ITALIANI ALL’ESTERO
Lettera aperta di Gino Bucchino
(Pd) ai patronati italiani operanti all’estero
Il deputato parla dei diritti
previdenziali negati ai connazionali nel mondo e chiede l’intervento dagli enti
preposti alla tutela pensionistica all’estero
ROMA – Scrive una lettera aperta ai
patronati italiani operanti all’estero Gino Bucchino, deputato eletto per il
Pd nella ripartizione America settentrionale e centrale, per sollecitare interessamento
nei confronti delle “inadempienze da parte dell’Inps” rispetto al quadro normativo
più volte segnalate dal deputato nel corso della sua attività parlamentare.
Segnalazioni che hanno evidenziato “diritti previdenziali negati dei nostri connazionali all’estero – aggiunge Bucchino, nonchè - la paralisi dell’attività istituzionale per il rinnovo e la stipula delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale”.
Riportiamo di seguito le questioni più rilevanti illustrate per esteso e le conclusioni della lettera del deputato.
Importo aggiuntivo
Ho richiesto al Ministero del Lavoro ed all’Inps, tramite interrogazioni ed iniziative politiche, la concessione anche ai pensionati residenti all’estero, con pensione detassata alla fonte, dell’importo aggiuntivo pensionistico di 154 euro (introdotto dalla legge finanziaria per il 2001) da erogare sulla mensilità di dicembre come avviene per tutti i residenti in Italia i quali soddisfino determinati requisiti reddituali.
In base alla legge finanziaria n. 388/2000, art. 70, comma 7, è stato previsto, a partire dal 2001, un importo aggiuntivo di 300.000 lire da corrispondere in presenza di particolari condizioni, unitamente alla rata di dicembre, ai pensionati titolari di pensioni il cui importo complessivo annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, non superi il trattamento minimo;
l’importo aggiuntivo viene erogato anche ai titolari di pensione italiana - sia autonoma (perfezionata con l’esclusivo utilizzo della contribuzione versata in Italia) che in convenzione internazionale (perfezionata con il meccanismo del cumulo dei contributi versati sia in Italia che all’estero in Paesi con i quali l’Italia ha stipulato una convenzione bilaterale di sicurezza sociale) - residenti all’estero;
esclusi dal beneficio da parte dell’INPS, ci ricorda l’Istituto previdenziale italiano tutti gli anni a dicembre con una specifica circolare (che dopo la mia denuncia non viene più emanata da due anni), sono i titolari di pensione italiana residenti all’estero, che in virtù di quanto stabilito dalla eventuale convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni fiscali stipulata dall’Italia con il loro Paese di residenza, hanno fatto domanda di detassazione della pensione italiana.
Ritengo si tratti di una decisione giuridicamente infondata, non prevista da nessuna norma legislativa e non giustificata da alcuna inferenza logico-deduttiva. Basta leggersi l’articolo di legge che ha introdotto il beneficio per capire che l’aumento spetta a tutti coloro i quali soddisfino i requisiti previsti a prescindere dalla residenza e da considerazioni di natura fiscale (che sarebbero erroneamente alla base della decisione restrittiva dell’INPS).
Maggiorazione
aggiuntiva
Si tratta
di una prestazione introdotta nel
Sono alcuni anni
(quattro o cinque) che l’INPS non paga ai pensionati italiani residenti all’estero
l’ulteriore aumento della maggiorazione sociale in violazione di quanto previsto
dalla legge finanziaria n. 289 per il 2003. La negazione di tale diritto è purtroppo
passata inosservata o è stata addirittura tollerata. Come si ricorderà, a decorrere
dal 1° gennaio 2002, la legge finanziaria n.
A partire dal 2003, ogni anno, il Ministero del Lavoro avrebbe dovuto – cosa che non ha mai fatto fino a quest’anno – emanare un Decreto per definire, tra l’altro, le equivalenze dei redditi e consentire così all’Inps di calcolare l’importo della maggiorazione aggiuntiva per i residenti all’estero. I pensionati residenti all’estero (alcune migliaia senz’altro in America Latina) aventi diritto a tale maggiorazione aggiuntiva – che potrebbe essere pari anche ad alcune centinaia di euro – sono stati quindi defraudati di un loro diritto e di importanti somme di denaro che avrebbero alleviato la loro situazione di disagio economico.
