MONDO SCALABRINIANO
Pellegrinaggio originale
LONDRA - Anche quest’anno, d’autunno, l’Associazione veneti ha levato le ancore. Imbarcatosi nell’abituale coach, toccava al capitano - una donna energica ed efficiente di nome Sandra - indicarne la rotta: il Kent e il Sussex. Ogni anno, infatti, ci si dirige per tre giorni alla scoperta di un pezzo di questa terra originale in mezzo al mare, che 50 anni fa ha accolto i nostri emigranti, l’Inghilterra.
Splendida idea,
anzi una best practice esemplare per altri, inventata da Bepi Giacon,
che qui ricordano tutti come un valoroso comandante della comunità. Mettere
insieme, così, differenti ingredienti come la curiosità, il dinamismo, l’apertura
di mente e lo spirito di famiglia è sempre un miracolo di questa strana razza
all’estero, i veneti. Ben altra gente, aggiungerebbe malizioso qualcuno, da
quelli rimasti in patria, che oltre alla classica laboriosità non hanno potuto
coltivare orizzonti più ampi se non la familiare aria di campanile. Ma, a dire
il vero, sia il campanile sia
E così la nostra
corriera, navigando sicura tra le verdi terre del Kent, si fa gradevole salotto
dove scambiare quattro ciàcole in libertà e le ultime news. C’é
posto anche per
Sì, momenti semplici, intimi, carichi di emozione hanno illuminato una vita dura in emigrazione. “Là dove si è come caduti senza capire nulla, neanche yes,” vi preciserà Tina “solo no… perché è uguale da noi!” Ma poi ricorda, nascondendo a stento riconoscenza ed emozione, la famiglia inglese senza figli, dove faceva da domestica, chiamarla teneramente “la nostra figlia italiana”. “Sì, gli inglesi ci hanno trattato come figli!” rincara Caterina, donna dolce e analfabeta, qui ormai da più di cinquant’anni.
Così, tra tante storie nostrane ecco finalmente spuntare da lontano il campanile della cattedrale di Canterbury. Si resta abbagliati davanti allo splendore della chiesa madre della Chiesa inglese. La guida ti porta subito all’interno, al luogo preciso dell’uccisione del vescovo Tomaso Becket nel dicembre 1170, rendendo questa cattedrale un punto di pellegrinaggio straordinario per lunghi secoli. In seguito, però, il santo vescovo sarà considerato un traditore da Enrico VIII, il Re delle sei mogli e da allora il suo corpo scomparve. Solo un cero acceso posato sul pavimento là dove era sepolto rimane oggi nudo ricordo di un vescovo martire. Alla fine, non rimarrà di noi che la luminosità dell’amore o del coraggio vissuto. Ognuno contempla e pare riandare con il pensiero alla propria vita di migrante e al suo misterioso destino.
Ma, poi, le altissime
scogliere bianche di Beachy Head –
lunga, meravigliosa schiera che qui prende
il nome di sette sorelle - ci richiamano
come una sirena sul promontorio più alto di tutta
Scorrono, così,
paesi e paesetti, lande tranquille, chiese e cimiteri antichi silenziosamente
immersi nella meditazione di Dio, luoghi di battaglia famosi come Battle (giustamente!), villaggi medievali come Rye intoccati dai secoli. E senti Anna fare il suo commento. A differenza
di una Londra viva e piena di ogni cosa dove vive, nel suo villaggio in Italia
a mezza collina “non c’è proprio niente!”
assicura. Solo l’incanto del panorama. E quell’aria di pace, che le intravedi
ancora negli occhi quando ne parla. “Lovely!” ti dice asciutta e capisci tutto: un’italiana ormai dai
gusti inglesi.
Mentre, ormai,
sulla via di ritorno ascolti sottovoce le donne instancabilmente salutare, come
l’Angelo un tempo, la donna migrante più coraggiosa e fiduciosa della storia:
Ave, Maria. (Renato Zilio*-
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Missionario a Londra