INFORM - N. 191 - 16 ottobre 2009


MEMORIA

Il 16 ottobre  1943 il rastrellamento degli ebrei di Roma

Berlusconi: Ciascuno di noi ha il dovere di ricordare

 

ROMA -  “Giorno dopo giorno ciascuno di noi deve continuare ad impegnarsi per estirpare le radici dell'antisemitismo, deve rifiutare con fermezza l'inerzia di chi assiste senza reagire alle intolleranze ed alle discriminazioni. Ciascuno di noi ha il dovere di ricordare, perché la memoria della Shoah rappresenta, di generazione in generazione, la nostra memoria dolorosa e ammonitrice”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio al presidente della Comunità ebraica di Roma. Riccardo Pacifici nella ricorrenza del rastrellamento degli ebrei romani da parte dei nazisti il 16 ottobre 1943. Furono catturati 1022 ebrei romani. Due giorni dopo, in 18 vagoni piombati furono trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro tornarono: 14 uomini e 1 donna.

“Le Istituzioni, soprattutto, hanno il dovere di tramandare questo tragico ricordo” sottolinea Berslusconi. Che “forte di tale convinzione, nella consapevolezza che occorre pianificare un'azione coordinata delle attività di sensibilizzazione e di rafforzamento della memoria, in particolare rispetto ai giovani” ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, “al fine di poter individuare temi e momenti comuni di narrazione e di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico”.

“Il tempo trascorso dal 16 ottobre 1943 non attenua lo sgomento di fronte all'inaudita violenza attuata dai nazisti all'alba del terzo giorno di Succoth nei confronti di bambini, donne, uomini innocenti, cittadini di religione ebraica” si legge nel messaggio a Pacifici. “A tutti i romani che ricordano parenti e amici tragicamente perduti ed a tutti coloro che portano dentro di sé, generazione dopo generazione, il trauma profondo dell'immensa ferita inferta agli ebrei”, vanno oggi i “sentimenti di solidarietà ed affetto” del capo del Governo.  Berlusconi rivolge “un pensiero anche a quei romani che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei familiari, aiutarono tanti ebrei - amici, vicini di casa, a volta perfetti sconosciuti - a sfuggire alla deportazione, evitando loro di pagare un tributo di sangue già troppo alto”.

Berlusconi conferma a Pacifici “il massimo impegno, mio personale e dell'intero Governo, affinché la fiamma della memoria non si spenga” ed esprime alla comunità ebraica di Roma “commossa solidarietà”. (Inform)

 


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