INFORM - N. 186 - 9 ottobre 2009


CGIE

La riunione della Commissione Continentale per i Paesi dell’America Latina a Santiago del Cile

 

SANTIAGO – Dal 1° al 3 ottobre si è riunita a Santiago del Cile la Commissione Continentale CGIE per i Paesi dell’America Latina. I lavori, presieduti dal vice segretario generale Francisco Nardelli,  sono stati incentrati su: tutela sociale, promozione della lingua e cultura italiana; riforma della legge Comites e CGIE. Discusse anche altre tematiche inserite fra le “varie ed eventuali”: il potenziamento della rete consolare in America Latina e la restituzione dello stabile della Scuola Dante Alighieri (ex Antonio Raimondi) di Lima dal Governo italiano ai legittimi proprietari. Riguardo a questo ultimo punto è stata approvata all’unanimità una mozione presentata dal consigliere Giacomo Canepa. Mozione firmata dai consiglieri Paolo Castellani, Nello  Collevecchio, Marina  Salvarezza,  con la quale - “sentita la relazione fatta dal consigliere del Perù Giacomo Canepa e i pareri espressi da vari consiglieri” - la Commissione avanza richiesta di un incontro del CGIE con il ministro degli Esteri Frattini “per risolvere la problematica della sede a Lima della Scuola  Italiana Dante Alighieri, ex Antonio Raimondi”. Incontro da tenersi in occasione della prossima Assemblea plenaria (30 novembre-4 dicembre) con la delegazione CGIE composta da segretario generale Elio Carozza, vice segretario per l’America Latina Francisco Nardelli e consigliere Giacomo Canepa.

Dalla tre giorni di lavori sono scaturiti anche un Documento finale (che riportiamo a parte in questo numero) e tre ordini del giorno riguardanti assegno di solidarietà, assicurazione privata per la tutela della salute dei cittadini italiani indigenti all’estero, indebiti pensionistici Inps.

Con l’ordine del giorno su assegno di solidarietà, la Commissione Continentale America Latina chiede al Comitato di Presidenza CGIE di “attivarsi presso il Governo ed i gruppi parlamentari affinché venga percepita la necessità di tutelare e garantire con la massima urgenza agli  italiani emigrati all’estero più sfortunati, superando meccanismi  meramente contributivi e recuperando criteri universalistici di solidarietà ed equità”.

Richiesta motivata, “costatando che in presenza di una riduzione reale del finanziamento relativo all’assistenza diretta ed indiretta, non fa che mettere in evidenza la necessità storica della comunità italiana anziana e più bisognosa, di un beneficio assistenziale permanente”; “considerando che l’adozione  di una legge che preveda il diritto a un assegno di solidarietà  per gli anziani italiani all’estero ultrasessantacinquenni che versano in situazione di bisogno rimane una giusta e razionale rivendicazione della comunità”; “riaffermando la responsabilità  che il CGIE insieme con i COMITES, debbono continuare a rivendicare verso l’attuale Governo ed il Parlamento  affinché ne facciano una priorità politica, favorendo le condizioni per una rapida approvazione della legge istitutiva di assegno di solidarietà”.

Altro ordine del giorno riguarda l’assicurazione privata per la tutela della salute dei cittadini italiani indigenti residenti all’estero.

“Analizzati i gravi problemi che possono derivare dalla scadenza dell’accordo di copertura sanitaria il 31 dicembre 2009 per più di 10 mila cittadini italiani residenti nel continente latinoamericano” la  Commissione continentale chiede al Comitato di Presidenza del CGIE di “sensibilizzare il Governo ed il Parlamento affinché adottino tutte le misure, nel tentativo di dare continuità all’assistenza sanitaria dei connazionali in difficoltà, e soprattutto a quelli affetti da gravi patologie”.

Considerati: “l’importanza della polizza sanitaria in paesi con sistemi di salute molto precari” ,i tagli all’assistenza diretta ed indiretta; le gravi patologie di cui soffrono molti concittadini, che  a fronte di una interruzione della copertura sanitaria, resterebbero affidati alla loro sorte”. “Non si possono abbandonare le persone ammalate senza che si prevedano strumenti di continuità” sottolinea la Commissione rilevando che “le autorità diplomatico-consolari non sono ancora arrivati a sottoscrivere la proroga del servizio”.

Infine, un ordine del giorno concerne  la campagna reddituale Inps e gli indebiti pensionistici. La Commissione chiede al Comitato di Presidenza tre cose: “avviare presso i  gruppi parlamentari una “interpellazione” all’INPS onde spieghi se  intende dare indicazioni affinché, in un'ottica di opportuna trasparenza, siano forniti ai pensionati ed ai patronati gli elaborati cartacei o elettronici tali da mostrare la situazione precedente all'indebito e quella aggiornata e la ricostruzione analitica del determinarsi dell'indebito a seguito della verifica reddituale”; “sollecitare all’Istituto un  comportamento omogeneo tra le sedi”; “verificare la opportunità di una iniziativa del Governo volta a far sì che si rinunci al recupero degli indebiti laddove si determini l'assenza di dolo o di comportamenti omissivi da parte degli interessati, con una legge di sanatoria”.

Richieste motivate, “constatando che si è conclusa la campagna di accertamento reddituale relativa agli anni 2006, 2007 e 2008, avviata dall’INPS nei confronti dei pensionati italiani residenti all'estero, con l’obiettivo di aggiornare le prestazioni pensionistiche collegate a limiti di reddito”; e “considerando che s’incominciano a vedere le conseguenze della precedente rilevazione reddituale del 2002, e 2004- 2005 e molte sono le situazioni di pensioni già ridotte o per le quali è stato comunicato un indebito abnorme , sproporzionato rispetto al tipo di prestazione che percepiscono”. Inoltre “in alcuni casi l'Istituto si è riservato di fornire ulteriori indicazioni, in altri casi talune sedi chiedono o sollecitano, in termini perentori, il rimborso”; “spesso nelle comunicazioni di indebito sono assenti gli elementi costitutivi della elaborazione di indebito e le comunicazioni fornite si limitano ad enunciare il dato finale non consentendo la verifica della congruità del debito, e dall’altra parte non rispondendo ai numerosi ricorsi  che fanno riferimento all’art. 13 della legge n. 412/1991”. E “considerando che gli indebiti sono stati determinati dai ritardi dell'INPS nell'approntare un sistema efficace ed efficiente di verifica reddituale annuale” (S.P.-Inform)


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