CONVENTION CAMERE DI COMMERCIO
ITALIANE ALL’ESTERO
CCIE intermediarie di fiducia
Intervista a Leonardo Simonelli,
Presidente della Camera di Commercio Italiana di Londra
SALERNO – “Il lavoro delle Camere di
Commercio Italiane all’Estero ha dimostrato l’importanza strategica delle Camere
come intermediarie di fiducia. Gli imprenditori italiani, che all’estero hanno
fatto bene, possono e devono fare da tramite, da sostegno per incentivare
la collaborazione di lungo periodo con le aziende estere”. Così esordisce Leonardo
Simonelli, presidente della Camera di Commercio Italiana
di Londra, in una lunga intervista a margine dei lavori della XVIII Convention
mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, in svolgimento a Salerno
fino a domani 28 ottobre.
Leonardo Simonelli,
da oltre 15 anni ai vertici della CCIE di Londra, e da altrettanti membro dei
diversi Consigli Assocamerestero, da ieri è vice presidente
di Assocamerestero.
“C’è la consapevolezza che fare
affari è difficile ovunque, ma questa difficoltà - osserva Simonelli - all’estero è ancora più evidente. Questo perché
bisogna conoscere bene il territorio nel quale si lavora. Non vale più la pena
di fare ‘toccate e fuga’. E’ necessario per le imprese cercare delle alleanze
che permettano una comprensione delle regole del territorio in cui si opera”.
Il ruolo delle Camere di Commercio
risulta essenziale in questo senso, come afferma lo stesso Simonelli,
aggiungendo che “le Camere sono ben inserite nei territori dove si trovano;
addirittura ne fanno parte. Loro stesse cercano delle alleanze con il sistema
camerale del paese dove si trovano. Cito Londra perché è la realtà che
conosco meglio. Le Camere di Commercio sono intermediarie di fiducia,
In Italia forse adesso abbiamo perso un pò il senso
e l’importanza di questo lavoro. Non ci crediamo fino in fondo. Dobbiamo ritornare
a crederci”.
Investire in Italia non è facile e
lo evidenzia il presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra ricordando
che “spesso i passaggi burocratici sono incomprensibili. Specialmente per le
aziende che sono abituate a operare in Paesi dove l’investimento risulta al
contrario incoraggiato. In Italia la presenza di diversi enti che si sovrappongono
rendono tutto più complicato e incomprensibile per gli imprenditori”.
L’importanza delle piccole e medie
imprese per l’economia del nostro Paese è un fatto, e favorire il processo di
internazionalizzazione di queste imprese è uno degli obiettivi principali
delle CCIE. “Quello che può essere considerato un handicap delle piccole imprese
- cioè il non essere sufficientemente strutturate - è al tempo stesso
un punto di forza perché le rende più flessibili. Ma è di vitale importanza
per le piccole realtà l’alleanza. Se in Italia l’importanza dell’alleanza, cioè
l’importanza di fare sistema, è stata recepita fino a un certo punto, molto
si deve fare perché ciò avvenga anche all’estero; la piccola azienda deve trovare
un partner che la sostenga soprattutto all’estero”. ( Inform )