ITALIANI ALL’ESTERO
Conferenza a Bologna dei presidenti delle Associazioni
di emiliano romagnoli nel mondo
Interventi all’apertura dei lavori: Vasco Errani, Silvia
Bartolini, Monica Donini, Elio Carozza
BOLOGNA – Si è aperta ieri a Bologna
I lavori sono stati aperti dal presidente della Consulta
degli emiliano romagnoli nel mondo Silvia Bartolini, nell’aula polivalente della
Regione, alla presenza dei gonfaloni di numerosi enti locali. “Oggi possiamo
dire di avere creato, in questi anni, una vera rete associativa - ha affermato
Bartolini - sulla quale
“La scelta che tutti insieme abbiamo fatto è stata quella
di investire sulle associazioni, sugli emiliano- romagnoli nel mondo, con un’ambizione
e uno spirito nuovo, ossia con la volontà di promuovere quella che è una sfida
per voi e per noi: far sì che l’esperienza della associazioni non sia solo un
modo per rinnovare il sentimento della nostalgia, ma anche per svolgere un ruolo
in grado di coltivare le radici e al tempo stesso di fare un’azione di rappresentanza
dell’Emilia-Romagna e dell’Italia nel mondo”. Così ha esordito il presidente
della Regione Vasco Errani nel lungo intervento alla Conferenza dei presidenti
degli emiliano-romagnoli nel mondo, in cui ha parlato anche dei problemi della
società globale, da quelli economici a quelli ambientali, “che ormai nessuno
può ignorare e che sono di tutti”. In merito alla legge regionale sull’emigrazione,
ha riferito che si può già trarre un bilancio positivo della sua applicazione.
“E’ stato compiuto un salto di qualità - ha sottolineato - promuovendo un processo
di innovazione, investendo sui giovani, ma senza lasciare indietro nessuno.”
Secondo il presidente Errani, in questo momento si avverte la necessità di valorizzare
la terza e la quarta generazione di emigrati per dare continuità all’associazionismo.
“Abbiamo bisogno che queste generazioni abbiano un rapporto culturale con
Un caloroso benvenuto è stato espresso nel suo saluto
dal presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Monica Donini. “La vostra
esperienza - ha detto Donini - serve non solo per celebrarci come appartenenti
a una stessa identità culturale, ma anche per comprendere meglio alcuni fenomeni
della globalizzazione”. “Voi - ha commentato Donini - vivete in altri
paesi, con le vostre famiglie, conoscete sistemi diversi e potete confrontare
i diversi modelli, arricchendovi e arricchendoci. Stando insieme e trasferendoci
le nostre diverse esperienze, possiamo contribuire al miglioramento della società”.
Elio Carozza, segretario generale del Consiglio generale
degli italiani all’estero (CGIE) ha lamentato nel suo intervento l’assenza dello
Stato in questi ultimi mesi nei confronti degli italiani all’estero. “Una situazione
che non si avverte in Emilia Romagna - ha rilevato - dove l’associazionismo
viene sostenuto e troviamo un esempio positivo di come mantenere i rapporti
con gli emiliano-romagnoli all’estero”.
Carozza ha poi parlato della Conferenza Stato-Regioni
CGIE, auspicando un seguito del dettato legislativo che ha dato vita a questo
organismo. “Bisogna guardare agli italiani all’estero come a un sistema-paese”
ha concluso Carozza. (