FARNESINA
Convegno “Garantire la pace la sicurezza in Africa”
Frattini: “Europa ed Africa hanno bisogno di un’alleanza
globale e di un autentico partenariato strategico”. “L’Unione Europea deve fare
di più sul fronte dell’immigrazione clandestina”
ROMA – “Europa
ed Africa hanno bisogno di un’alleanza globale e di un autentico partenariato
strategico. La prossimità geografica tra i due continenti, le vicende che ne
hanno intrecciato la storia, le interdipendenze economiche, sociali ed umane
che si sono create, i legami culturali intensi che esistono, sono tutti elementi
che spingono verso un futuro insieme, un destino comune”. Lo ha detto il ministro
degli Esteri Franco Frattini intervenendo al convegno “Garantire la pace la
sicurezza in Africa”, che si svolge alla Farnesina dal 7 al 9 ottobre, organizzato
dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Istituto Affari Internazionali (IAI),
insieme alla Commissione Europea e all’Unione Africana (UA).
Per Frattini “esistono oggi le condizioni per un nuovo
“Patto per l’Africa” tra Paesi di quel continente, da un lato, e Paesi industrializzati,
dall’altro”. Un patto “che si basi su una logica di partenariato per definire
il quale l’Europa ha una responsabilità primaria, anche morale, da esercitare”.
L’idea di Frattini è che “tocchi ormai anzitutto all’Africa
stessa plasmare il proprio destino”. “Spetta anzitutto alle autorità africane
esercitare le proprie responsabilità nelle scelte politiche che le riguardano”
. Di qui “la necessità di superare la logica donatore-ricevente e di sviluppare
un dialogo politico tra eguali”. Di qui “la consapevolezza che il Partenariato
UE-Africa possa rappresentare lo strumento giusto per facilitare il raggiungimento
di due obiettivi: la creazione di un’architettura africana di pace e sicurezza;
e l’integrazione economica del continente africano”
Due prospettive per la cui concretizzazione l’esperienza
dell’Unione Europea può rappresentare “un punto di riferimento importante per
l’Africa”.
“Dimostriamo che l’Africa è un'opportunità, non è un
problema ma parte della soluzione per il futuro del mondo” ha detto Frattini,
ricordando che il continente africano è già diventato un interlocutore chiave
su problematiche strategiche come la lotta al cambiamento climatico, al terrorismo
e nell'impegno per la sicurezza internazionale.
Affrontata da Frattini anche la drammatica situazione
in Somalia.“L’impegno del Governo italiano – ha detto - è in primo luogo
quello di farsi portavoce della crisi somala e dell’esigenza di darle risposte
concrete nei fora dei quali l’Italia fa parte: Unione Europea, Nazioni Unite,
G8. Lo abbiamo fatto - su sollecitazione di numerosi Paesi amici africani e
della Lega Araba, con la consapevolezza – ha precisato Frattini - che
una crisi della quale non si parla è una crisi che, di fatto, non esiste. Noi
vogliamo invece che venga affrontata con decisione. Vogliamo dare una speranza
alla Somalia”.
In ambito UE “ci stiamo adoperando affinché venga adottata
una strategia di maggiore impegno a sostegno del governo somalo e della sua
politica di riconciliazione, con nuove iniziative volte a rafforzarne le capacità
nel settore della sicurezza e più in generale della ricostruzione istituzionale”.
Nel corso del suo intervento il ministro degli Esteri
ha toccato anche il tema dell’immigrazione clandestina proveniente dalle coste
africane. “E’ fondamentale – ha avvertito Frattini - che tale questione venga
affrontata come un problema europeo, dell’UE nel suo complesso e non solo dei
Paesi, come l’Italia, che si affacciano sul Mediterraneo”. “A questo proposito
alcuni importanti progressi sono stati registrati negli ultimi mesi” ma
per Frattini “l’Unione Europea deve fare di più su questo fronte”. “Lo reclamiamo
ad alta voce non perché vogliamo scaricare su Bruxelles un problema nostro –
ha precisato il ministro - ma perché