MADE IN ITALY
Il ministro delle Politiche agricole, alimentari
e forestali in visita negli Stati Uniti
Luca Zaia: “Felice di poter conoscere ed
entrare in diretto contatto con la comunità italiana negli USA”
NEW YORK - Promozione del Made in Italy, ricerca delle strategie da approntare per tutelare e diffondere le nostre produzioni agroalimentari, difesa dei consumatori dai prodotti, sempre più spesso spacciati per Italiani, il cosiddetto Italian sounding, e altro nell'agenda del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia in visita ufficiale negli Stati Uniti. Oltre ad incontri politici con i colleghi Americani del settore agroalimentare, il Ministro si cimenterà, altresì, in una specie di “personal shopper” degli Americani illustrando loro come evitare le trappole commerciali in agguato nei supermercati USA, che spacciano per italiani prodotti di imitazione che nulla hanno a che vedere con la qualità dei nostri prodotti. Spiegherà, inoltre, come combattere l'agropirateria a livello mondiale e come garantire la sicurezza dei consumatori. Di sicuro, nel corso della sua visita negli States, il Ministro non perderà l'occasione di essere il miglior “Public Relations” della bontà dei nostri prodotti agroalimentari, della nostra cucina e del nostro vino.
Al Ministro abbiamo posto alcune domande:
Nonostante
poche eccezioni, come il settore viticolo, l'Italia può considerarsi ancora
un paese agricolo?
Certamente, siamo un Paese a forte vocazione agricola e ci stiamo orientando sempre di più verso una produzione di qualità: non solo il vino, ma i nostri formaggi, le nostri carni sono famosi e apprezzati. C’è poi un altro fenomeno che mi assicura che l’Italia non perderà mai la sua vocazione agricola: i giovani italiani si stanno mostrando sempre più interessati a questo mondo e io, proprio recentemente, ho lanciato il progetto ‘Terra e i giovani’ secondo il quale l’Agenzia del Demanio cederà in affitto i terreni ai giovani agricoltori al di sotto dei 40 anni. I giovani sono il nostro futuro, e lo spirito che io vedo e sento ogni volta che incontro uno dei nostri ragazzi impegnato nei campi è unico: abbiamo una coscienza storica e delle tradizioni che dà alla nostra agricoltura fondamenta solidissime. E abbiamo persone estremamente qualificate che investono nel proprio lavoro, nelle nuove tecnologie senza dimenticare le tradizioni, nella qualità e nella sicurezza alimentare.
Il fenomeno
dell'Italian sounding, prodotti alimentari spacciati per italiani, oltre ad
incidere in negativo sulla nostra bilancia commerciale, quali pericoli comporta
per la salute dei consumatori?
Quello dell’Italian sounding è un fenomeno veramente preoccupante e vale moltissimo. Solo nel Nord America, se esistesse un forte sistema di tutele delle denominazioni d’origine dei prodotti, l’export italiano avrebbe un potenziale tre volte superiore a quello attuale. In quest’area, infatti, solo un prodotto su tre è effettivamente Made in Italy. Ma il problema non è solo economico ma anche di garanzia di sicurezza alimentare: i prodotti italiani sono sottoposti a una serie di controlli severi. Chi si fregia, senza diritto alcuno, di un nome italiano, senza garantire la stessa qualità, fa un doppio danno.
Quali
le strategie per espandere nel mondo i nostri prodotti agroalimentari e garantirne
l'originalità' e la qualità?
Il fatto che un prodotto sia etichettato Made in Italy è già in sé un ottimo motore di promozione. I consumatori, una volta avuto la possibilità di assaggiare la vera pasta italiana, o un prosciutto fatto seguendo una tradizione secolare non avrà dubbi e cercherà sempre di trovare quei sapori che solo il vero Made in Italy sa regalare. L’importante è che l’acquisto sia possibile e che il consumatore non sia ingannato con etichette poco chiare.
Per
sostenere il fabbisogno alimentare mondiale quali le iniziative in cantiere
per fronteggiare l'annoso problema della fame nel mondo e il sostanziale aumento
della popolazione sul nostro pianeta?
Il 18-20 aprile, a Cison di Valmarino in Italia si è tenuto il Primo Vertice dei Ministri dell’agricoltura dei Paesi G8. Durante l’incontro si è affrontato il problema della fame nel mondo e i Ministri presenti hanno firmato una dichiarazione conclusiva nella quale ci si è impegnati ad aumentare gli investimenti pubblici e privati nell’agricoltura sostenibile, nello sviluppo rurale e nella protezione ambientale ma anche a monitorare i fattori che possono determinare la volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, in particolare i fenomeni speculativi che tanti danni hanno creato quest’ultimo anno. Sappiamo che la popolazione mondiale nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone. Non vivranno certo di investimenti o speculazioni finanziarie, ma avranno bisogno di riso, carne, pasta, frutta e verdura: occorre aumentare la produzione e rimettere l’agricoltura al centro della politica internazionale. Se è vero che l’uomo non vive di solo pane è anche vero che senza il pane l’umanità non vive.
In ultimo,
quali sono i temi che tratterà nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti,
quali gli incontri e le finalità di questa visita?
Gli Stati Uniti sono uno dei principali mercati per il Made in Italy. Sono qui per mostrare il mio sostegno alle nostre imprese e ai nostri prodotti d’eccellenza. Il pubblico americano apprezza l’Italia e i suoi prodotti ma vorrei avere la possibilità di far sapere loro quanto sia importante non lasciarsi confondere dai prodotti 'fake' che in numero sempre crescente sono in circolazione.
Sono poi oltremodo felice di poter conoscere ed entrare in diretto contatto con la comunità italiana negli USA: vengo da una regione, il Veneto, che ha una forte storia di migrazione verso gli Stati Uniti e sono molto interessato a conoscere gli eredi di coloro che hanno per primi importato in questo Paese le tradizioni della nostra terra. Gli italo-americani del XXI secolo mantengono le proprie radici e ancora oggi conservano le tradizioni alimentari, culturali e sociali del nostro Paese, assicurando che l’Italia, i suoi prodotti e la sua cultura siano apprezzati e sinonimo di eccellenza e qualità. (Franco Corrado-Inform)