INFORM - N. 185 - 8 ottobre 2009


LODO ALFANO

La nota della Presidenza della Repubblica e la dichiarazione del Presidente del Consiglio

 

Napolitano: “Sto dalla parte della Costituzione”

"Tutti sanno da che parte sta il Presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale": così una nota del Quirinale sulle polemiche seguite alla sentenza della Corte Costituzionale, avversa al cosiddetto Lodo Alfano, che hanno investito anche il Capo dello Stato.

Il Presidente Napolitano ha accolto con rispetto la sentenza della Corte alla quale soltanto spetta il giudizio di costituzionalità delle leggi.

È da ricordare che al momento della promulgazione della legge in questione si era rilevato - come si evince dalla nota diramata il 23 luglio 2008 - che la sentenza della Corte Costituzionale n. 24 del 2004, a cui in quella fase si faceva riferimento, non aveva sancito che la norma di sospensione del processo dovesse essere adottata con legge costituzionale.

 

Berlusconi: “La solidità del governo non è intaccata dal pronunciamento della Corte”

“Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico - ha dichiarato in una nota ufficiale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalità con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranità del popolo.

La solidità di questo governo non è in alcun modo intaccata da questo pronunciamento né tantomeno la mia volontà di proseguire con determinazione nel mandato ricevuto dal popolo e rinnovato in tutte le più recenti competizioni elettorali.

Una volontà che si rafforza e che riceve ogni giorno il sostegno compatto e solidale della volontà politica della maggioranza che sostiene l’attuale governo.

Per il resto, non ho il minimo dubbio che le accuse infondate e risibili che ancora mi vengono rivolte cadranno sotto il vaglio di magistrati onesti, indipendenti e ossequienti alla legge e alla propria coscienza.” (Inform)


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