INFORM - N. 194 - 21 ottobre 2009


POLITICHE DI INTEGRAZIONE

Bucchino (Pd) sulla proposta dell’ora di religione islamica nelle scuole italiane

“Il pericolo non è l’interculturalità ma la separatezza”

 

ROMA – Gino Bucchino, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America settentrionale e centrale, definisce “civilissima, sensata e utile” la proposta, formulata nei giorni scorsi dal viceministro Adolfo Urso, di prevedere per gli studenti islamici l’ora di religione nelle nostre scuole.

“Si tratta certamente di una proposta complessa da un punto di vista culturale e impegnativa sul piano della realizzazione pratica. Una proposta tanto più difficile da metabolizzare – afferma Bucchino - quanto più teso si va facendo il clima di ostilità verso gli stranieri in Italia e in particolare verso quelli di matrice islamica, che oggi incarnano la seconda comunità religiosa presente nel Paese”.

Un clima di ostilità che è “alimentato da forze che non esitano quotidianamente a scambiare principi e consenso elettorale – prosegue Bucchino, sottolineando come dalla proposta sia scaturita “una divisione trasversale che attraversa schieramenti e organizzazioni e separa sensibilità e culture”. “Visto che in fondo si parla di laicità e democrazia, - afferma l’esponente Pd - ogni posizione dovrebbe essere accolta con attenzione e rispetto, evitando scomuniche e sentenze sommarie che rischiano di legittimare più una preoccupazione per la qualità della nostra convivenza civile che un avallo ad un improbabile processo di islamizzazione della nostra società”.

Bucchino tiene però a soffermarsi sulla presa di posizione relativa alla proposta avanzata da Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, il quale si è dichiarato contrario perché l’iniziativa si collocherebbe sul versante di “una società multiculturale, senza valori certi, senza identità”.

Un’affermazione – quest’ultima – “non solo discutibile in termini di principio, - afferma Bucchino -ma anche contraddittoria sul piano storico, come dimostra la vicenda di alcuni grandi paesi - ad esempio il Canada e l’Australia - considerati universalmente come riferimenti essenziali di un moderno sistema di convivenza e di sviluppo democratico”.

“Io vivo da molti anni in uno di questi Paesi, il Canada - evidenzia il deputato, - e posso testimoniare che la sua identità di società aperta e, ad un tempo, coesa si è consolidata ed è stata resa più chiara con il progredire dell’interculturalità. Essa è stata addirittura un presidio di unità nazionale, di fronte a spinte separatistiche che l’hanno seriamente investito nel recente passato”.

Per Bucchino “i valori anche morali che nascono dalla valorizzazione e dal rispetto delle singole culture, proiettate in un continuo gioco di incontro e di differenze, sono un patrimonio essenziale di civiltà e di umanità. Vivendo in un paese multiculturale, insomma, - egli aggiunge - non mi sono sentito né confinato nel ghetto della mia particolarità né impoverito come persona, ma arricchito e più certo dei miei doveri di responsabilità e di convivenza verso gli altri”.

L’esponente Pd domanda quindi a Casini se si possa sperare che anche “l’Italia presto o tardi possa lasciarsi alle spalle il senso di una’identità inamovibile e il suo spirito di separatezza e aprire una fase di relazioni sociali e culturali che consenta ad ognuno di ricevere quanto gli è dovuto sul piano culturale e religioso, non meno che su quello sociale”. (Inform)  


Vai a: