INFORM - N. 185 - 8 ottobre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Un altro veneto eccelle in Australia

Storia di un veronese, Alberto Basile

 

SYDNEY - Il legame forte e fruttuoso del Veneto con l’Australia sembra nei decenni rimanere immutato. Tutti si ricorderanno dell’emigrazione “disperata ed orgogliosa” di migliaia di veneti nel dopoguerra che si sono distinti grazie ad innumerevoli sacrifici, lavoro e ingegno arrivando ad essere tra gli imprenditori più rinominati e riconosciuti del continente australiano.

Ebbene anche oggi ci sono veneti trasferiti in Australia che mietono successi: un esempio è Alberto Basile, recentemente citato nel prestigioso giornale scientifico Journal Of Algebra da uno dei più grandi algebristi viventi Michael Aschbacher.

Alberto, di che cosa si tratta?

Michael Aschbacher all’inizio di uno studio sulla struttura delle simmetrie cita la mia tesi di dottorato svolta all’Australian National University. Sia il lavoro recente di Aschbacher che la mia tesi si appoggiano su ciò che Scientific American chiama "L'Enorme Teorema". L’Enorme Teorema è il risultato del lavoro congiunto di centinaia di matematici di tutto il mondo ed è il più importante risultato in Algebra degli ultimi 200 anni. La dimostrazione dell’Enorme Teorema richiede circa 15mila pagine di matematica pura estremamente specializzata.
Io nel mio piccolo mi sono dovuto arrangiare e cercare di estrarre quei segreti nascosti nella difficilissima dimostrazione, che mi permettevano di avanzare con la tesi. Sono diventato uno dei pochi esperti nel campo e piano piano, un lemma dopo l'altro ho raggiunto un risultato tanto inatteso quanto impensabile.

Cioè?

Speravo di trovare una struttura a forma di diamante in un oceano immenso di strutture algebriche e mi sarei certamente fermato al primo diamante perche questo mi avrebbe automaticamente conferito fama, la tesi e una sicura pubblicazione. Invece, con grande perseveranza e infinita pazienza, una goccia d'acqua dopo l'altra ho perlustrato tutto l'oceano e ho dimostrato al mondo che di diamanti ahimè non ce ne sono più.

Perché ha cosi grande importanza?

Nella mia tesi e nel lavoro recente di Aschbacher si parla di una congettura rimasta aperta nonostante l’Enorme Teorema. Grazie all’Enorme Teorema possiamo spesso ricondurre un problema di Algebra ad una lista finita di sottoproblemi complessi ma risolvibili. La congettura afferma che è possibile rappresentare tutte le strutture finite con uno dei problemi di algebra ai quali possiamo applicare l’Enorme Teorema. Se la congettura è vera, abbiamo individuato un linguaggio ed un laboratorio universale per risolvere tutti i problemi delle strutture finite!

Purtroppo io ho mostrato al mondo due cose: 1. E’ ormai più facile credere che la congettura sia falsa; 2. Una applicazione sistematica dell’Enorme Teorema, per quanto lunga laboriosa e complessa, rimane l’arma più efficace oggi disponibile per far luce sulla congettura.

Ed il lavoro recente di Aschbacher si spinge proprio in questa direzione partendo dal tuo lavoro e applicando l’Enorme Teorema ad un contesto diverso per aggiungere evidenza che la congettura è falsa. Corretto?

Esatto! In altre parole i matematici che studiano le strutture finite, nonostante l’Enorme Teorema, non possono ancora permettersi di andare in pensione.

Torniamo ad un Veneto in Australia. Di cosa ti occupi adesso?

Sono Quantitative Analyst, o “Quant” come si dice nell’ambiente, per la National Australia Bank. Noi “Quant” valutiamo i modelli matematici che sottendono ogni operazione bancaria e verifichiamo che i sistemi informatici della banca implementino correttamente i suddetti modelli. E’ un lavoro da matematico applicato che mi riempie di soddisfazione sebbene io sia specializzato in matematica pura.

