INFORM - N. 184 - 7 ottobre 2009


FARNESINA

Convegno “Garantire la pace la sicurezza in Africa”

Frattini: “Europa ed Africa hanno bisogno di un’alleanza globale e di un autentico partenariato strategico”. “L’Unione Europea deve fare di più sul fronte dell’immigrazione clandestina”

 

ROMA – “Europa ed Africa hanno bisogno di un’alleanza globale e di un autentico partenariato strategico. La prossimità geografica tra i due continenti, le vicende che ne hanno intrecciato la storia, le interdipendenze economiche, sociali ed umane che si sono create, i legami culturali intensi che esistono, sono tutti elementi che spingono verso un futuro insieme, un destino comune”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo al convegno “Garantire la pace la sicurezza in Africa”, che si svolge alla Farnesina dal 7 al 9 ottobre, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Istituto Affari Internazionali (IAI), insieme alla Commissione Europea e all’Unione Africana (UA).

Per Frattini “esistono oggi le condizioni per un nuovo “Patto per l’Africa” tra Paesi di quel continente, da un lato, e Paesi industrializzati, dall’altro”. Un patto “che si basi su una logica di partenariato per definire il quale l’Europa ha una responsabilità primaria, anche morale, da esercitare”.

L’idea di Frattini è che “tocchi ormai anzitutto all’Africa stessa plasmare il proprio destino”. “Spetta anzitutto alle autorità africane esercitare le proprie responsabilità nelle scelte politiche che le riguardano” . Di qui “la necessità di superare la logica donatore-ricevente e di sviluppare un dialogo politico tra eguali”. Di qui “la consapevolezza che il Partenariato UE-Africa possa rappresentare lo strumento giusto per facilitare il raggiungimento di due obiettivi: la creazione di un’architettura africana di pace e sicurezza; e l’integrazione economica del continente africano”

Due prospettive per la cui concretizzazione l’esperienza dell’Unione Europea può rappresentare “un punto di riferimento importante per l’Africa”.

“Dimostriamo che l’Africa è un'opportunità, non è un problema ma parte della soluzione per il futuro del mondo” ha detto Frattini, ricordando che il continente africano è già diventato un interlocutore chiave su problematiche strategiche come la lotta al cambiamento climatico, al terrorismo e nell'impegno per la sicurezza internazionale.

Affrontata da Frattini anche la drammatica situazione in Somalia.“L’impegno del Governo italiano – ha detto -  è in primo luogo quello di farsi portavoce della crisi somala e dell’esigenza di darle risposte concrete nei fora dei quali l’Italia fa parte: Unione Europea, Nazioni Unite, G8. Lo abbiamo fatto - su sollecitazione di numerosi Paesi amici africani e della Lega Araba, con la consapevolezza – ha precisato Frattini -  che una crisi della quale non si parla è una crisi che, di fatto, non esiste. Noi vogliamo invece che venga affrontata con decisione. Vogliamo dare una speranza alla Somalia”.

In ambito UE “ci stiamo adoperando affinché venga adottata una strategia di maggiore impegno a sostegno del governo somalo e della sua politica di riconciliazione, con nuove iniziative volte a rafforzarne le capacità nel settore della sicurezza e più in generale della ricostruzione istituzionale”.

Nel corso del suo intervento il ministro degli Esteri ha toccato anche il tema dell’immigrazione clandestina proveniente dalle coste africane. “E’ fondamentale – ha avvertito Frattini - che tale questione venga affrontata come un problema europeo, dell’UE nel suo complesso e non solo dei Paesi, come l’Italia, che si affacciano sul Mediterraneo”. “A questo proposito  alcuni importanti progressi sono stati registrati negli ultimi mesi” ma per Frattini “l’Unione Europea deve fare di più su questo fronte”. “Lo reclamiamo ad alta voce non perché vogliamo scaricare su Bruxelles un problema nostro – ha precisato il ministro - ma perché la UE può effettivamente fare di più. E’ necessaria un’autentica solidarietà tra gli Stati membri”. “Il Consiglio Europeo del giugno scorso ha fatto registrare alcuni progressi in questa direzione, riconoscendo, in particolare, la dimensione comunitaria del fenomeno ed invitando la Commissione a presentare ulteriori proposte in occasione del Consiglio europeo di ottobre. Attendiamo ora di vedere i fatti. Nell’interesse dell’Europa e degli stessi Paesi africani” ha concluso il ministro Frattini (per il testo integrale dell’intervento http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2009/10/20091007_DiscorsoIAI.htm ) (Inform)

 

 


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