INFORM - N. 197 - 26 ottobre 2009


CONVENTION CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO 

Il ruolo delle istituzioni nelle sfide del mercato globale. A confronto aziende e istituzioni

Interventi del presidente Ice Umberto Vattani e del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti

 

SALERNO - La mattinata della giornata pubblica della XVIII Convention mondiale delle Canmere di Commercio (CCIE) in svolgimento dal 24 e fino al 28 ottobre si è conclusa con la sessione di lavoro dal titolo “Le domande delle imprese ed il ruolo delle istituzioni nelle sfide del mercato globale” Ovvero: le nuove sfide poste alle imprese dal mercato a seguito della crisi internazionale riportano al ruolo determinante che le istituzioni nazionali, locali e i soggetti del territorio devono garantire alle singole imprese attraverso politiche adeguate che rivolgano una particolare attenzione alle PMI.  E’ su questo filo conduttore che si è animato il dibattito.

Umberto Vattani, presidente Ice, ha ribadito l’impegno e il sostegno alle imprese. Infatti l’Ice rivolge da tempo la propria attenzione alle aziende italiane interessate ad insediarsi in nuovi territori, promuovendo incontri B2b: “Vorrei prima di tutto ringraziare il presidente Pollastri e il presidente Augusto Strianese per questo invito. Di fronte alla crisi attuale la riflessione non può non partire da un confronto tra  noi dell’Ice, le Camere di Commercio e il Sistema delle banche.

L’obiettivo tra noi e le Camere di Commercio è quello di individuare i settori nei quali il rendimento è maggiore e dove c’è più bisogno di un’azione congiunta, per mettere in piedi progettualità da presentare al sistema bancario che deve cominciare ad essere più aperto nei confronti delle imprese. Sinergia è la parola che corrisponde alle esigenze di tutti”.

Enzo Scotti, sottosegretario agli Affari Esteri ha sottolineato che “il sostegno al sistema italiano all’estero è il risultato di una  azione molto articolata che chiama in causa molti soggetti che devono essere capaci di giocare in squadra”. I problemi, quindi, in questo momento di crisi, non sono solo quelli commerciali : la crisi da spunti di riflessione. Secondo il sottosegretario “necessari sono gli accordi tra chi gestisce le relazioni estere del nostro Paese e chi si occupa, giorno dopo giorno del sistema produttivo italiano nei mercati globali. E’ dall’insieme dell’azione,  concertata ed organizzata della diplomazia, della politica estera italiana, del sistema delle camere di Commercio, degli imprenditori, delle università, delle banche che si raggiunge un determinato obiettivo”. Il sottosegretario Enzo Scotti ha sottolineato, poi, l’importanza della coesione perché in questo momento, nel contesto mondiale,  il problema di un Paese diviene il problema di tutti. L’Italia lavora bene in questa direzione, dimostrazione ne sono il G8, il G20.  E’ La capacità che i Paesi industriali hanno avuto in questi importanti contesti di fronteggiare in modo coordinato gli effetti disastrosi della crisi e  di intervenire con posizioni di coordinamento che si deve veicolare l’azione, dal contenimento della crisi alla ripresa e allo sviluppo. “Le due grandi sfide sul settore dell’integrazione sono partite: America Latina e  Mediterraneo.  Dobbiamo lavorare su questa strada per un futuro più fruttuoso”.

Il dibattito era stato aperto da Luca Rosamilia, responsabile Commerciale Water Consulting Srl, ha aperto il dibattito presentando la sua azienda nata nel ‘96, specializzata nel trattamento delle acque, esclusivista su molti prodotti.  “Abbiamo la possibilità di intraprendere, e lo stiamo già facendo,  un interessante percorso nell’internazionalizzazione con il supporto delle CCIE ed delle aziende speciali- Promo Firenze e Vicenza qualità – che hanno permesso di valutare la strada migliore da intraprendere per organizzare una missione imprenditoriale in India conclusasi un mese fa.  Abbiamo così avuto la possibilità di incontrare venti aziende molto importanti in modo da avere un quadro più chiaro dei possibili scenari futuri. L’internazionalizzazione, per un’azienda come la nostra, rappresenta una sfida, un momento di crescita che, con l’aiuto delle CCIE ci consente più facilmente di entrare nei mercati esteri. Importante è un affiancamento continuo tra le parti, sviluppare un mercato all’estero, un mercato solido. Inizio di un nuovo percorso ”.

Intervenuto Giuseppe Castagna, responsabile Corporate Relationship Management Banca Intesa : “Forse le banche non stanno facendo abbastanza per il rilancio delle imprese sul mercato italiano, in questo delicatissimo momento in cui anche il modello insurcing deve essere rivalutato. La risposta che gli istituti di credito intendono dare a tutte quelle aziende che vogliono resistere sul mercato  (e che rappresentano il 54% delle medie imprese italiane) è un adeguato supporto attraverso importanti sostegni finanziari”.

Giancarlo Lanna, presidente Simest, finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero ha detto: “Partirei dall’accordo sottoscritto con il Presidente Pollastri, cioè creare una sinergia  tra la nostra Azienda e le CCIE,  nel convincimento che le stesse continuano a rappresentare un tassello importante di questo mosaico di soggetti che si muovono sul piano dell’internazionalizzazione a sostegno del Made in Italy nel mondo. Questo accordo ha dato i suo frutti con la valorizzazione dei nostri prodotti e l’apertura di una serie di canali preferenziali che rappresentano per noi un sostanziale aiuto e un elemento importante per continuare una politica di espansione”.  In questo scenario le risorse ci sono. Secondo il presidente Simest: “va qualificata la spesa attraverso un sistema che consenta alle imprese  di andare ad operare sui mercati internazionali” .Pensiero condiviso da Edoardo Imperiale,direttore generale Città della Scienza “Questo significa andare a creare delle reti di cooperazioni, azioni congiunte sviluppate nel medio-lungo periodo”. Le strutture finanziarie sono un punto cardine in tutto questo panorama. Tra le leve di competitività bisogna puntare essenzialmente su determinati settori strategici come quello tecnologico.

La conclusione del dibattito ha coinciso con le conclusioni della mattinata tenute da Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo Economico. (Inform)

 

 


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