UNHCR
Rifugiati congolesi in Burundi respinti
al confine Repubblica Democratica del Congo
GINEVRA - L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite rinnova il suo appello “affinché i rifugiati congolesi che si trovano in Burundi non tentino di rientrare nel Sud Kivu”. Un appello, che “si è reso necessario” dopo che “ieri a oltre 400 rifugiati congolesi ,provenienti dal recentemente chiuso campo di Gihinga, Burundi centrale, è stato impedito di rientrare nel loro Paese dagli ufficiali dell’immigrazione della Repubblica Democratica del Congo”. “Il servizio immigrazione – spiega l’Unhcr - ha affermato che l’azione era necessaria per la sicurezza del gruppo. I rifugiati erano a bordo di 11 camion messi a loro disposizione dal governo del Burundi ieri mattina e altri 500 rifugiati aspettavano il loro turno per rientrare nel Paese. Una volta raggiunto il confine, l’hanno trovato chiuso e le autorità del Burundi li hanno riportati a Gihinga”.
L’Unhcr riferisce
che “i rifugiati sono stati temporaneamente alloggiati nell’ex campo, nelle
aule e in un centro medico, in attesa delle trattative tra autorità del Burundi
e ufficiali della RD del Congo, che dovrebbero arrivare oggi a Bujumbura da
Kinshasa”. I rifugiati sono affidati all’agenzia per i rifugiati del Burundi
- Office pour
“I rifugiati congolesi a cui è stato negato l’accesso nel loro stesso Paese sono gli stessi che si erano rifiutati di essere trasferiti nel nuovo campo di Bwagiriza, nel Burundi orientale, affermando che lì non sarebbero stati al sicuro” spiegano dall’Unhcr informando che attualmente il campo di Bwagiriza ospita circa 1.200 rifugiati, soprattutto congolesi, tra cui 599 che vi si sono trasferiti volontariamente da Gihinga all’inizio della settimana.
L’Unhcr ha chiesto
“più volte” ai rifugiati di “non tornare nella provincia di Sud Kivu, RD del
Congo, almeno per il momento”, sottolineando il fatto che nelle attuali condizioni
né il governo congolese né l’Unhcr sarebbero in grado di garantire loro un ritorno
sicuro. (