FRONTALIERI
Franco Narducci (Pd): “Lo scudo
fiscale minaccia il lavoro transfrontaliero”
ROMA - “Ci risiamo! Ancora una volta una legge dello
Stato italiano colpisce in modo deplorevole un rilevante numero di cittadini,
poiché durante il suo iter di approvazione non sono state valutate gli effetti
e le ripercussioni che avrebbe avuto su una significativa parte di popolazione”.
“Stiamo parlando - spiega Franco Narducci,
deputato del Pd eletto in Europa e residente in Svizzera - delle lavoratrici
e dei lavoratori frontalieri che quotidianamente o settimanalmente varcano il
confine con
Una consistenza destinata ad accrescersi per effetto
della mobilità occupazionale e delle disposizioni di legge per l'accesso al
mercato del lavoro elvetico, frutto degli accordi bilaterali stipulati con l'Unione
Europea e relativa introduzione della libera circolazione delle persone e alle
facilitazioni in materia di permessi di residenza: si può essere frontalieri
pur essendo domiciliati a Palermo, Roma, o Berlino.
La conversione del decreto legge 3 agosto 2009, n. 103,
recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del
Lo scudo fiscale - approvato fra mille polemiche dal
Parlamento italiano - pone molti interrogativi ai lavoratori frontalieri che,
come accade ovunque, hanno un conto salario in una banca svizzera sul quale
il datore di lavoro versa la retribuzione dovuta. Spesso il predetto conto resta
acceso per custodire i risparmi messi faticosamente da parte, anche ad attività
lavorativa terminata.
L'Agenzia, nell'ambito dell'azione di contrasto agli
illeciti finanziari internazionali, ha inviato dunque circa 40 mila comunicazioni
a contribuenti che negli ultimi cinque anni sono stati iscritti all'Anagrafe
degli italiani residenti all'estero.
Il questionario allegato alla comunicazione, oltre a
richiamare alcuni specifici obblighi di
La lotta all'evasione e agli illeciti finanziari è sacrosanta
ma qui non stiamo parlando di persone che hanno trovato rifugio nei paradisi
fiscali, bensì di persone che per decenni hanno attraversato il confine (in
molti casi in condizioni di traffico e climatiche durissime, basti pensare ai
passi alpini), trovando un impiego nell'edilizia, nella costruzione di strade
e tunnel, o in fabbrica. Sono cittadini che hanno regolarmente pagato le tasse
in Svizzera - come disposto dagli accordi sulla doppia imposizione fiscale -
ed hanno contribuito, va detto al loro merito, a sviluppare l'economia dei Paesi
di confine evitando anche lo spopolamento di interi comuni. Questa distinzione
è doverosa e va fatta.
Concludendo Narducci si rivolge
direttamente al ministro Tremonti, valtellinese e quindi ben a conoscenza di
queste problematiche: “Gli chiediamo di intervenire a fare chiarezza e ad esonerare
questi lavoratori sia dallo scudo che dal monitoraggio fiscale”. (