INFORM - N. 187 - 12 ottobre 2009


PATRONATI

Dall’Inas Cisl il convegno “Ieri, oggi, domani, il futuro che ci unisce”

L’incontro è stato promosso in occasione dei  60 anni di attività del patronato

Sorgi “Per gli anziani all’estero rappresentiamo un punto di riferimento non solo per le pensioni. Ripenseremo i nostri servizi per accompagnare al lavoro le nuove generazioni”

 

ROMA - In occasione del 60 anniversario della sua fondazione il patronato Inas Cisl ha organizzato il convegno “Ieri, oggi domani, il futuro ci unisce” che si è tenuto all’Hotel Antonella dal 9 all’8 ottobre. La giornata conclusiva dell’incontro, dopo la presentazione della video inchiesta sulle malattie professionali (vedi Inform n. 186 www.mclink.it/com/inform/art/09n18618.htm), è entrata subito nel vivo con la relazione del presidente dell’Inas Cisl Antonino Sorgi  che ha sottolineato come  a tutt’oggi il patronato della Cisl si candidi ancora una volta, con i suoi strumenti e professionalità, ad essere una risorsa per il paese, in vista della nascita “di un nuovo sistema di welfare, in cui attori pubblici e privati collaborino a mantenere viva una rete di tutele sociali essenziale per i cittadini”. Secondo Sorgi nel nostro paese, con le migrazioni, il lavoro flessibile, l’invecchiamento della popolazione e trasformazione modelli familiari, sta nascendo un nuovo contesto sociale che va affrontato attraverso la modernizzazione dei servizi. Un salto di qualità che il patronato potrà compiere, nel nome del principio della  “sussidiarietà”, attraverso formule di partenariato con strutture pubbliche che prevedano la concessione di determinati servizi in regime di convenzione. Per Sorgi il patronato dovrà inoltre occuparsi sempre di più dell’orientamento e della formazione delle  nuove generazioni, che oggi  rappresentano il 25% degli utenti, delle donne, vittime del mobbing in famiglia e sul lavoro, degli anziani, che devono avere un ruolo nella società, e degli immigrati. “Il patronato – ha spiegato il presidente dell’Inas - guarda agli immigrati avendo negli occhi l’immagine di quando eravamo noi italiani gli stranieri. Agiamo quindi nella consapevolezza che aprirsi all’accoglienza è l’unica soluzione possibile”. Per quanto poi riguarda l’attività dei patronati all’estero Sorgi ha evidenziato come molti connazionali nel mondo siano anziani. “Per queste persone – ha precisato - il patronato rappresenta un punto di riferimento non solo per la pratica della pensione.…Nuove esigenze emergono poi dagli emigrati di terza e quarta generazione che spesso non parlano neanche la lingua italiana e che richiedono un altro tipo di assistenza rispetto ai connazionali che l’Inas ha aiutato sin dai primi anni di attività. Per loro bisogna ripensare i nostri servizi, orientandoli, ad esempio, verso l’assistenza per l’accompagnamento al lavoro. Servizi insomma che li aiutino ad affrontare il futuro e le incertezze. Considerando il valore della positiva esperienza che l’Inas vuole continuare a svolgere per i nostri connazionali, - ha proseguito Sorgi - vogliamo capire perché si tarda ancora a ripristinare il tradizionale rapporto, basato sulla fiducia, tra patronati e ministero degli Esteri, rinviando di continuo la firma del protocollo d’intesa che riconosce il nostro operato. Un riconoscimento a livello istituzionale non  prevede oneri e ci permetterebbe di garantire, in maniera stabile ed organica, un servizio fondamentale per gli italiani all’estero e di supporto ai consolati”. Sorgi ha infine espresso perplessità sull’esclusione del patronato dal progetto “Reti amiche”, un’iniziativa della P.A. finalizzata alla riduzione delle distanze fra amministrazione pubblica e cittadini.   

