PARTITI
Primarie Pd: i connazionali nel mondo potranno votare on line
Pier Luigi Bersani agli italiani all’estero: Molto importante
la vostra partecipazione al voto
ROMA – Il candidato alla segreteria Pd Pier Luigi
Bersani invita gli italiani all’estero a partecipare alle primarie del 25 ottobre.
I connazionali potranno votare on line uno dei tre candidati - Franceschini,
Bersani, Marino - in corsa per la guida del partito (per il voto on line (http://votoestero.partitodemocratico.it/P0_WELCOME.aspx. Si potrà votare dalle ore 22.00 del
24 ottobre alle ore 20.00 del 25 ottobre, ora italiana. Le registrazioni si
chiuderanno alle ore 24.00 del 23 ottobre, ora italiana).
Pier Luigi Bersani in una lettera aperta agli italiani
nel mondo sottolinea l’importanza della loro partecipazione al voto e ne spiega
le ragioni.
“Grazie, prima di tutto.
Grazie a quanti hanno partecipato al congresso del PD,
un momento vero di democrazia, che, per essersi svolto all’estero, in
condizioni particolari e difficili, è stato anche un fattore di legame con l’Italia
e con la sua vita civile.
Grazie, anche, a quanti hanno voluto condividere il progetto
politico che ho messo a base della mia candidatura alla segreteria del PD, in
misura che si è rivelata percentualmente anche più ampia rispetto a quella raggiunta
in Italia (62,44%). Quel PD forte e autonomo che ho in mente, attento a farsi
fulcro di rapporti e alleanze con tutte le forze del centrosinistra e capace
di interloquire con partiti e movimenti liberal e progressisti in tutto il mondo,
è evidentemente nelle aspettative degli italiani all’estero. Essi, per altro,
già in occasione della prima prova del voto per corrispondenza, quando il centrosinistra
ha avuto la sua maggiore affermazione, hanno potuto verificare quanto sia necessaria,
soprattutto in un ambito tanto vasto, un’attenta e articolata rete di alleanze
e di dialogo politico e culturale.
Ora, con le primarie, abbiamo la possibilità di estendere
molto la proiezione della nostra proposta e, grazie anche al voto online consentito
agli italiani all’estero, coinvolgere cittadini e simpatizzanti che guardano
alle vicende italiane da lontano e, negli ultimi tempi, fors’anche con una punta
di amarezza.
È molto importante farlo, non solo per aiutare il PD
a uscire dalla sua difficile transizione, ma soprattutto per spingere chi vive
lontano da noi a riaccostarsi alla politica e all’Italia con una sensazione
meno critica e più costruttiva. Oggi l’immagine dell’Italia berlusconiana all’estero
è pessima e peggiora di giorno in giorno. Non lo dico io, ma i maggiori organi
d’informazione del mondo.
So bene che l’immagine del proprio Paese per chi
vive all’estero è come l’aria che si respira. Partecipare a uno dei momenti
più importanti della vita del maggiore partito d’opposizione, dare un segnale
di reazione, è un atto che fa bene all’Italia e che la può aiutare a riaccreditarsi
nell’opinione pubblica mondiale. Con questo spirito dobbiamo chiedere di partecipare
alle primarie e di esprimere un voto per uno dei candidati a dirigere il partito
che si sta spendendo interamente e dovrà farlo ancora di più per un’Italia diversa.
Fare in modo che chi ha dovuto fare tutti i passi del
lungo cammino dell’integrazione in società diverse e talvolta ostili possa diventare
un fermento attivo della nostra vita politica, ci potrà aiutare fortemente a
governare la transizione della nostra società sempre più ricca di stranieri
e “nuovi italiani” e a immunizzare i fenomeni di xenofobia che alcune forze
irresponsabilmente alimentano per piccoli interessi elettorali.
Una larga partecipazione può essere anche un alto là
alle politiche di decostruzione della comunità italiana nel mondo che il Governo
di centrodestra sta adottando fin dalla sua nascita. I tagli delle risorse destinate
alle politiche migratorie – dalla promozione della lingua e cultura italiana
all’assistenza per i nostri connazionali più esposti alla crisi economica e
sociale, dalla sopravvivenza ed efficienza della rete consolare all’informazione
– tagli che nel bilancio di quest’anno tendono a diventare cronici, aprono solchi
di disagio tra i lavoratori e le loro famiglie e minano la possibilità di internazionalizzazione
del Paese.
Eppure, le fasi migliori per la nostra economia e per
la nostra società sono state quelle in cui siamo stati capaci di uscire dai
nostri confini, magari con l’aiuto delle nostre comunità all’estero che sono
state sempre un canale primario di contatti e di penetrazione. In più, in un
mondo sempre più multiculturale, ridurre l’impegno per la lingua, la cultura,
l’informazione significa inaridire le radici necessarie a milioni di giovani
d’origine italiana per coltivare la propria identità.
Insomma, le primarie siano tra gli italiani all’estero
non solo un importante evento democratico, ma una risposta, diffusa e determinata,
alla deriva in cui l’Italia è stata sospinta da una leadership sempre meno presentabile
a livello internazionale e da una maggioranza che guarda alle nostre comunità
come a un residuo del passato o a un peso incompatibile con le nostre condizioni
di Paese di seconda linea, come ci stanno facendo diventare.
Le primarie siano anche un fondamentale momento di raccolta
di forze generose e attive, necessarie a costituire tra gli italiani all’estero
un PD aperto, incisivo e seriamente organizzato, un PD capace di raccogliere
stimoli ed esigenze per farli diventare idee, progetti e azioni di una buona
politica, diversa da quella di oggi. (Pier Luigi Bersani)
Inform