INFORM - N. 195 - 22 ottobre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

La risposta del sottosegretario Scotti sull’ipotesi di soppressione dell’ambasciata italiana in Zambia

A seguito di un’interrogazione di Evangelisti (Idv) il sottosegretario annuncia che “non verrà dato seguito alla chiusura”

 

ROMA – Il sottosegretario del Mae Enzo Scotti ha risposto ieri in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione a risposta immediata di Fabio Evangelisti (Idv) sulle modalità di riordino della rete diplomatico-consolare italiana all’estero, presentata il 20 ottobre. Il deputato dell’Idv lamentava, in particolare, l’annunciata chiusura dell’ambasciata d’Italia in Zambia – a Lusaka - che determinerebbe un’ulteriore riduzione della presenza italiana in Africa del Sud, definita da Evangelisti già scarsa. “Nel recente passato sono state chiuse, sempre in Africa, le ambasciate di Namibia e Madagascar – ha evidenziato il deputato nell’interrogazione; - tutto ciò mentre occorre rilanciare il ruolo mondiale del nostro Paese; mentre cerchiamo di accreditarci per una nuova candidatura al Consiglio di sicurezza e al Consiglio dei diritti umani; mentre, proprio durante il recente vertice G8 tenutosi a L’Aquila, è stata ribadita una maggiore attenzione verso il continente africano”.

Chiudendo la sede di Lusaka, Evangelisti segnala che l’Italia sarebbe “l’unico Paese del G8 a non avere una rappresentanza diplomatica in un’area strategica come lo Zambia” e chiede quindi se “il governo intenda prevedere l’integrale ricollocazione delle risorse umane già impiegate nelle sedi all’estero e il congelamento della lista relativa alla prevista chiusura di ulteriori sedi diplomatiche al fine di evitare che la riorganizzazione della rete si traduca in minori servizi per le imprese e i cittadini italiani”.

Il sottosegretario Scotti ha ricordato nella sua risposta che le prime tre fasi di riorganizzazione della rete consolare, determinati dagli obiettivi di risparmio previsti nella legge finanziaria del 2007, e la riflessione attuale sul tema sono state effettuate comunque “nella prospettiva di rafforzare ulteriormente la tutela e la promozione degli interessi italiani, soprattutto nei Paesi emergenti, pur salvaguardando e razionalizzando i servizi rivolti all’utenza”.

In merito a questo nuovo ripensamento della presenza italiana all’estero, egli ha ricordato che “il piano preliminare di razionalizzazione è stato messo a punto sulla base di un’approfondita analisi che ha coinvolto i capi missione interessati, tenendo in debito conto, inoltre, la tutela delle nostre collettività all’estero e l’esigenza di rafforzare le risorse umane degli Uffici che riceveranno le competenze delle sedi in chiusura”.

“L'intero esercizio di razionalizzazione ed adeguamento della rete all’estero alle nuove sfide va inoltre necessariamente inquadrato nell’attuale congiuntura economica – ha aggiunto Scotti - e nel forte impegno al contenimento della spesa pubblica di tutta la pubblica amministrazione. In tale contesto appaiono quanto mai opportuni interventi strutturali sulla rete all’estero, via principale per garantire la migliore programmazione e gestione delle - ormai scarse - risorse umane e finanziarie disponibili”.

Il sottosegretario evidenzia che il risparmio generato da questa ulteriore razionalizzazione consentirà “nel medio periodo, un significativo recupero di risorse umane e finanziarie da «reinvestire» sulla rete diplomatico-consolare, al fine di renderla sostenibile nel suo insieme, anche alla luce di aggiornate esigenze di carattere funzionale e geopolitico, nonché per assicurare il miglior servizio possibile ai nostri concittadini e imprese”.

In questa fase preliminare del nuovo percorso che comporterà un’ulteriore riorganizzazione della rete, il sottosegretario Scotti evidenzia come l’ipotesi della chiusura dell’ambasciata italiana a Lusaka, nello Zambia, abbia suscitato “pareri fortemente discordanti e preoccupazione anche nell’ambito della società civile”. “Abbiamo pertanto ritenuto opportuno non dare seguito operativo a tale ipotesi di chiusura, - ha annunciato Scotti - come comunicato dallo stesso ministro Frattini all’omologo zambiano in un incontro informale a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite”.

“Il dibattito su Lusaka ha stimolato un’ulteriore riflessione sulla nostra presenza in quell’area geografica, - ha segnalato Scotti - finalizzata anche a prevedere l’elaborazione di ipotesi alternative e di carattere innovativo per assicurare una presenza istituzionale in Paesi privi di una nostra ambasciata ovvero, ad onere finanziario ridotto, in Paesi in cui siamo già presenti”.
Il sottosegretario ha comunque ribadito l’impegno del governo, in seguito alla risoluzione approvata il 21 luglio scorso relativa alla riconsiderazione delle modalità della ristrutturazione della rete consolare (vedi Inform n. 140 http://www.mclink.it/com/inform/art/09n14007.htm), di presentare al Parlamento un quadro complessivo della prevista razionalizzazione “non appena completato il processo di approfondimento in corso”.
Evangelisti, pur dichiarandosi soddisfatto circa la sospensione della chiusura della sede di Lusaka, ribadisce tuttavia il permanere di un diffuso malcontento circa la riorganizzazione della rete consolare. (V.P.- Inform)


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