ITALIANI ALL’ESTERO
Dal senatore Di Girolamo (Pdl) una proposta di legge
per la tutela degli italiani non appartenenti alla Repubblica
La proposta prevede l’attuazione del comma 2 dell’articolo
51 della Costituzione. “Applicando questo dettato costituzionale si può restituire
dignità ai nostri connazionali che, a causa di vicissitudini nefaste, hanno
perso la cittadinanza italiana”
ROMA - “Questo progetto di legge vuole ripristinare i diritti propri dei nostri connazionali all’estero che non sono di fatto considerati tali a causa di storture normative o di percorsi storici ‘particolari’. Isole di italiani che pur essendo concittadini di fatto non possono fregiarsi di questo titolo. Cerchiamo quindi di mettere questi connazionali a tutti gli effetti nella condizione di poter usufruire appieno quello che prevede il loro status”.
Con queste parole il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, eletto nella ripartizione Europa, ha presentato, nel corso di un’incontro con la stampa specializzata presso la sede della Fondazione Italiani nel Mondo a Palazzo Patrizi Montoro, la bozza di una proposta di legge di attuazione del comma 2 dell’articolo 51 della Costituzione. Questo comma costituzionale stabilisce che “La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica”. Nella proposta di legge del senatore Di Girolamo si prevede che agli italiani non appartenenti alla Repubblica sia concesso, a parità con i cittadini italiani, l’accesso agli Istituti Italiani di Cultura, a borse di studi, a contributi, a corsi culturali, alle Università italiane e a qualsiasi scuola pubblica di ogni ordine e grado, nonché la partecipazione a premi per corsi di perfezionamento. In questo ambito viene anche stabilita l’automatica e gratuita concessione del visto d’ingresso a questi italiani non appartenenti alla Repubblica, che la bozza di legge individua nei Corsi, Nizzardi, Tendaschi, Brigaschi, Svizzeri italiani, Istriani, Fiumani, Dalmati, Maltesi, Sammarinesi, Monegaschi e cittadini vaticani. Oltre a questi gruppi sono comunque inseriti nella categoria tutelata dalla proposta normativa tutti gli emigranti ed i discendenti provenienti da territori appartenuti o appartenenti allo Stato Unitario Italiano. Dalla bozza di legge viene infine ribadita l’ammissione degli italiani non appartenenti alla Repubblica ai pubblici uffici e alle cariche elettive in un numero di posti preordinato.
“Io credo – ha aggiunto Di Girolamo - che applicando questo dettato della Costituzione si possa restituire dignità a dei nostri connazionali che hanno troppo patito. Singole realtà italiane all’estero che hanno sopportato vicissitudini nefaste, ad esempio nei paesi dell’Est europeo. Importanti comunità che, nonostante il loro spirito di collaborazione sono state costrette a rinunciare alla cittadinanza italiana. Noi come Fondazione Italiani nel Mondo –ha proseguito il senatore - stiamo lavorando per rimettere in piedi quella filiera positiva e virtuosa che vede nei 70 milioni di cittadini ed oriundi residenti all’estero una grande opportunità in un momento di crisi del sistema Italia. Loro sono quelli che parlano e vestono italiano ed hanno necessità di poter accedere alla nostra cultura. Essi sono i reali ambasciatori dell’Italia all’estero e fino ad oggi, nonostante le loro potenzialità, non sono stati utilizzati per la promozione di iniziative comuni. Una mancanza d’attenzione che li stata sempre più allontanando dalla nostra realtà e questo non va bene”.
Di Girolamo, dopo
aver sottolineato che sono allo studio mirate proposte normative in favore
di specifiche comunità italiane come ad esempio quella in Crimea, ha illustrato
gli obiettivi della Fondazione Italiani nel Mondo che si appresta ad organizzare,
presso al sua sede ricca d’arte e testimonianze storiche a due passi dal Senato,
specifici convegni sulla lingua e la cultura italiana.