INFORM - N. 193 - 20 ottobre 2009


EVENTI

A Bruxelles la prima edizione informatica de “Lo Zibaldone” di Leopardi

L’iniziativa, insieme ad una mostra fotografica dedicata al poeta, verrà presentata all’IIC nell’ambito della IX Settimana della lingua italiana nel mondo

 

BRUXELLES – In occasione della IX Settimana della lingua italiana nel mondo, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ospiterà il 22 ottobre alle ore 18.30 la presentazione di “Lo Zibaldone com’è”, la prima edizione critica informatica de “Lo Zibaldone dei Pensieri” di Giacomo Leopardi.

L’evento viene segnalato dal direttore dell’IIC Giuseppe Manica e da Dirk Vaden Berghe, docente di letteratura italiana all’Università Vrije di Bruxelles. L’edizione informatizzata è stata curata da Fiorenza Ceragioli e Monica Ballerini.

Seguirà l’inaugurazione della mostra fotografica “Omaggio a Leopardi e alla sua Recanati” di Roberto Prina Antonucci.

Fiorenza Ceragioli

Ha svolto la sua attività di ricerca prima all’Università di Firenze, poi alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Alla fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 i suoi studi di linguistica applicati al testo letterario sono apparsi nei «Rendiconti dell’Accademia Nazionale dei Lincei». Oltre ai numerosi saggi si ricorda il volume “I Canti fiorentini di Giacomo Leopardi” (Firenze, Olschki, 1981). Ha pubblicato il catalogo come curatrice scientifica della mostra “Leopardi a Pisa”(Milano, Electa, 1997) a cui è seguito “Il percorso della poesia” (Pisa, ETS, 2005). Tra i suoi studi sul Novecento si ricordano i “Canti Orfici di Dino Campana” (Firenze, Vallecchi, 1985 e Milano, Rizzoli, 1989, ora alla nona edizione), con il primo commento puntuale al testo, e l’edizione critica dei “Taccuin” di Dino Campana (Pisa, Scuola Normale Superiore, 1990), con testo fotografico a fronte. Fa parte del Consiglio di Amministrazione del Centro Nazionale di Studi Leopardiani in Recanati e del Comitato Scientifico di quel Centro.

Monica Ballerini

É professore associato di Linguistica e Linguistica testuale presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Udine. I suoi interessi scientifici, oltre che alla storia della linguistica (dove si ricordano i saggi su August Schleicher) ed alla toponomastica, si rivolgono alla linguistica testuale. In questo ultimo ambito ha pubblicato alcuni contributi sul testo poetico, sui testi brevi e sulla traduzione. Ha curato, insieme a Fabiana Fusco, un volume che raccoglie saggi di autori diversi dal titolo “Testo e traduzione: lingue a confronto” nella collana “Sprache-Identität-Kultur” edita da Peter Lang e di prossima pubblicazione. Dal 2006 fa parte del Centro Internazionale del Plurilinguismo di Udine come collaboratore scientifico e dal 2008 è membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Gramsci Toscano. Il cd edito da Zanichelli è stato dedicato da Fiorenza Ceragioli  a Emilio Peruzzi e alla memoria di Franco Foschi. Per la sua realizzazione è stato determinante il sostegno, non soltanto economico, del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Insieme al Centro Studi, hanno dato il loro patrocinio il Consiglio Nazionale delle Ricerche con un contributo finanziario, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”  di Napoli e il Soroptimist International-Club di Firenze.

Roberto Prina Antonucci

Nato a Milano nel 1940 inizia a fotografare nel  1974 dedicandosi  al reportage e allo spettacolo.  Ha partecipato a diversi concorsi aggiudicandosi i più alti riconoscimenti; recentemente apparso sulla  prestigiosa rivista americana “Photo Rewiew”. Ha collaborato nel passato con “La Stampa-Lo Specchio” dove sono stati pubblicati alcuni suoi reportages, in particolare quello relativo al “Cammino di Santiago de Compostela”. Le sue opere sono presenti  presso collezioni private, istituzioni finanziarie italiane ed estere, l’Hotel Four Seasons di Budapest e la più antica e prestigiosa galleria di Stampe e libri antichi del mondo, Sotheran’s di Londra. Dispone al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero anche in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, Lisbona, Stoccolma. I suoi scatti  in bianco e nero sulle città ci portano oltre a ciò che l’occhio umano non riesce normalmente a distinguere. (Inform)


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