MCL
A Trieste un convegno sull’integrazione europea dell’area
balcanica
Promuovere il dialogo sociale per avvicinare i Balcani
all’Ue
TRIESTE – Un seminario sull’integrazione dei Balcani nel contesto europeo è stato organizzato a Trieste, venerdì 9 ottobre, dal Movimento Cristiano dei Lavoratori in collaborazione con il sindacato Napredak, Feder.Agri ed Eza.
Una giornata di riflessione, intitolata “Ue e Balcani: sfide per l’integrazione in Unione Europea e dialogo sociale”, per evidenziare il legame dell’area dell’ex Jugoslavia con l’Europa e l’attenzione con cui quest’ultima deve saper accogliere popolazioni con un recente passato drammatico, che pone sfide complesse al progetto politico europeo.
L’incontro è stato
aperto dall’intervento di Mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste,
il quale ha sottolineato il ruolo della città “nel prefigurare risposte adeguate
alla complessa realtà attuale, che include problemi urgenti come quello dell’integrazione”.
“Si tratta di questioni in merito a cui
“Proprio perché quelle balcaniche sono popolazioni che hanno subito lunghe sofferenze per molti secoli, - ha detto il presidente di MCL, Carlo Costalli - e ancora oggi affrontano le pesanti conseguenze materiali e spirituali delle tragedie personali e familiari subite, dobbiamo fare ogni sforzo affinché comprendano che possono rimodellare il loro destino. Dobbiamo continuare ad incoraggiare questi popoli a scegliere il cammino della riconciliazione, anche con iniziative concrete di cooperazione, proiettandoli verso una prospettiva europea, in una famiglia con radici comuni”.
Si tratta quindi di accelerare l’ingresso nell’Unione della Croazia, ha aggiunto Costalli, e di favorire un avvicinamento di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia e Montenegro.
“L’Europa non sarà veramente unita senza i Balcani. E anche nei Balcani – afferma Costalli -non ci sarà pace duratura finché essi non saranno completamente integrati in Europa: si tratta di un passaggio indispensabile per favorire il dialogo”.
Sono inoltre intervenuti Vittorio Emanuele Parsi, dell’Università Cattolica, Branislav Canak, presidente del sindacato Nezavisnost, Fritz Neugebauer, presidente del Parlamento austriaco.
Mentre Neugebauer ha sottolineato che prima della crescita economica della regione balcanica ciò che deve essere ancora compiuto è “un percorso di crescita democratica”, Canak ha ammonito che “i Balcani continueranno ad essere una terra di guerre e sangue se non potranno costruire il proprio futuro in Europa”.
La crescita del
dialogo sociale resta dunque, secondo quanto emerso nell’incontro, l’unica strada
percorribile per avvicinare gli standard europei e un accettabile livello di
democrazia e libertà. (