MEMORIA
Il 16 ottobre 1943 il rastrellamento degli ebrei di Roma
Berlusconi: Ciascuno di noi ha il dovere di ricordare
ROMA - “Giorno dopo giorno ciascuno di noi deve
continuare ad impegnarsi per estirpare le radici dell'antisemitismo, deve rifiutare
con fermezza l'inerzia di chi assiste senza reagire alle intolleranze ed alle
discriminazioni. Ciascuno di noi ha il dovere di ricordare, perché la memoria
della Shoah rappresenta, di generazione in generazione, la nostra memoria dolorosa
e ammonitrice”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio
al presidente della Comunità ebraica di Roma. Riccardo Pacifici nella ricorrenza
del rastrellamento degli ebrei romani da parte dei nazisti il 16 ottobre 1943.
Furono catturati 1022 ebrei romani. Due giorni dopo, in 18 vagoni piombati furono
trasferiti ad Auschwitz. Solo 15 di loro tornarono: 14 uomini e 1 donna.
“Le Istituzioni, soprattutto, hanno il dovere di tramandare
questo tragico ricordo” sottolinea Berslusconi. Che
“forte di tale convinzione, nella consapevolezza che occorre pianificare un'azione
coordinata delle attività di sensibilizzazione e di rafforzamento della memoria,
in particolare rispetto ai giovani” ha istituito, presso
“Il tempo trascorso dal 16 ottobre 1943 non attenua lo
sgomento di fronte all'inaudita violenza attuata dai nazisti all'alba del terzo
giorno di Succoth nei confronti di bambini, donne,
uomini innocenti, cittadini di religione ebraica” si legge nel messaggio a Pacifici.
“A tutti i romani che ricordano parenti e amici tragicamente perduti ed a tutti
coloro che portano dentro di sé, generazione dopo generazione, il trauma profondo
dell'immensa ferita inferta agli ebrei”, vanno oggi i “sentimenti di solidarietà
ed affetto” del capo del Governo. Berlusconi rivolge “un pensiero anche
a quei romani che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei familiari,
aiutarono tanti ebrei - amici, vicini di casa, a volta perfetti sconosciuti
- a sfuggire alla deportazione, evitando loro di pagare un tributo di sangue
già troppo alto”.
Berlusconi conferma a Pacifici “il massimo impegno, mio
personale e dell'intero Governo, affinché la fiamma della memoria non si spenga”
ed esprime alla comunità ebraica di Roma “commossa solidarietà”. (