INFORM - N. 187 - 12 ottobre 2009
ITALIANI ALL’ESTERO
Presenti i rappresentanti dell’Unione delle famiglie trentine e dei Circoli
trentini, residenti in Svizzera
A San Gallo l'assessore Panizza
incontra gli emigranti trentini
SAN GALLO - L’assessore della Provincia di Trento Franco
Panizza, in visita a San Gallo in occasione della
presenza della Provincia come ospite all’Olma, la
fiera svizzera dell’agricoltura e dell’alimentazione, ha voluto incontrare i
rappresentanti delle associazioni delle Famiglie Trentine e dei Circoli Trentini
presenti in molti Cantoni della confederazione elvetica da diversi anni.
L’emigrazione in Svizzera di gente del Trentino iniziò
già nel 1921. Circa 3.000 trentini, tra temporanei e definitivi, trovarono occupazione
soprattutto nel Canton Ticino e nel Cantone di Berna. Ma dopo pochi anni le
imprese richiamarono in Tirolo, Voralberg e Stiria
i loro vecchi operai trentini e il flusso migratorio quasi si seccò, ma per
riprendere vigore tra il 1947 e il 1951. In questi anni la Svizzera sola accolse il
40% degli emigranti trentini. L’emigrazione verso la Confederazione elvetica
rimase stabile fino a tutti gli anni ’70. Secondo l’Istat circa 30.000 trentini
si trasferirono soprattutto nei cantoni tedeschi di Zurigo, Berna, Obwalden e San Gallo tra il 1946 ed il 1977, mentre tra il
1969 e il 1977 se ne contavano solo 4.800. Molti emigranti tornarono a casa
verso la fine degli anni ’70. Ma quelli che rimasero riuscirono ad integrarsi
definitivamente nel tessuto sociale e civile della Svizzera, nonostante la forte
tendenza xenofoba che culminò nel 1968 con la campagna di firme contro “l’inforestieramento”.
I circoli e le associazioni delle famiglie trentine vogliono testimoniare proprio
questo difficile processo di emancipazione dei loro parenti emigranti e nello
stesso tempo mostrare l’orgoglio della loro identità originaria.”Ho voluto incontrare
i rappresentanti dell’ Unione delle Famiglie Trentine e dei Circoli Trentini
per congratularmi con loro – ha detto Panizza - per
il contributo che hanno dato alla Svizzera con il loro lavoro, durissimo a volte,
e per la loro determinazione a conquistare una forte credibilitä
in un paese dove sono arrivati poveri. Oggi questi trentini di seconda ma anche
di terza generazione mantengono ancora un forte legame con il Trentino che ritengo
vada incoraggiato e rafforzato”. (Inform)
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