INFORM - N. 198 - 27 ottobre 2009
IMPRENDITORIA
XXIV Convegno annuale dei Giovani imprenditori di Confindustria a Capri il
30 e il 31 ottobre
I giovani industriali siciliani al governo nazionale:
“Non ci sia solo l’Expo. La nostra Cina è la Riva sud del Mediterraneo”
“Finanziare infrastrutture e l’hub logistico del Mare
Nostrum per rilanciare tutto il Mezzogiorno”
PALERMO – “Lo scorso mese di maggio a Catania i Giovani
imprenditori di Confindustria, con in testa il presidente Federica Guidi, avevano
chiesto al governo nazionale un ‘piano Marshall’ capace di fare superare al
Mezzogiorno d’Italia la grave crisi economica e il gap infrastrutturale che
ne frena lo sviluppo. Nel corso del convegno annuale di Capri del 30 e 31 ottobre
prossimi, sul tema ‘Mediterraneo: dall’Europa al Golfo, la rotta verso nuovi
orizzonti’, i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia ribadiranno al governo
che non può avere in agenda solo l’Expo di Milano e le sia pure gravi emergenze
nazionali. Anche lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno è un’emergenza
nazionale, da cui dipende la possibilità di intraprendere un percorso di ripresa
economica del Paese”.
Lo dichiarano
Gianluca Gemelli e Giorgio Cappello, rispettivamente vicepresidente nazionale
e presidente siciliano dei Giovani imprenditori di Confindustria, i quali individuano
nelle economie del Mediterraneo l’unica vera meta su cui le imprese del Sud
Italia possano puntare con forti capacità competitive, purché la Sicilia diventi un “hub logistico
in zona franca” per intercettare e lavorare le materie prime in transito da
destinare ai mercati europei.
“Per noi imprenditori del Sud Italia – dicono Gemelli
e Cappello - la ‘Cina’ possibile è la Riva Sud del Mediterraneo. Abbiamo però bisogno
di una politica economica nazionale che ci accompagni e sostenga, per non perdere
questa opportunità verso la quale siamo già in ritardo. Infatti, queste economie
in rapida ascesa e dotate di grandi potenzialità nella ricerca e nell’innovazione
sono già da tempo oggetto di interesse dei fondi dell’Est Asiatico alla ricerca
di nuove aree di investimento”.
“Confindustria Sicilia – osservano Gemelli e Cappello
– con le sole forze dei suoi imprenditori ha già stretto importanti accordi
economici con la Foi
(la Confindustria
maltese), e con i governi di Malta, Egitto, Tunisia e Marocco, che condividono
con noi l’esigenza di un progetto di crescita integrato fra le società multiculturali
che si affacciano al Bacino per dare vita ad uno sviluppo comune. Tant’è che
il ministro dell’Industria, del Commercio e delle Nuove tecnologie del Marocco,
Ahmed Reda Chami, sabato parteciperà su nostro invito alla prima sessione dei
lavori di Capri. Forti di queste esperienze, aderiremo con entusiasmo alla proposta
di un Comitato dei Giovani imprenditori del Mediterraneo. Ma i governi del Sud
del Mediterraneo e i nostri partner esteri ci obiettano che i collegamenti diretti
sono carenti o inesistenti e che agli alti costi di trasporto si aggiungono
quelli proibitivi del regime fiscale e del lavoro”.
“L’innovativo progetto di Confindustria – concludono
Gemelli e Cappello – che - basandosi su integrazione sostenibile, sostenibilità
ambientale, governance locale e mobilità di persone e merci - pone la Sicilia come testa di ponte
di un Mezzogiorno produttivo lanciato verso i Paesi rivieraschi, ha bisogno
di essere sostenuto dal governo con una adeguata dotazione di infrastrutture,
con norme eccezionali sul costo del lavoro e sul piano fiscale che rendano competitive
le nostre aziende, con incentivi per investire sulle risorse umane e sull’innovazione
tecnologica. Il complesso progetto di riforme in atto (federalismo, burocrazia,
mercato del lavoro) deve coinvolgere le Regioni e il sistema del credito, non
ultima la futura Banca del Mezzogiorno. Le risorse dei fondi strutturali e dei
fondi Fas devono potere essere impiegate con una vera progettualità infrastrutturale.
E’ stata proprio la carenza progettuale del passato a vanificare un impiego
virtuoso delle risorse”. (Inform)
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