CAMERA DEI
DEPUTATI
Interrogazione ai ministri Scajola, Zaia e Fitto
Il Pdl a tutela del pane tradizionale
campano: “Sulla legge regionale le lobby della panificazione industriale”
Aldo di Biagio tra i deputati che hanno presentato l’interpellanza
ROMA - “La legge regionale 2/2005, imponendo l’obbligo
di confezionamento in plastica del pane fresco rischia di andare ad alterare
non soltanto la qualità del pane campano, lodato e apprezzato dal mercato nazionale,
ma anche del tessuto produttivo e commerciale di una intera regione, per cui
intendiamo chiedere ai Ministri competenti se sono a conoscenza di quanto si
sta verificando in Campania e se, nell’ambito delle proprie competenze, ritengano
eventualmente opportuno intervenire a tutela della categoria degli artigiani
campani operanti nel settore della panificazione gravemente danneggiati dalla
normativa regionale”.
Con queste parole i deputati del Pdl
Aldo Di Biagio, Italo Bocchino, Barbara Saltamartini, Marcello Taglialatela, Edmondo Cirielli,
Mario Landolfi, Gianfranco Paglia, Giampiero Catone, Gioacchino Alfano, Vincenzo
Garofalo e Vincenzo Fontana, hanno inteso sottoporre
ai ministri Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Luca Zaia (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), e Raffaele
Fitto (Rapporti con il Parlamento) una interrogazione in merito alla normativa
campana in materia di panificazione.
“Il provvedimento campano presenta dubbi di compatibilità
con la normativa nazionale in materia che non riconosce un simile obbligo -
si evidenzia nel testo – inoltre la tutela della concorrenza e del mercato,
che rappresenta un ulteriore obiettivo della Legge regionale in oggetto, è materia
riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Lo stesso provvedimento deroga
al profilo comunitario perché non tiene conto della delega conferita all’Unione
Europea in materia di sicurezza alimentare, etichettatura ed igiene degli alimenti,
e di garanzia della libera circolazione delle merci sul territorio Ue”.
“Così come evidenziato dall’Associazione dei Panificatori
Campani (Assipan) e dagli Alimentaristi (Fida) dell’Ascom-Confcommercio
della Provincia di Napoli - si evidenzia nel testo - la legge comporta pesanti
limitazioni alla libertà di impresa per quelle realtà già operanti, costrette
a dotarsi di macchinari il cui costo si aggira intorno ai 14.000 euro, sollevando
il rischio di chiusura delle piccole realtà artigiane, circa l’80 % delle imprese
panificatrici, con conseguente riflesso deleterio sui posti di lavoro nel settore,
per il futuro di un prodotto artigianale importante per l’economia della regione
e per la salute dei consumatori”.
“Non dimentichiamo – sottolineano i parlamentari del
Pdl - le disposizioni comporterebbero un conseguente aumento
del prezzo al consumo a causa del costo dei macchinari da introdurre, dei nuovi
spazi necessari da acquisire e delle maggiori ore di lavorazione necessarie
al preconfezionamento”.
“Le disposizioni di questa deprecabile legge regionale
– concludono – sono il frutto di sollecitazioni ed istanze da parte di lobby
della panificazione industriale napoletana, che in nome di interessi personalistici
e di ambizioni di conquista di nuove fette di mercato, intendono arrecare danno
alla salute dei consumatori e costringere centinaia di artigiani a chiudere,
infliggendo un duro colpo alla tradizione ed alla cultura del buon pane campano”.
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