Fra gli altri interventi segnaliamo quello di Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera, che ha evidenziato come a tutt’oggi sia necessario un sempre maggiore coinvolgimento del patronato nei confronti dei fenomeni migratori diretti verso il nostro paese. “Il patronato oltre ad assistere l’emigrazione italiana  - ha spiegato Cazzola - deve anche ripensare la sua presenza all’estero collocandosi nei paesi di provenienza degli immigrati in modo da favorire la trasparenza della loro venuta in Italia. Un’opzione, quest’ultima, che consentirà anche di combattere i trafficanti di uomini”. La necessità di un potenziamento del lavoro dei patronati è stata sottolineata anche dal deputato del Pd Pier Paolo Baretta che ha auspicato il varo di norme di livello europeo per il welfare. Il deputato ha inoltre posto in evidenza l’esigenza di distinguere fra i patronati  che operano validamente sul territorio e quelli meno attivi.

“Il patronato Inas Cisl – ha affermato il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi - rappresenta il cuore del sindacato che serve al nostro paese. Un sindacato di servizi che riconosce la persona come fine ultimo della sua azione e che si interroga ogni giorno circa il modo con cui garantire il principio che vede nella persona la misura di tutte le cose. Ci serve – ha proseguito il  ministro - un sindacato moderno privo di orpelli ideologici, che svolga una finzione immediata di servizio rendendosi utile dalle piccole alle grandi cose, in una ripresa economica che è partita ma che non sarà né facile né lineare”.

Dopo aver ricordato l’importanza della sussidiarietà nell’attuale società della conoscenza che si basa sull’autosufficienza professionale della persona, Sacconi ha spiegato che la convenzione con patronati non è stata ancora firmata dal ministero degli Esteri  a causa  di “una resistenza sindacale che contesta la sussidiarietà in  favore dei patronati, ritenendo che questa novità frenerebbe l’incremento degli occupati nell’amministrazione degli esteri”. Sacconi ha poi informato la platea sulla disponibilità del ministro degli Esteri Frattini ad incontrare i rappresentanti dell’Inas Cisl per discutere l’attuazione di  alcuni progetti specifici relativi all’immigrazione da svilupparsi nei Paesi dell’Europa orientale e del nord Africa. Il ministro ha infine espresso piena disponibilità all’ingresso dei patronati, che devono essere partecipi del rinnovamento del nostro modello sociale, nel progetto “Rete amica”.

In chiusura di dibattito ha preso la parola il segretario Generale della Cisl Raffaele Bonanni che ha ricordato la vocazione apolitica della Cisl . Un sindacato che basa il suo lavoro sull’autonomia, il rispetto di tutti, il dialogo, il pluralismo e la fedeltà ai lavoratori. Bonanni ha inoltre spiegato come la Cisl  “sia stufa di questo teatrino della classe dirigente italiana che è incapace d’interpretare i sentimenti e le aspettative dei cittadini. Uomini e donne  che stanno dimostrando una serietà che nessun altro popolo in Europa può vantare. C’è una forte distanza fra i cittadini italiani e la classe dirigente che rischia di smarrire il senso della propria missione e dei propri compiti. “Durante il dibattito – ha proseguito il segretario generale della Cisl - si è parlato del rapporto con l’emigrazione italiana e soprattutto di quello con l’immigrazione. Su questo punto sia chiaro che noi contestiamo il concetto che vede l’immigrazione e l’insicurezza come due facce di una stessa medaglia, perché questo non è vero. Io credo – ha proseguito Bonanni - che bisogna ricordare come si sentivano i nostri connazionali all’estero di 30 - 40 anni fa che, al momento del loro ritorno in patria erano italiani a tutti gli effetti, ma portavano orgogliosamente con loro anche la cultura ed i valori dei loro paesi di residenza dove si erano realizzati”.  

Il segretario Nazionale della Cisl si è poi detto contrario all’introduzione delle ronde per il controllo dell’ordine pubblico. Un contesto, quest’ultimo, in cui operano già 300.000 operatori delle forze dell’ordine che, nonostante l’alto livello professionale, sono mal pagati e non coordinati in maniera adeguata. Dopo aver evidenziato l’esigenza di evitare la creazione di generazioni di immigrati emarginate e scontente anche attraverso la concessione del voto amministrativo,  Bonanni ha ricordato l’apertura da parte dell’Inas Cisl di nuovi uffici in Marocco, Tunisia, Senegal e presto anche in Romania, che cercheranno di contribuire alla formazione linguistica e lavorativa degli immigrati che intendono venire in Italia. “Vogliamo contare di più – ha concluso Bonanni - attraverso la nostra responsabilità che deve essere custodita, valorizzata, riconosciuta e sostenuta”. (Goffredo Morgia - Inform) 


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