INFORM - N. 198 - 27 ottobre 2009


CONVENTION CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO

CCIE intermediarie di fiducia

Intervista a Leonardo Simonelli, Presidente della Camera di Commercio Italiana di Londra

 

SALERNO – “Il lavoro delle Camere di Commercio Italiane all’Estero ha dimostrato l’importanza strategica delle Camere come intermediarie di fiducia. Gli imprenditori italiani, che all’estero hanno fatto bene, possono e devono fare da tramite, da sostegno  per incentivare la collaborazione di lungo periodo con le aziende estere”. Così esordisce Leonardo Simonelli, presidente della Camera di Commercio Italiana di Londra, in una lunga intervista a margine dei lavori della XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, in svolgimento a Salerno fino a domani 28 ottobre.

Leonardo Simonelli, da oltre 15 anni ai vertici della CCIE di Londra, e da altrettanti membro dei diversi Consigli Assocamerestero, da ieri è vice presidente di Assocamerestero.

“C’è  la consapevolezza che fare affari è difficile ovunque, ma questa difficoltà - osserva Simonelli - all’estero è ancora più evidente. Questo perché bisogna conoscere bene il territorio nel quale si lavora. Non vale più la pena di fare ‘toccate e fuga’. E’ necessario per le imprese  cercare delle alleanze che permettano una comprensione delle regole del territorio in cui si opera”.

Il ruolo delle Camere di Commercio risulta essenziale in questo senso, come afferma lo stesso Simonelli, aggiungendo che “le Camere sono ben inserite nei territori dove si trovano; addirittura ne fanno parte. Loro stesse cercano delle alleanze con il sistema camerale del paese dove si trovano. Cito Londra perché  è la realtà che conosco meglio. Le Camere di Commercio sono intermediarie  di fiducia, In Italia forse adesso abbiamo perso un pò il senso e l’importanza di questo lavoro. Non ci crediamo fino in fondo. Dobbiamo ritornare a crederci”.

Investire in Italia non è facile e lo evidenzia il presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra ricordando che “spesso i passaggi burocratici sono incomprensibili. Specialmente per le aziende che sono abituate a operare in Paesi dove l’investimento risulta al contrario incoraggiato. In Italia la presenza di diversi enti che si sovrappongono rendono tutto più complicato e incomprensibile per gli imprenditori”.

L’importanza delle piccole e medie imprese per l’economia del nostro Paese è un fatto, e favorire il processo di internazionalizzazione di queste imprese  è uno degli obiettivi principali delle CCIE. “Quello che può essere considerato un handicap delle piccole imprese - cioè il non essere sufficientemente strutturate -  è al tempo stesso un punto di forza perché le rende più flessibili. Ma è di vitale importanza per le piccole realtà l’alleanza. Se in Italia l’importanza dell’alleanza, cioè l’importanza di fare sistema, è stata recepita fino a un certo punto, molto si deve fare perché ciò avvenga anche all’estero; la piccola azienda deve trovare un partner che la sostenga  soprattutto all’estero”. ( Inform )

 


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