INFORM - N. 197 - 26 ottobre 2009


FRONTALIERI

Sullo scudo fiscale una interrogazione dl Gianni Farina (Pd) al ministro dell’Economia

 

ZURIGO - In merito allo Scudo fiscale varato dal Governo, Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, ha raccolto l'appello del Consigli sindacali interregionali e di migliaia di lavoratrici e lavoratori frontalieri ed ha rivolto al ministro dell’Economia e delle Finanze attraverso una interrogazione parlamentare, ha chiesto l'intervento urgente e chiarificatore del ministro dell'Economia e delle Finanze sul problema che coinvolge la comunità dei frontalieri.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

Al ministro dell’Economia e delle Finanze.

“Per sapere – premesso che:

Per l’ennesima volta, le lavoratrici e i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, si trovano coinvolti in problematiche che rendono sempre precario e difficile lo svolgimento della loro attività lavorativa all’estero.

Ci riferiamo alla concreta applicazione del cosiddetto “scudo fiscale”: voci sempre più insistenti ( pur se non ufficiali ), sostengono che anch’essi  debbano ottemperare  alle disposizioni del monitoraggio fiscale e dello stesso scudo.

La sensazione diffusa è da un lato che non sia stata adeguatamente considerata  la loro fattispecie ma più ancora che le lavoratrici e i lavoratori frontalieri italiani siano da taluni considerati alla stregua di  chi ha esportato illegalmente capitali verso l’estero.

Come dimenticare che essi, in realtà, contribuiscono ad incrementare la ricchezza nazionale dell’Italia sia con le rimesse derivate dai guadagni realizzati nel paese in cui lavorano, sia attraverso i ristorni fiscali ai comuni di residenza così come previsto dall’accordo italo-elvetico risalente al 1974.

Recenti notizie di stampa in Canton Ticino testimoniano di un clima esacerbato verso l’Italia  e di riflesso anche verso i frontalieri e parlano anche di propositi di reazioni contro l’Italia per modificare l’accordo sui ristorni .

Va pure segnalato che i frontalieri sono obbligati all’apertura di un conto corrente bancario in Svizzera richiesto loro dai datori di lavoro per il versamento della retribuzione che loro spetta.

Se il competente ministero intenda e con la massima urgenza, far conoscere quale sia la volontà dell’amministrazione finanziaria nei confronti dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera e che anche ad essi - come già accaduto per altri contribuenti italiani, quali i cittadini di Campione d’Italia e coloro che lavorano presso organismi comunitari - venga riconosciuto l’esonero sia dello scudo che del monitoraggio fiscale”.  (Inform)

 


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