INFORM - N. 197 - 26 ottobre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Due imprenditori italiani sequestrati a Caracas

Iannoto e Aremellin erano venuti dall’Italia a supervisionare l’impresa di buste di plastica. Valter Borgi č stato liberato a Valencia dopo 6 giorni di sequestro

 

CARACAS – Un altro sequestro a Caracas. Le vittime sono due italiani proprietari di una fabbrica che produce buste di plastica.

Erano venuti in Venezuela, come tutti gli anni, per controllare il lavoro della fabbrica che ha sede nella parte industriale di Charallave (stato Miranda). Walter Iannoto, 80 anni, e Roberto Aremellin, 48 anni, sono stati prelevati dalla casa in cui soggiornavano nella strada 6 di Colinas de Vista Alegre il 21 ottobre scorso da un gruppo di delinquenti armati.

Sia il direttore della polizia Cicpc Wilmer Flores Trosel che fonti del ministero degli Esteri italiano hanno confermato la notizia del sequestro.

L’automobile Nissan nero, che era utilizzata dagli imprenditori, č stata trovata sull’Autostrada regionale del Centro ed oggi č nelle mani della polizia scientifica che sta indagando sul caso.

Dopo la scomparsa dei due uomini, i loro familiari hanno ricevuto una chiamata che li avvisava del sequestro. Poi il silenzio. Non hanno piů ricevuto notizie. L’ultima persona che ha visto le vittime č stato il nipote di uno dei due che li accompagnati da Charallave  all’autostrada Francisco Fajardo. Ianotto era emigrato in Venezuela vari anni fa dove aveva fondato un’impresa di trasporti. Poi era tornato in Italia.

Mentre un commerciante italiano č stato liberato la notte tra mercoledě e giovedě scorso dopo uno scontro a fuoco fra i funzionari della polizia e della Cicpc e i sequestratori a la Quizanda, vicino Valenzia. Il capo del gruppo Antisequestro (Gaes), Edgar de Jesús García, aveva reso noto che i delinquenti avevano sequestrato Valter Borgi, 44 anni, il 16 ottobre scorso quando stava uscendo dal suo domicilio in Mańongo.

I sequestratori avevano obbligato la vittima ad entrare in macchina minacciandolo di morte la vittima  Dopo varie ore i delinquenti avevano telefonato alla famiglia del commerciante chiedendo 1 milione e 500 mila Bs F di riscatto. (Voce d’Italia/Inform)

 


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