QUIRINALE
Celebrata
Napolitano: l’esistenza di una stampa e
di una informazione pluralistiche e libere distingue la democrazia dal dispotismo
ROMA - Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale la celebrazione della "Giornata dell'Informazione", con la partecipazione dei promotori e dei vincitori dei Premi giornalistici che hanno ottenuto l'adesione della Presidenza della Repubblica. Nel corso della cerimonia sono intervenuti il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti Lorenzo Del Boca, Federico Barbiellini Amidei e il presidente della Regione Val d'Aosta, Augusto Rollandin. Nell'occasione è stato consegnato il premio dedicato alla ricorrenza a Giulio Andreotti e, per Pietro Ingrao, al figlio Guido.
"Già più
di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo
convincimento circa il carattere discriminante che l'esistenza di una stampa
e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia
dal dispotismo - ha affermato nel corso del suo intervento il presidente Giorgio
Napolitano -. E nello stesso tempo volli sottolineare come nei sistemi democratici
e costituzionali dell'Occidente ci si impegni a combinare più valori, più diritti
degni di tutela (com'è sancito d'altronde nell'articolo 10 della Convenzione
europea del 1948 sui diritti dell'uomo, Convenzione e diritti su cui vigila
e interviene
"Mi espressi in quei termini, e poi ci sono ritornato più volte, indipendentemente dal mutare, nel frattempo, del contesto politico in Italia e postulando la definizione di equilibri più soddisfacenti, con uno sguardo attento, in particolare, alla tutela della privacy, della dignità delle persone, della dignità delle Istituzioni, della riservatezza delle indagini giudiziarie, insieme - ovviamente e in primo luogo - con la tutela della libertà di informazione". Equilibri "difficili, certo, e sempre oggetto di controversie, ma a cui non si può sostituire da parte del giornalismo la sottovalutazione di limiti e di responsabilità da riconoscere e da proiettare nel proprio modo di lavorare", ha sottolineato il capo dello Stato per poi auspicare "che si vada verso un tempo di riflessione più obbiettiva ed aperta su questi temi".
Il presidente Napolitano ha aggiunto una "telegrafica postilla" a proposito del reato di vilipendio: "Per quel che riguarda l'articolo 278 del Codice penale, non toccato per altro dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa, chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa può liberamente proporne l'abrogazione. Giudichino poi icittadini che cosa è libertà di critica - e che cosa non lo è - nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori della mischia politica e mediatica".
Erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Paolo Bonaiuti, il presidente della Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Sergio Zavoli, il Presidente della FIEG Carlo Malinconico, il Presidente della FNSI Roberto Natale e rappresentanti del mondo dell'informazione. (Inform)