
mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero che, per la prima volta,
ha abbinato ai lavori congressuali tradizionali gli incontri di business non
soltanto con le Camere direttamente ma anche con una partecipazione qualificata
di 112 buyers provenienti da tutto il mondo e selezionati direttamente dalle
74 Camere, i quali in due giorni, incontreranno circa 200 aziende campane.
Gabor Furedi, segretario generale della CCIE Ungheria,afferma
che :“l’imprenditore è già bravo di per sè, non ha bisogno delle Camera, può
fare il suo business tranquillamente. Quello che però
Il presidente della Camera di Commercio dell’Uruguay,
Manuel Ascer, testimonia un clima nettamente positivo. Valorizzare l’imprenditoria
italiana all’estero, dar il giusto peso al made in Italy è l’obiettivo
del sistema. “Nel mio caso, nel mio Paese, aiuterò gli imprenditori che hanno
voglia di investire sul nostro territorio. Bisogna lavorare secondo un percorso
di continuità, gli incontri di oggi non devono rimanere fine a se stessi, rischierebbero
di essere un workshop come tanti.”
“Tante le occasioni che permetteranno al mercato italiano
in Brasile di disporre di un’ampia vetrina: il 2011 sarà l’anno dedicato al
nostro Paese che vedrà in terra brasiliana la promozione di una lunga serie
di eventi, il 2014 sarà quello dei campionati mondiali di calcio, il 2016
quello che vedrà accendere la fiaccola olimpica, e già è stata fatta l’iscrizione
per l’Expo del 2020. Non dobbiamo assolutamente dimenticare gli investimenti,
specialmente nelle infrastrutture, previsti in un piano per l’accelerazione
dello sviluppo in Brasile”. Con sicurezza il segretario generale della Camera
di Commercio Italiana a Rio de Janeiro, Basilio Catrini, afferma che il Brasile
rappresenta il Paese che offre più opportunità al mercato italiano, non solo
per la sua ricchezza, o per il suo essere un Paese in continua crescita dove
poco si sono sentiti gli effetti della crisi, ma soprattutto per la sua vicinanza
alla cultura italiana. In Brasile, a differenza degli altri Paesi, è facile
per l’Italia integrarsi anzi “quando un italiano arriva lì, dopo un giorno già
balla il samba”. I prodotti agroalimentari italiani sono sicuramente quelli
più apprezzati in Brasile, immediatamente seguiti dalla moda e dal design. Per
non dimenticare, poi, che i giacimenti petroliferi dell’ultim’ora faranno del
Brasile, in pochi anni, una vera potenza economica mondiale.
Il segretario generale di Londra, Christian Fianco, apprezza
molto la scelta di fare della convention un momento di incontri di business.
“Il settore che più è interessato al mercato britannico -e non solo Londra ma
anche Edinburgo, Glasgow, Liverpool- è l’’agroalimentare, in particolare
il settore vitivinicolo. Le aziende che ho incontrato sono produttrici delle
eccellenze classiche della Campania, dall’olio extravergine d’oliva, ai
vini di qualità, alla mozzarella di Bufala. Prodotti ben accolti sul mercato
britannico. Le aziende hanno una conoscenza non ottimale, però, della
mia area di riferimento. Quindi cerchiamo, prima di tutto di offrire loro una
panoramica reale della situazione attuale, soprattutto per quanto concerne la
concorrenza nei diversi settori merceologici, cercando di dar loro informazioni
dirette e mirate, per capire bene la realtà con la quale si andranno a confrontare”..
Il mercato britannico si muove da anni sulla promozione
del made in Italy di nicchia espressione delle diverse caratterizzazioni regionali,
operando nel contesto delle fiere locali ma anche creando eventi ad hoc . Una
vetrina particolare, momento di incontro con le aziende e con i consumatori
è “La dolce vita”evento dedicato alle eccellenze italiane. Una piattaforma ideale
per fare business con addetti ai lavori qualificati, buyer, imprenditori e distributori.
“Oggi è un incontro conoscitivo, niente di più. Da domani dovremmo avviare il
lavoro più complesso, quello dell’attuazione del rapporto”.
“A Singapore il nostro sport preferito è mangiare” esordisce
Erica Marcellan, development management CCIE di Singapore che, entusiasta degli
incontri avuti nel corso della mattinata, afferma che l’agroalimentare è il
settore che più di ogni altro ha ottime possibilità di entrare nel mercato orientale.
“Singapore è un Paese ricco. Si spende molto per mangiare. Ben vengano i prodotti
di alta qualità che ci stanno proponendo le aziende locali presenti a quest’evento”.
Nessuna vendita ma trasferimento di now how . Questo
è quello che propone Giosuè Grimaldi, amministratore di Grimaldi Management,
presente anche in rappresentanza di AssoConsult, società di consulenza. “La
mia presenza è in virtù di un progetto che tende a favorire l’internazionalizzazione
non di prodotti ma di competenze. Siamo convinti che nella fase attuale sia
prioritario porsi l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione le competenze
e il loro trasferimento dai mercati più avanzati a quelli in fase di crescita”.
Oltre agli incontri con le Camere di Commercio, le imprese
hanno avuto la possibilità di incontrare oltre 100 buyer iscritti e selezionati
dalle CCIE e provenienti da: Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Romania,
Svizzera, Spagna, Svezia, turchia, Tunisia, Regno Unito, Malta, Marocco, Portogallo;
Egitto; Israele.
I settori merceologici coinvolti sono l’abbigliamento,
l’agroalimentare, il florovivaismo, il legno-arredo, la nautica da diporto e
il turismo.
Gli umori sono contrastanti: Cecilia Cecusoglu, general
manager della General Parma Food S.r.l. afferma: “Avrei preferito assaggiare
i prodotti che mi vengono proposti. Da una brochure informativa non riesco avere
una percezione del prodotto che mi sia funzionale a evidenziare o meno il mio
interesse”. Serafim Cardoso, titolare di Enoteca Italia– weine und spirituosen
– “ho visto numerosi prodotti che possono interessarmi, formaggi e mozzarella
di bufala, limoncello. Aspetti negativi? Pochi, quasi nulli. Vorrei trovare
l’esclusività, sono qui per questo”.
Anche tra le aziende si sono registrati atteggiamenti
contrastanti: Rosanna Milite, titolare di Business Consulting “Alcuni buyer
– e le Aziende che rappresentano- sono realtà nuove, troppo piccole, si affacciano
adesso nel mercato”. Molto positiva l’impressione di Donato Montanino,
direttore commerciale Estero di Aerre Cucine del gruppo Anastasio:“La difficoltà
delle aziende è proprio quella di riuscire a creare contatti, perché questo
richiede spese, investimenti molto elevati soprattutto quando si lavora
con l’estero. Non ci sono fondi, finanziamenti a favore della cooperazione internazionale,
del marketing territoriale. Quindi ben venga quando una Camera di commercio
organizza un evento di questa portata, porta i buyer nel nostro paese, organizza
gli incontri a costo zero. Noi i risultiamo li stiamo già tastando e sono convinto
che, soprattutto con i paesi del mediterraneo (Marocco, Tunisia , Algeria),
il mio settore – legno/arredo- avrà ottime possibilità di crescita ”. (Inform)