INFORM - N. 196 - 23 ottobre 2009


LA SCOMPARSA DI GIULIANO VASSALLI

Napolitano: “Una delle maggiori personalità della vita politica e culturale dell'Italia repubblicana”.

Frattini: “L’Italia perde una figura prestigiosa della sua storia”

 

ROMA – Scomparso Giuliano Vassalli, 94 anni, ex ministro di Grazia e Giustizia e presidente emerito della Corte costituzionale. La morte è avvenuta a Roma il 21 ottobre, ma per volontà dei familiari la notizia è stata diffusa solo a funerali avvenuti.

Perugia era la sua città natale, A Roma si era laureato nel 1936. Nel 1943 era entrato nella Resistenza romana e nella giunta militare del Comitato di liberazione nazionale. Nel 1944 aveva  aiutato Sandro Pertini e Giuseppe Saragat a evadere dal carcere di Regina Coeli. Preso dai nazisti nell'aprile del 1944 fu portato a Via Tasso dove subì la tortura. Fu liberato per intercessione di Pio XII, alla vigilia dell'arrivo a Roma delle forze armate angloamericane il 4 giugno 1944.

Fu consigliere comunale e capogruppo del Partito Socialista italiano a Roma negli anni ‘60.

Negli anni ’70 e ’80 fu deputato, senatore e capogruppo parlamentare. Ministro di Grazia e Giustizia nel governo Goria, nel governo De Mita, nel governo Andreotti. Fu candidato dal Psi alla presidenza della Repubblica nel 1992, quando però venne eletto Oscar Luigi Scalfaro.Nel 1991 il  presidente della Repubblica Cossiga lo nominò giudice costituzionale, carica che lasciò nel 2000.

Giuliano Vassalli è stata “una delle maggiori personalità della vita politica e culturale dell'Italia repubblicana” ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “E' scomparso - ha aggiunto il capo dello Stato - con la discrezione che lo caratterizzava insieme con altre doti sempre più rare come quelle del rigore intellettuale e morale e della sobrietà dei comportamenti”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha espresso il suo cordoglio per la morte di Giuliano Vassalli, ricordandolo come “grande giurista e costituzionalista, che, prima come ministro di Grazia e Giustizia e successivamente come presidente della Corte costituzionale ha dato un fondamentale contributo alla vita politica e culturale del Paese. Con la sua scomparsa – ha aggiunto Frattini – l’Italia perde una figura prestigiosa della sua storia”. (Inform)

 

 


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