INFORM - N. 186 - 9 ottobre 2009


PATRONATI

 

Dall’Inas Cisl una video inchiesta sugli infortuni e le malattie professionali

Secondo la ricerca sono ogni anno circa 8.800 le vittime di malattie contratte sul luogo di lavoro. Decessi senza clamore che vanno ad aggiungersi ai 1200 morti segnalati dall’Inail

 

ROMA – Sono oltre 3000 i lavoratori in Italia che ogni anno rischiano di ammalarsi di cancro a causa della silice libera cristallina. Questa allarmante valutazione emerge dalla video inchiesta sugli infortuni e le malattie professionali che è stata presentata oggi durante il convegno, dal titolo “Ieri, oggi, domani, il futuro ci unisce”, organizzato dall’Inas Cisl in occasione del 60° anniversario della sua fondazione. Nel video si ricorda come, nonostante la Silice sia stata dichiarata da alcuni anni cancerogena  per l’uomo, questo rischio per la salute , che riguarda lavoratori dell’edilizia, dell’industria vetraia e delle piastrelle, sembri non interessare nessuno. E invece molto spesso la polvere di questo minerale viene “respirata” da lavoratori privi di qualsiasi forma di tutela e di protezione, con danni gravi per la loro salute. L’inchiesta dell’Inas Cisl mette inoltre in evidenza come in realtà ai 1200 morti sul lavoro, segnalati quest’anno dal rapporto Inail, debbano essere aggiunte circa 8000 persone che in Italia perdono annualmente la vita a causa delle malattie professionali non evidenziate.         

“Oltre ai 1200 morti delle grandi disgrazie che si leggono sui giornali – ha spiegato il presidente dell’Inas Cisl Antonino Sorgi - vi sono le numerose vittime delle malattie professionali che si possono combattere solo con un’attenta attività di prevenzione e informazione. Voglio inoltre ricordare che,. rispetto ai 10.000 morti individuati dalla ricerca, le richieste di rivendicazione presentate all’Inal sono state quasi 1500. Dati molto differenziati che denotano la grande distanza che intercorre fra la conoscenza di un diritto esigibile e la realtà sul territorio dove la gente non sa quello che può chiedere. Il nostro obiettivo è dunque quello di allargare la sfera della conoscenze e della comunicazione per colmare questo ritardo informativo.  Per altro bisogna segnalare - ha precisato Sorgi - che all’Interno dell’Inail vi sono ingenti quantità di risorse per la prevenzione che non  vengono usate e con cui potrebbero essere mese in campo iniziative comuni”.

Dal canto suo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha sottolineato l’importanza del servizio fornito dai patronati in Italia ed all’estero. Un lavoro che basa il suo successo sulla professionalità degli operatori, che forniscono assistenza qualificata ed hanno un rapporto con gli utenti di alta qualità, basato sulla fiducia. Secondo Bonanni non va inoltre dimenticato il fondamentale ruolo del patronato nel mondo “che spesso rappresenta per i nostri connazionali all’estero un fondamentale ed unico punto di riferimento”. Ulteriori approfondimenti sul convegno dell’Inas Cisl saranno pubblicati in un articolo di prossima diffusione.  (G.M.- Inform)


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