INFORM - N. 186 - 9 ottobre 2009


UNHCR

Rifugiati congolesi in Burundi respinti al confine Repubblica Democratica del Congo

 

GINEVRA - L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite rinnova il suo appello “affinché i rifugiati congolesi che si trovano in Burundi non tentino di rientrare nel Sud Kivu”. Un  appello, che “si è reso necessario” dopo che “ieri a oltre 400 rifugiati congolesi ,provenienti dal recentemente chiuso campo di Gihinga, Burundi centrale, è stato impedito di rientrare nel loro Paese dagli ufficiali dell’immigrazione della Repubblica Democratica del Congo”. “Il servizio immigrazione – spiega l’Unhcr - ha affermato che l’azione era necessaria per la sicurezza del gruppo. I rifugiati erano a bordo di 11 camion messi a loro disposizione dal governo del Burundi ieri mattina e altri 500 rifugiati aspettavano il loro turno per rientrare nel Paese. Una volta raggiunto il confine, l’hanno trovato chiuso e le autorità del Burundi li hanno riportati a Gihinga”.

L’Unhcr riferisce che “i rifugiati sono stati temporaneamente alloggiati nell’ex campo, nelle aule e in un centro medico, in attesa delle trattative tra autorità del Burundi e ufficiali della RD del Congo, che dovrebbero arrivare oggi a Bujumbura da Kinshasa”. I rifugiati sono affidati all’agenzia per i rifugiati del Burundi - Office pour la Protection des Réfugiés et des Apatrides – che sta distribuendo loro cibo e acqua forniti dall’Unhcr e biscotti ad alto contenuto proteico forniti dal Programma Alimentare Mondiale (Pam/Wfp).

“I rifugiati congolesi a cui è stato negato l’accesso nel loro stesso Paese sono gli stessi che si erano rifiutati di essere trasferiti nel nuovo campo di Bwagiriza, nel Burundi orientale, affermando che lì non sarebbero stati al sicuro” spiegano dall’Unhcr informando che attualmente il campo di Bwagiriza ospita circa 1.200 rifugiati, soprattutto congolesi, tra cui 599 che vi si sono trasferiti volontariamente da Gihinga all’inizio della settimana.

L’Unhcr ha chiesto “più volte” ai rifugiati di “non tornare nella provincia di Sud Kivu, RD del Congo, almeno per il momento”, sottolineando il fatto che nelle attuali condizioni né il governo congolese né l’Unhcr sarebbero in grado di garantire loro un ritorno sicuro. (Inform)


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