L’Ufficio Convenzioni internazionali dell’Inps è consapevole della inadempienza (le cui responsabilità sono numerose e composite e certamente non solo dell’Inps) e mi ha assicurato, in parte grazie anche alle mie continue pressioni e sollecitazioni, un intervento risolutivo.
Sanatoria indebiti
pensionistici dei residenti all’estero
Abbiamo presentato nella scorsa legislatura una specifica proposta di legge relativa all’abbandono del recupero da parte dell’Inps degli indebiti pensionistici costituitisi sulle pensioni italiane dei residenti all’estero. La proposta di legge, che interessa decine di migliaia di pensionati emigrati e mira a condonare indebiti pensionistici non imputabili a dolo o a responsabilità dirette degli interessati, era in discussione alla Camera e non si è potuta realizzare a causa della prematura interruzione della legislatura.
Con alcuni miei colleghi stiamo ora predisponendo una nuova proposta da presentare nelle prossime settimane. Anche in questo caso il contributo dei patronati sarebbe essenziale per persuadere le autorità competenti (Governo, Ministero del Lavoro ed Inps) che la sanatoria è doverosa, necessaria e di grande impatto economico per migliaia di pensionati con redditi bassi.
Accordi bilaterali
di sicurezza sociale
Nella scorsa legislatura
erano in dirittura d’arrivo gli accordi di sicurezza sociale con il Canada (rinnovo)
ed il Cile (nuova stipula), grazie ad una serie di iniziative, pressioni politiche
e interrogazioni parlamentari. Si sarebbe trattato di un grande evento per le
collettività italiane in Canada ed in Cile che avrebbe portato concreti benefici
socio-previdenziali. Anche in questo caso l’interruzione della legislatura ha
compromesso il lavoro svolto e la ratifica dei due accordi non si è potuta finora
attuare. Sono stati inoltre interrotti iter e trattative per il rinnovo
delle convenzioni con il Brasile e l’Argentina oramai obsolete e per la stipula
di convenzioni in fase avanzata di trattativa come quelle con le Filippine,
l’Egitto ed il Marocco. Sono invece esclusi da ogni accordo Paesi dove vivono
importanti collettività italiane e di origine italiana come il Messico, il Perù,
L’Ecuador, il Sud Africa,
E’ a voi quindi
cari Presidenti che mi rivolgo, avendo ritenuto utile ed opportuno informarvi
su alcune questioni irrisolte che ritengo prioritarie nel campo della sicurezza
sociale a favore delle nostre collettività emigrate. Purtroppo ho potuto constatare
che accanto ad una totale assenza di volontà e interesse politico, parte della
responsabilità per questa situazione di inosservanza e di “stallo” non è solo
della politica ma anche delle rappresentanze sociali e sindacali che forse hanno
sottovalutato la tutela previdenziale del mondo dell’emigrazione. Forse i patronati,
pur consapevoli dell’esistenza di tanti problemi, nel comprensibile perseguimento
di buoni rapporti con l’Inps non hanno perseguito sufficientemente queste
inadempienze visto il presunto numero limitato degli aventi diritto e magari
per evitare ulteriori contenziosi. Io personalmente credo che se anche un solo
pensionato fosse privato di un suo diritto, gli enti preposti alla sua tutela
previdenziale dovrebbero intervenire, così come credo che si rendano necessarie
delle forti e serie iniziative, magari comuni e condivise, per sollecitare le
autorità competenti a riprendere l’attività in questo settore e ristabilire
i diritti negati.
Auspicando
un vostro interesse per queste questioni incomprensibilmente ancora irrisolte
e facendo affidamento sulle vostre funzioni di assistenza e di tutela per il
conseguimento, anche all’estero, delle prestazioni in materia di previdenza
vi auguro un buon e proficuo lavoro. (Gino Bucchino)
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