CONVENTION
CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO
Il ruolo delle istituzioni nelle sfide del mercato globale.
A confronto aziende e istituzioni
Interventi del presidente Ice
Umberto Vattani e del sottosegretario agli Esteri
Vincenzo Scotti
SALERNO - La mattinata della giornata pubblica della
XVIII Convention mondiale delle Canmere di Commercio
(CCIE) in svolgimento dal 24 e fino al 28 ottobre si è conclusa con la sessione
di lavoro dal titolo “Le domande delle imprese ed il ruolo delle istituzioni
nelle sfide del mercato globale” Ovvero: le nuove sfide poste alle imprese dal
mercato a seguito della crisi internazionale riportano al ruolo determinante
che le istituzioni nazionali, locali e i soggetti del territorio devono garantire
alle singole imprese attraverso politiche adeguate che rivolgano una particolare
attenzione alle PMI. E’ su questo filo conduttore che si è animato il
dibattito.
Umberto Vattani, presidente
Ice, ha ribadito l’impegno e il sostegno alle imprese. Infatti
l’Ice rivolge da tempo la propria attenzione alle
aziende italiane interessate ad insediarsi in nuovi territori, promuovendo incontri
B2b: “Vorrei prima di tutto ringraziare il presidente Pollastri e il presidente
Augusto Strianese per questo invito. Di fronte alla
crisi attuale la riflessione non può non partire da un confronto tra noi
dell’Ice, le Camere di Commercio e il Sistema delle
banche.
L’obiettivo tra noi e le Camere di Commercio è quello
di individuare i settori nei quali il rendimento è maggiore e dove c’è più bisogno
di un’azione congiunta, per mettere in piedi progettualità da presentare al
sistema bancario che deve cominciare ad essere più aperto nei confronti delle
imprese. Sinergia è la parola che corrisponde alle esigenze di tutti”.
Enzo Scotti, sottosegretario agli Affari Esteri ha sottolineato
che “il sostegno al sistema italiano all’estero è il risultato di una
azione molto articolata che chiama in causa molti soggetti che devono essere
capaci di giocare in squadra”. I problemi, quindi, in questo momento di crisi,
non sono solo quelli commerciali : la crisi da spunti di riflessione. Secondo
il sottosegretario “necessari sono gli accordi tra chi gestisce le relazioni
estere del nostro Paese e chi si occupa, giorno dopo giorno del sistema produttivo
italiano nei mercati globali. E’ dall’insieme dell’azione, concertata
ed organizzata della diplomazia, della politica estera italiana, del sistema
delle camere di Commercio, degli imprenditori, delle università, delle banche
che si raggiunge un determinato obiettivo”. Il sottosegretario Enzo Scotti ha
sottolineato, poi, l’importanza della coesione perché in questo momento, nel
contesto mondiale, il problema di un Paese diviene il problema di tutti.
L’Italia lavora bene in questa direzione, dimostrazione ne sono il G8, il G20.
E’ La capacità che i Paesi industriali hanno avuto in questi importanti contesti
di fronteggiare in modo coordinato gli effetti disastrosi della crisi e
di intervenire con posizioni di coordinamento che si deve veicolare l’azione,
dal contenimento della crisi alla ripresa e allo sviluppo. “Le due grandi sfide
sul settore dell’integrazione sono partite: America Latina e Mediterraneo.
Dobbiamo lavorare su questa strada per un futuro più fruttuoso”.
Il dibattito era stato aperto da Luca Rosamilia, responsabile Commerciale Water Consulting Srl, ha aperto il dibattito presentando la sua
azienda nata nel ‘96, specializzata nel trattamento delle acque, esclusivista
su molti prodotti. “Abbiamo la possibilità di intraprendere, e lo stiamo
già facendo, un interessante percorso nell’internazionalizzazione con
il supporto delle CCIE ed delle aziende speciali- Promo Firenze e Vicenza qualità
– che hanno permesso di valutare la strada migliore da intraprendere per organizzare
una missione imprenditoriale in India conclusasi un mese fa. Abbiamo così
avuto la possibilità di incontrare venti aziende molto importanti in modo da
avere un quadro più chiaro dei possibili scenari futuri. L’internazionalizzazione,
per un’azienda come la nostra, rappresenta una sfida, un momento di crescita
che, con l’aiuto delle CCIE ci consente più facilmente di entrare nei mercati
esteri. Importante è un affiancamento continuo tra le parti, sviluppare un mercato
all’estero, un mercato solido. Inizio di un nuovo percorso ”.
Intervenuto Giuseppe Castagna, responsabile Corporate
Relationship Management Banca Intesa : “Forse le banche non
stanno facendo abbastanza per il rilancio delle imprese sul mercato italiano,
in questo delicatissimo momento in cui anche il modello insurcing
deve essere rivalutato. La risposta che gli istituti di credito intendono dare
a tutte quelle aziende che vogliono resistere sul mercato (e che rappresentano
il 54% delle medie imprese italiane) è un adeguato supporto attraverso importanti
sostegni finanziari”.
Giancarlo Lanna, presidente
Simest, finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese
italiane all’estero ha detto: “Partirei dall’accordo sottoscritto con il Presidente
Pollastri, cioè creare una sinergia tra la nostra Azienda e le CCIE,
nel convincimento che le stesse continuano a rappresentare un tassello importante
di questo mosaico di soggetti che si muovono sul piano dell’internazionalizzazione
a sostegno del Made in Italy nel mondo. Questo accordo
ha dato i suo frutti con la valorizzazione dei nostri prodotti e l’apertura
di una serie di canali preferenziali che rappresentano per noi un sostanziale
aiuto e un elemento importante per continuare una politica di espansione”.
In questo scenario le risorse ci sono. Secondo il presidente Simest:
“va qualificata la spesa attraverso un sistema che consenta alle imprese
di andare ad operare sui mercati internazionali” .Pensiero condiviso da Edoardo
Imperiale,direttore generale Città della Scienza “Questo significa andare a
creare delle reti di cooperazioni, azioni congiunte sviluppate nel medio-lungo periodo”. Le strutture finanziarie sono un punto
cardine in tutto questo panorama. Tra le leve di competitività bisogna puntare
essenzialmente su determinati settori strategici come quello tecnologico.
La conclusione del dibattito ha coinciso con le conclusioni
della mattinata tenute da Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo Economico.
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