INFORM - N. 188 - 13 ottobre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione ai ministri Scajola, Zaia e Fitto

Il Pdl a tutela del pane tradizionale campano: “Sulla legge regionale le lobby della panificazione industriale”

Aldo di Biagio tra i deputati che hanno presentato l’interpellanza

 

ROMA - “La legge regionale 2/2005, imponendo l’obbligo di confezionamento in plastica del pane fresco rischia di andare ad alterare non soltanto la qualità del pane campano, lodato e apprezzato dal mercato nazionale, ma anche del tessuto produttivo e commerciale di una intera regione, per cui intendiamo chiedere ai Ministri competenti se sono a conoscenza di quanto si sta verificando in Campania e se, nell’ambito delle proprie competenze, ritengano eventualmente opportuno intervenire a tutela della categoria degli artigiani campani operanti nel settore della panificazione gravemente danneggiati dalla normativa regionale”.

Con queste parole i deputati del Pdl Aldo Di Biagio, Italo Bocchino, Barbara Saltamartini, Marcello Taglialatela, Edmondo Cirielli, Mario Landolfi, Gianfranco Paglia, Giampiero Catone, Gioacchino Alfano, Vincenzo Garofalo e Vincenzo Fontana, hanno inteso sottoporre ai ministri Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Luca Zaia (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), e Raffaele Fitto (Rapporti con il Parlamento) una interrogazione in merito alla normativa campana in materia di panificazione.

“Il provvedimento campano presenta dubbi di compatibilità con la normativa nazionale in materia che non riconosce un simile obbligo - si evidenzia nel testo – inoltre la tutela della concorrenza e del mercato, che rappresenta un ulteriore obiettivo della Legge regionale in oggetto, è materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato. Lo stesso provvedimento deroga al profilo comunitario perché non tiene conto della delega conferita all’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare, etichettatura ed igiene degli alimenti, e di garanzia della libera circolazione delle merci sul territorio Ue”.

“Così come evidenziato dall’Associazione dei Panificatori Campani (Assipan) e dagli Alimentaristi (Fida) dell’Ascom-Confcommercio della Provincia di Napoli - si evidenzia nel testo - la legge comporta pesanti limitazioni alla libertà di impresa per quelle realtà già operanti, costrette a dotarsi di macchinari il cui costo si aggira intorno ai 14.000 euro, sollevando il rischio di chiusura delle piccole realtà artigiane, circa l’80 % delle imprese panificatrici, con conseguente riflesso deleterio sui posti di lavoro nel settore, per il futuro di un prodotto artigianale importante per l’economia della regione e per la salute dei consumatori”.

“Non dimentichiamo – sottolineano i parlamentari del Pdl - le disposizioni comporterebbero un conseguente aumento del prezzo al consumo a causa del costo dei macchinari da introdurre, dei nuovi spazi necessari da acquisire e delle maggiori ore di lavorazione necessarie al preconfezionamento”.

“Le disposizioni di questa deprecabile legge regionale – concludono – sono il frutto di sollecitazioni ed istanze da parte di lobby della panificazione industriale napoletana, che in nome di interessi personalistici e di ambizioni di conquista di nuove fette di mercato, intendono arrecare danno alla salute dei consumatori e costringere centinaia di artigiani a chiudere, infliggendo un duro colpo alla tradizione ed alla cultura del buon pane campano”. (Inform)

 

 


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