INFORM - N. 190 - 15 ottobre 2009


FINANZIARIA 2010

Di Biagio (Pdl): “Si può fare di più per gli italiani all’estero”

Il responsabile per gli italiani nel mondo della maggioranza di governo evidenzia l’impegno in Parlamento per la rettifica di disposizioni e risorse

 

ROMA – “Forte e sentita l’attenzione da parte degli eletti all’estero del Pdl sulle previsioni relativa al Mae contenute nelle disposizionei della Finanziaria 2010”: così Aldo Di Biagio, deputato eletto nella ripartizione Europa e responsabile del partito per gli italiani nel mondo, commenta l’esame in Senato del provvedimento in corso in questi giorni. “Questa legge rappresenta un’ottima cornice entro cui rettificare talune disposizioni e risorse a sostegno dei nostri connazionali oltre confine – ha aggiunto Di Biagio.

“Con i colleghi del Pdl all’estero, ho apprezzato gli incrementi tracciati dal Governo in riferimento alle disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato ai capitoli di interesse per le nostre comunità, – afferma l’esponente azzurro - come l’assistenza ai connazionali e l’assistenza educativa e scolastica, senza tralasciare il supporto ai corsi di lingua italiana all’estero. Segnale di attenzione da parte dell’esecutivo che non si è mostrato sordo alle nostre richieste e soprattutto agli ordini del giorno da noi presentati e con i quali si è impegnato nel corso degli esami dei vari provvedimenti che si sono avvicendati in aula”.

“I capitoli del Mae non hanno subito grosse variazioni rispetto alle disposizioni per il 2009 – evidenzia Di Biagio – un elemento da non trascurare se si tiene conto della contrazione finanziaria in cui la crisi internazionale ci ha trascinato, ma appare ovvio e dovuto richiedere di più al nostro Paese per offrire un’adeguata struttura di sostegno ai nostri connazionali”.

“Sto lavorando, insieme ai colleghi del Pdl dei due rami del parlamento alla predisposizioni di emendamenti, usufruendo di quantificazioni predisposte dal ministero dell’Economia al fine di intervenire adeguatamente in sede di discussione e far sentire la nostra voce – conclude il deputato – che non si limiti ad un lamento costante e infruttuoso ma che si basi su un dialogo diretto con il Mef e su uno scambio di proposte concrete”. (Inform)


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