INIZIATIVE
Il 7 novembre a Lecce
“Ricuciamo la
pace!”: giovani salentini saluteranno
Centinaia di metri di tessuto e “armati” di ago e filo
per dire basta alle guerre e ai bambini soldato
LECCE - Il prossimo 7 novembre
Ed il 7 novembre, all'altro capo della penisola italica,
nel profondo sud, i giovani salentini di GPace (www.gpace.net )
organizzeranno un colossale saluto alla marcia, una sorta di gigantesco "benvenuto
in Italia" con la costruzione della più grande bandiera della pace che
si sia mai vista.
L'iniziativa prende il nome di "Ricuciamo la pace!"
Centinaia di metri di tessuto nei colori della pace e
migliaia di mani operose metteranno insieme un'opera da guinness dei primati,
una gigantesca bandiera multicolore che occuperà l'intera piazza Sant'Oronzo, nel pieno centro di Lecce. Sarà il loro modo per dire
“anche noi ci siamo”e per dire “basta”: “basta alle guerre, basta ai conflitti
per interessi economici e di potere e, soprattutto, basta all'uso, anzi all'abuso,
di bambini e adolescenti come soldati!”
L'idea parte da "GPace
- Giovani per
Una volta terminata la bandiera, tutti potranno apporre
la propria firma o il proprio slogan, i ragazzi che l'hanno creata, i giovani
che hanno partecipato all'iniziativa e tutti i cittadini, che potranno così
aderire alla missione dei giovani salentini e sottoscrivere
la loro causa.
A proposito di causa, è stata annunciata proprio qualche
giorno fa la nuova campagna condotta dai giovani del GPace, prende il nome di "More Fun
No More War" ed è orientata a far cessare l'uso e l'abuso di minorenni
come soldati nei paesi in conflitto. E' intenzione dei ragazzi “individuare
ed utilizzare ogni possibile mezzo” a loro disposizione “per smuovere e scuotere
le coscienze degli adulti nei paesi in conflitto, genitori, soldati, governanti,
sulla totale ingiustizia e crudeltà dello sfruttamento degli adolescenti negli
eserciti; sensibilizzare quanto più possibile la gente comune e, soprattutto,
i governanti di tutto il mondo civile affinché applichino tutte le pressioni
possibili per mettere fine a queste barbarie; raggiungere e far prendere coscienza
ai baby soldato nei paesi in conflitto che una vita migliore è possibile e che
principalmente qualcuno si sta preoccupando della loro situazione; supportare,
diffondere ed amplificare la voce ed il lavoro già svolto in questa direzione
da parte di altre organizzazioni”. (