OPINIONI
Emanuela Medoro: Un Nobel sorprendente
L’AQUILA/GIULIANOVA - “In politica contano gli ideali,
più che i risultati”, “Wow, speriamo che me lo merito”, questi i primi commenti
di Barack Obama riportati
dalla grande stampa all'annuncio del suo premio Nobel per la pace.
Stanca della politica di quelli che badano al sodo, ovvero
alla politica dei conti a vantaggio dei forti, pensionata statale che
paga un Irpef altissimo prelevato alla fonte, finalmente sento un richiamo agli
ideali, che ci devono pur essere al di là ed al di sopra dell' amministrazione,
ovvero dei conti del dare e dall'avere, che si diffondono dall'alto in basso
avvelenando, letteralmente, i rapporti umani fra chi ha e chi non ha, chi ha
poco e chi ha troppo.
Dunque da Barack Obama un forte richiamo agli ideali, ben venga. Quando pronunciò
il suo discorso ufficiale per l'insediamento alla Casa Bianca parlò della speranza
che si possa aprire un pugno. È per quella speranza, da lui affermata in tutto
Barack Obama, primo
presidente nero degli USA, con i suoi fratelli e sorelle keniani e birmani è
l'incarnazione più riuscita del multiculturalismo che ha sostituito negli USA
l'idea di melting pot, cioè
di un grande calderone che tutto assorbe e tutto trasforma secondo i modelli
socio-economici e di comportamento dei wasps, la classe
dominante dei bianchi anglosassoni protestanti a cui appartenevano i padri fondatori
della confederazione americana. Professore di Diritto Costituzionale, proveniente
dalla Scuola di Legge di Harvard, dove è stato il primo nero a dirigere la rivista
interna della facoltà, ha insegnato per 10 anni Diritto Costituzionale
alla Scuola di Legge di Chicago. La sua presidenza, dunque, è anche
la riscossa della buona cultura sull'ossessione della paura
del terrorismo, sul rigido formalismo, sui cappelloni e gli stivali da
cowboy del Texas di G.W. Bush.
L'ispirazione politica del nuovo premio Nobel per la
pace ha alla sua base una forte etica che considera le differenze di razza,
lingua e religione una ricchezza da valorizzare nelle comunità piuttosto
che una caratteristica da mortificare in nome di modelli ritenuti superiori.
Nel suo libro The Audacity of Hope Barack Obama esplicita i contenuti
del suo richiamo agli ideali della politica.
I modi di dire, le frasi ed il lessico usati nel volume
esprimono una profonda passione per il diritto costituzionale e la politica
ad esso strettamente collegata, politica vista come la più bella ed alta espressione
possibile di uno spirito laico che si mette al servizio della comunità, locale
e globale ignorando meschinità, rivalità, litigiosità, e corsa al rapido arricchimento
personale. Esprimono i sentimenti profondi del vivere civile, quelli della libertà
di pensiero, della parità dei diritti e delle opportunità, del superamento di
tutte le discriminazioni razziali, culturali e di genere, e racconta fatti ed
esperienze vissute collegandole a concetti astratti di diritto e politica in
modo così efficace da riconciliare con l'idea di politica, non più una
cosa sporca da cui tenersi alla larga (secondo tanti miopi benpensanti), ma
il vivere civile cui partecipare secondo i propri mezzi e la propria cultura,
con il fine della solidarietà sociale e del progresso della democrazia. Le differenze
di opinione intorno ai singoli argomenti sono concretamente espresse
in fatti e proposte politiche coerenti volte a superarle, piuttosto
che con astratte posizioni accademiche.
Per dovere di cronaca riporto il commento dei repubblicani
in circolazione sul web alla strabiliante notizia:Amici, il premio Nobel per
la pace a Barack Obama mette
il carro davanti ai buoi (puts the cart before the horse). Ricordiamo ai democratici che slogan alla moda e stima
internazionale non creano nuovi posti di lavoro, non riducono il debito pubblico,
e non mantengono il nostro paese al sicuro in un mondo pieno di pericoli. Frasi
negative, e l'ossessione della paura e dei conti in tasca. (Emanuela Medoro-