MEMORIA
Nel nome di Norma: cerimonia
nel quartiere istriano di Trieste
TRIESTE – Il 5 ottobre a Trieste, in via
Norma Cossetto si è svolta una cerimonia con la deposizione di una corona di
alloro in ricordo del martirio della giovane istriana uccisa dai titini 66 anni
fa. L’evento è stato organizzato dall’Anvgd-sezione di Trieste e dal Comune.
Di seguito un servizio sulla cerimonia di
Arcipelagoadriatico.it (del Centro di Documentazione Multimediale della cultura
giuliana, istriana, fiumana e dalmata di Trieste)
Un folto pubblico, composto e commosso ha
accompagnato ieri sera la cerimonia in ricordo di Norma Cossetto, giovane istriana,
vittima delle foibe, simbolo dei crimini commessi negli anni bui dell’ideologia
comunista-nazionalista che tanti lutti e divisioni ha decretato in terra istriana,
a Fiume e in Dalmazia anche con gli infoibamenti del 1943 e del 1945.
Davanti al monumento dedicato alla giovane
di Santa Domenica di Visignano, si sono schierati il gonfalone della Città,
i labari e le insegne delle Associazioni e delle rappresentanze d’arma. Inaugurato
nel 2009 alla presenza dell’on. Gianfranco Fini, a cura del Comune di Trieste
il cippo sorge nel quartiere di Baiamonti, rione costruito negli anni Sessanta
per dare una casa agli esuli dalle terre dell’Adriatico orientale e diventa
oggi una meta per tutti coloro che vogliono sapere e capire. Norma era una studentessa,
figlia di una famiglia in vista di Santa Domenica. Venne imprigionata e torturata
e poi fatta precipitare in una foiba: la sua colpa? L’essere italiana, benestante,
una donna di cultura.
Nel saluto di Renzo Codarin, Presidente dell’ANVGD,
Comitato provinciale di Trieste, è stata espressa la speranza che nel ricordo
di Norma si ricompatti una realtà, che il suo nome diventi un monito qui ed
in Istria affinché tali brutture non s’abbiano mai a ripetersi. Sulla sua tomba
a Santa Domenica durante tutto l’anno si svolge un mesto pellegrinaggio, a volte
di familiari, a volte di “istriani” che individualmente o in gruppo vanno a
rendere omaggio alla ragazza ventiquattrenne che perse la vita in modo vile
e ingiusto.
Al saluto di Codarin si è aggiunto anche
quello dell’Assessore Paolo Rovis, a nome del Comune di Trieste che dell’impegno
a riconoscere il ruolo della città nel dialogo su queste tematiche, ha fatto
una bandiera: erigendo monumenti, dedicando vie e piazze a personaggi eccellenti
del mondo istriano, fiumano e dalmato ma soprattutto riconoscendo il ruolo che
queste genti hanno avuto nello sviluppo della città stessa.
A sottolineare la solennità del momento
alcune poesie interpretate da Alma Petrigna e l’intervento, sempre convinto
e partecipe, della banda dell’ANVGD diretta dal maestro Ernesto Beacovich. (http://www.arcipelagoadriatico.it
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