RASSEGNA STAMPA
Intervista
di Finanza&Mercati al ministro degli Affari Esteri
Franco Frattini: “Sfamare i Paesi poveri
è una priorità dell’Italia”
VIENNA Ricerca, innovazione e rispetto degli impegni internazionali, a partire da quelli che la comunità internazionale si è assunta nel corso del recente G8 dell’Aquila. E’ da qui che il nostro Paese deve ripartire per contribuire alla lotta alla fame e alla povertà che affligge un miliardo di persone nel mondo. A ricordarlo, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao che si celebra oggi in tutto il pianeta, è il ministro degli Affari Esteri Franco Frattini che, da Vienna, risponde a un’intervista di Finanza&Mercati.
Ministro,
secondo
«L’attenzione
dell’Italia per la sicurezza alimentare è testimoniata nei fatti dalla decisione
di tenere prima del summit dell’Aquila la riunione dei ministri dell’Agricoltura
dedicata a questo tema e allo sviluppo agricolo. All’Aquila insieme ai numerosi
Paesi africani presenti è stata adottata una Dichiarazione congiunta sulla sicurezza
alimentare che disegna una strategia condivisa focalizzata sullo sviluppo agricolo
e sullo stimolo alla produttività dell’agricoltura. E’ stato sottoscritto l’impegno
a fornire un contributo di 20 miliardi di dollari in 3 anni senza penalizzare
gli aiuti alimentari di emergenza.
Quali
sono i contributi più recenti che il nostro Paese ha dato a questa missione?
«Nel corso del 2008, l’Italia ha più che raddoppiato gli aiuti alimentari. Siamo convinti che la sicurezza alimentare sia una «global issue» di prioritaria importanza e per questo motivo è stato uno dei temi centrali della presidenza italiana del G8 che, a L’Aquila, ha consolidato un vastissimo consenso internazionale su cinque principi fondamentali: coordinamento dell’aiuto; investimento sulla base di piani nazionali definiti dai Paesi partner; approccio integrato alla sicurezza alimentare, sui due canali dell’emergenza e del sostegno alla produzione agricola e al commercio; forte ruolo e coordinamento delle organizzazioni internazionali e fornitura di risorse adeguate da canalizzare in modo coordinato ed efficiente. Ora l’Italia, che esercita la presidenza del G8 sino a dicembre, si sta adoperando affinché vengano definite le modalità di attuazione dei principi e degli impegni finanziari assunti a L’Aquila, in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, tra cui il Vertice Mondiale dell’Alimentazione che verrà ospitato dalla Fao a Roma il mese prossimo».
Quali
conseguenze avranno i tagli del programma alimentare Onu causati dalla crisi
finanziaria e che cosa faranno i Grandi della Terra per sostenere lo sviluppo
agricolo, evitando che la povertà dilaghi?
«Le stime della Fao sono preoccupanti e la risposta internazionale mi sembra adeguata per evitare il dilagare della povertà. Parlare di innovazione nella lotta contro la povertà significa porre in dovuta posizione il ruolo della ricerca agricola rafforzando le sinergie degli sforzi internazionali. L’uso di appropriati sistemi di produzione con la valorizzazione delle colture locali accanto all’uso di sistemi irrigui compatibili con le colture, l’adattamento delle produzioni e degli allevamenti ai cambiamenti climatici, sono tutte strade che vanno percorse con decisione. Con la promozione e definizione di un nuovo sistema di «governance» della sicurezza alimentare, le agenzie internazionali dovrebbero beneficiare anche di una maggiore efficacia ed efficienza delle iniziative con il conseguente uso più razionale e limitato delle risorse».
Le celebrazioni
ufficiali italiane saranno dedicate anche ai temi del cambiamento climatico
e delle bioenergie. Quali sono le proposte del nostro Paese su questi fronti
e come saranno veicolate nel corso degli approfondimenti che si terranno in
occasione della giornata dell’alimentazione?
«Il G8 dell’Aquila
ha fornito un contributo importante alla preparazione della Conferenza Onu sul
clima, prevista a Copenaghen il prossimo dicembre e nel corso della quale dovrebbe
essere raggiunto un accordo globale sulle misure per contrastare i cambiamenti
climatici. E’ stato convenuto che l’aumento della temperatura media globale
non deve superare i
Sul
fronte delle relazioni internazionali e dell’innovazione qual è e quale sarà
il ruolo dell’Italia nella lotta alla fame e alla povertà?
«Il mondo della ricerca si sta mobilitando, in connessione con gli sforzi internazionali per aumentare il coordinamento e le sinergie. Si sta andando nella direzione giusta, ma c’ è ancora molta strada da percorrere, e bisogna mobilitarsi. L’Italia in questo settore sta facendo la sua parte, promuovendo il dialogo fra i Centri di ricerca italiani (Cnr) e le reti internazionali, in primo luogo i Centri Consultivi della Ricerca Agricola (Cgiar) e il Forum Globale della Ricerca Agricola (Gfar). (Isabella Liberatori, Finanza&Mercati, 16 ottobre 2009)
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