Come sei arrivato qui, so che sei un esperto di Cina ed hai lavorato anche per PMI del Veneto

Infatti è stato un percorso difficile e del tutto non lineare. Dopo il Dottorato di Ricerca all’Australian National University ho lasciato il mondo accademico e mi sono inserito in un contesto di alta tecnologia ferroviaria grazie all’offerta di Tecnogamma di Treviso. Tecnogamma, a dispetto delle piccole dimensioni e a distanza di tanti anni dalla tragica scomparsa del suo fondatore Ettore Casagrande, è tuttora punto di riferimento mondiale per le tecnologie a supporto della sicurezza dei trasporti ferroviari. Tecnogamma è stata la prima ditta straniera al mondo, in ambito di sicurezza per i trasporti ferroviari, che ha aperto un ufficio interamente indipendente in Cina. Sono orgoglioso di essere stato io a farlo. Dopo appena otto mesi a Treviso partii con una valigia come già feci quando andai in Australia la prima volta nel 1997. Ma questa volta non era l’Australia, era la Cina dove non sapevo parlare ne` leggere ne` scrivere. Un mese dopo il mio arrivo scoppiò la più pericolosa epidemia degli ultimi decenni: la SARS. Solo ma determinato, realizzai il sogno di Ettore Casagrande e rimasi con Tecnogamma per un altro anno. Lasciai Tecnogamma per Imagemap, e dopo un intervallo di un anno a Torino, ritornai in Cina per aprire un altro ufficio per questa ditta americana. Oggi, Tecnogamma e ImageMap cooperano assieme nel gruppo MerMec. Il personale che ho assunto in Cina è tuttora al servizio del gruppo, fatto che mi dà soddisfazione perché mi dimostra la bontà del lavoro da me svolto in Cina.

Cosa è successo poi? Come mai hai lasciato la Cina sicuramente il Paese più controverso ed interessante di questi decenni?

Era il 2007 a carriera ormai avviata, direttore operativo di un ufficio con 3 dipendenti a Pechino, piccolo ma con grandi potenzialità e lavoro pluriennale davanti, quando capii che il “lavoro grosso” era stato fatto, e feci una importante scelta di vita: la qualità! E così ancora una volta lasciai tutto quanto avevo e con una valigia presi un volo di sola andata per l’Australia. E’ difficile lasciare il certo per l’incerto soprattutto quando non si è più “giovani” e si trovano sempre meno aziende capaci di investire su un trentottenne. Quasi incoscientemente ma mosso da tanta determinazione scelsi di lasciare l’ambiente ferroviario e di provare ad inserirmi nell’industria finanziaria. Ci vollero oltre 4 mesi di colloqui per ricevere la prima offerta. In quel giorno la mia vita cambiò.

Qualità? Che cosa intendi quando dici che hai scelto la qualità?

La qualità si manifesta con un benessere interiore che permette di alzarsi contenti tutti i giorni. A mio avviso gli ingredienti fondamentali per una migliore qualità di vita sono tre: 1. un domicilio che piace; 2. un lavoro che piace e 3. un modo di viaggiare che piace dal domicilio al lavoro. Ho avuto la fortuna di raggiungere tutti e tre. Ho scoperto che questi tre ingredienti sono più importanti di quale macchina ho, di quanto prendo al mese, di quante telefonate ricevo e di quanti amici ho su facebook (al momento zero!).

Un modo di viaggiare che piace?

Si! Sydney è una città speciale in questo senso. Abito in una delle più belle spiagge di Sydney e vado e torno dal lavoro in traghetto. Sul traghetto non devo superare nessuno, non sono in ritardo e se lo sono il ritardo è giustificato, non ho 4 semafori rossi su 5, non mi tagliano mai la strada. Sul traghetto sono accompagnato dal volo dei gabbiani, dalla vista di baie stupende e di icone quali l’Opera House e l’Harbour Bridge. 

Ma non ti manca l’Italia?

Si, moltissimo. Io sono innamorato di Verona, la mia città natale ed affettiva, la reputo una città bellissima. Altrettanto innamorato sono delle altre città italiane. E tuttavia ancora più di tutto questo mi mancano gli italiani. Ma una cosa ho imparato con tutti i miei viaggi. Per poter raggiungere un qualsiasi obiettivo bisogna sapersi distaccare e bisogna saper trovare dentro di sé quei valori che improvvisamente vengono a mancare. Io porto Verona, l’Italia e gli italiani nel cuore. Non mi abbandoneranno mai.

Che cosa vuoi dire a noi che ti leggiamo dal Veneto ed a quelli che ti leggono da tutto il mondo?

Ai miei colleghi in giro per il mondo non ho nulla da dire o da insegnare, ci capiamo al volo; ai tanti amici veneti racconto solo la mia esperienza perché la mia Australia, la mia apertura mentale, è nata quando ero bambino e i miei genitori mi portavano al lago, in montagna o al mare. La capacità di osare ed andare oltre l’orizzonte conosciuto si apprende da bambini e si manifesta da grandi sia con viaggi materiali che con sacrificio e lavoro quale la bellissima Tecnogamma di Ettore Casagrande e le migliaia e migliaia di altre PMI venete. Perciò siate generosi coi bambini, fate di loro degli uomini ma soprattutto degli esploratori. (Veneti nel Mondo/Inform)


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