INFORM - N. 184 - 7 ottobre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Conferenza a Bologna dei presidenti delle Associazioni di emiliano romagnoli nel mondo

Interventi all’apertura dei lavori: Vasco Errani, Silvia Bartolini, Monica Donini, Elio Carozza

 

BOLOGNA – Si è aperta ieri a Bologna la Conferenza dei presidenti delle associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo, per un confronto - che proseguirà fino a venerdì - sulle politiche regionali per l’emigrazione, sull’andamento della legge regionale di riferimento e sui progetti proposti sia dalla Regione Emilia Romagna sia dalle associazioni all’estero.

La Conferenza è anche l’occasione per aggiornare presidenti e consultori sulla situazione dell’Emilia-Romagna e sui vari strumenti di comunicazione messi a disposizione dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo per mantenere i legami e scambiare informazioni.

I lavori sono stati aperti dal presidente della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo Silvia Bartolini, nell’aula polivalente della Regione, alla presenza dei gonfaloni di numerosi enti locali.  “Oggi possiamo dire di avere creato, in questi anni, una vera rete associativa - ha affermato Bartolini  - sulla quale la Regione e le politiche internazionali possono contare per le loro iniziative all’estero”. “Una rete che sta crescendo - ha aggiunto il presidente della Consulta - perché ci siamo sempre mossi su un doppio binario: quello dei valori e quello della concretezza. Abbiamo cercato di operare in modo trasversale, coinvolgendo tutti gli assessorati della Regione, valorizzando la cultura della memoria e il radicamento delle istituzioni che operano in questo settore non solo qui in Italia ma anche all’estero”.  “Per questo ogni nostra iniziativa prevede la partecipazione del CGIE - ha sottolineato Silvia Bartolini  - e a ogni missione estera c’è l’incontro con i Comites - che svolgono un ruolo fondamentale per noi”. “Il nostro compito - ha concluso - è tenere i rapporti con le comunità all’estero in modo nuovo e qualificato, far conoscere l’Emilia-Romagna com’è oggi, con i suoi valori e le sue peculiarità che la rendono una delle prime regioni europee, sia dal punto di vista economico sia come qualità della vita”.

“La scelta che tutti insieme abbiamo fatto è stata quella di investire sulle associazioni, sugli emiliano- romagnoli nel mondo, con un’ambizione e uno spirito nuovo, ossia con la volontà di promuovere quella che è una sfida per voi e per noi: far sì che l’esperienza della associazioni non sia solo un modo per rinnovare il sentimento della nostalgia, ma anche per svolgere un ruolo in grado di coltivare le radici e al tempo stesso di fare un’azione di rappresentanza dell’Emilia-Romagna e dell’Italia nel mondo”. Così ha esordito il presidente della Regione Vasco Errani nel lungo intervento alla Conferenza dei presidenti degli emiliano-romagnoli nel mondo, in cui ha parlato anche dei problemi della società globale, da quelli economici a quelli ambientali, “che ormai nessuno può ignorare e che sono di tutti”. In merito alla legge regionale sull’emigrazione, ha riferito che si può già trarre un bilancio positivo della sua applicazione. “E’ stato compiuto un salto di qualità - ha sottolineato - promuovendo un processo di innovazione, investendo sui giovani, ma senza lasciare indietro nessuno.” Secondo il presidente Errani, in questo momento si avverte la necessità di valorizzare la terza e la quarta generazione di emigrati per dare continuità all’associazionismo. “Abbiamo bisogno che queste generazioni abbiano un rapporto culturale con la Regione, e soprattutto che abbiano un ruolo attivo nei loro Paesi, coltivando i rapporti con le ambasciate, con gli istituti culturali. Dobbiamo alimentare anche una cultura di ritorno, con il contributo del Cgie”. “Dobbiamo pensare - ha detto Errani - a progetti che costruiscono l’identità dell’Italia negli altri Paesi e muoverci poi secondo le vocazioni delle singole zone”. Infine il presidente della Regione ha salutato la platea con un messaggio: “Fate sì che l’esperienza dell’Emilia-Romagna sia un contributo all’Italia e alla sua immagine nei vostri paesi, l’immagine di una regione sana dove la solidarietà e’ un elemento intrinseco del benessere, che racchiude anche quello del vicino”.  L’emigrazione dell’Emilia-Romagna in termini numerici è costituita – ricapitola la Consulta - da più di un milione e trecentomila persone, dall’800 fino ai giorni nostri. Oggi le associazioni degli emiliano-romagnoli nel mondo sono 108, provenienti da 24 paesi e 4 continenti diversi. Alcune hanno più di 70 anni di vita, altre sono sorte con le ultime generazioni di emigrati, che hanno portato all’estero professionisti, laureati e imprenditori.

Un caloroso benvenuto è stato espresso nel suo saluto dal presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Monica Donini. “La vostra esperienza - ha detto Donini  - serve non solo per celebrarci come appartenenti a una stessa identità culturale, ma anche per comprendere meglio alcuni fenomeni della globalizzazione”. “Voi -  ha commentato Donini - vivete in altri paesi, con le vostre famiglie, conoscete sistemi diversi e potete confrontare i diversi modelli, arricchendovi e arricchendoci. Stando insieme e trasferendoci le nostre diverse esperienze, possiamo contribuire al miglioramento della società”.

Elio Carozza, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) ha lamentato nel suo intervento l’assenza dello Stato in questi ultimi mesi nei confronti degli italiani all’estero. “Una situazione che non si avverte in Emilia Romagna - ha rilevato  - dove l’associazionismo viene sostenuto e troviamo un esempio positivo di come mantenere i rapporti con gli emiliano-romagnoli all’estero”.

Carozza ha poi parlato della Conferenza Stato-Regioni CGIE, auspicando un seguito del dettato legislativo che ha dato vita a questo organismo. “Bisogna guardare agli italiani all’estero come a un sistema-paese” ha concluso Carozza. (Inform)


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